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Basket: VIOLA, Diego Monaldi: “La Viola la conosciamo tutti, è famosissima, per me è un onore giocare qui”.

Inserito da on 3 gennaio 2014 – 19:12No Comment |

Diego_Monaldi_ViolaNella conferenza stampa di presentazione del match di Legadue contro Omegna, che si giocherà a Vibo Valentia al PalaMaiata domenica alle 18, la Viola approfitta per presentare alla stampa locale il neo “acquisto” Diego Monaldi che è giunto in città subito dopo Natale esordendo a Mantova.

Rispetto alla precedente sfida “casalinga” di Vibo, in questa occasione non ci saranno pullman messi a disposizione dalla società per i tifosi, che dovranno quindi attrezzarsi personalmente.

Ponticiello: “Prima di tutto faccio gli auguri di un buon 2014. Quello di Omegna è un appuntamento importante e difficile, in tanti considerano Omegna come prima forza del campionato, con un organico già profondo e ora ulteriormente rinforzato. Affrontare un match di questo tipo significa partire da quelle che sono le nostre sicurezze. Non dobbiamo renderci difficile il match. Si deve partire da quello che questa squadra ha fatto tra le mura amiche. In casa abbiamo fatto un cammino da prime posizioni, abbiamo un buon andamento mentre le nostre dirette concorrenti hanno avuto un miglior rendimento fuori casa. Dobbiamo partire da quello che abbiamo fatto di buono in casa, e in trasferta, a Mantova. Dove però abbiamo subito dei falli tecnici e un antisportivo, che ci sono costati ben 15 punti contro A Mantova, il match se pur canalizzato in maniera buona, abbiamo subito una sconfitta. Dobbiamo far in modo da non cadere più in certe ingenuità. Omegna è una squadra forte e per vincere questa partita dobbiamo portarci dietro tutto quello che sappiamo fare, loro bene in casa, molto meno bene in trasferta. La loro forza non ci deve spaventare, ma deve tirarci fuori la nostra adrenalina per farci fare bene. Il basket moderno parla di due guardie intercambiabili, in grado di produrre punti e di creare gioco. Da Diego si deve inizialmente pretendere cose non eccessivamente impegnative, perché l’inserimento necessita di tempi tecnici, pur se agevolate da un ottimo rapporto umano tra i giocatori. Stiamo lavorando a qualcosa in più rispetto a quanto visto a Mantova. Non mi ero mai trovato da penultimo alla fine del girone di andata, ma è anche vero che siamo a 4 punti dai playoff. Vero anche che abbiamo giocato delle buone partite dal punto di vista cestistico. L’allenatore non guarda la classifica dal punto di vista emotivo ma deve fungere da “problem solving”. Abbiamo affrontato dei problemi e li abbiamo risolti. Adesso dobbiamo dare una discontinuità al fattore esterno. Anche se non abbiamo avuto problemi ambientali di nessun tipo, forse siamo meno pronti a ribaltare i break negativi durante le gare. Sono fiducioso per il girone di ritorno. È chiaro che questa squadra non è nata per stare nelle prime 4, ma si è dovuta costruire con dei parametri, favorendo gli under. Aspetti che sono degli elementi da non dimenticare ma che non devono condizionarci. Le partite di devono giocare e si possono vincere, si devono vincere. E chiaro che se giochi partite di buon livello come a Mantova, magari ti arrabbi, ma alla fine confidi in un miglioramento. La mancanza del Botteghelle non ci pesa, sarebbe stato più normale essere condizionati in casa, ma secondo me i giocatori hanno nel complesso fronteggiato il problema . Certo ci dispiace non avere i 2000 del Botteghelle, ma abbiamo fatto bene  in casa. Secondo me è una fragilità emotiva che non mi spiego. Anzi di solito se ti urlano di tutto contro hai una motivazione in più. Io credo che la componente emotiva sia maggiore di una difficoltà dovuta al campo. Io spero sempre nel Pentimele, dato che mi piace pensare ad una cornice importante. Con Di Lorenzo ci conosciamo da una vita. Lui sa perfettamente cosa proverò a fare io, e io so cosa proverà a fare lui. Ma non è solo questo che ci fa basare la preparazione di una partita. Si cura molto il gesto tecnico per migliorare anche le percentuali. I due piani stanno insieme e uno non può prescindere dall’altro. A livello fisico stiamo discretamente. Non c’è nulla di preoccupante sia per quanto riguarda i due acciaccati Ammannato e Spera, problemino anche per Lupusor, da monitorare anche per il suo impegno con la nazionale, impegnativo anche emotivamente, ma non credo ci saranno problemi”.

Monaldi: “Dopo aver giocato per il Cus Bari, mi trovo a Reggio Calabria, in prestito dalla Monte Paschi Siena, dove spero di dare il mio contributo e sono convinto che mi troverò bene. Io sono d’accordo con le parole del coach. Non sarà facile, loro sono molto forti. In questo giorni abbiamo lavorato bene sulla concentrazione soprattutto in difesa. Importante stare concentrati e partire da li per fare buoni tiri e buone azioni. Sono convinto che sarà questa la chiave della nostra gara. La Viola vista a Bari non ha giocato una buona prova. Vedendola in allenamento so che non è quella la vera Viola. Ci sono giocatori molto forti. Noi a Bari abbiamo avuto alte percentuali da 3. In ogni caso una partita storta può capitare. Conoscevo già Ammannato, Azzaro, Spera e Sabbatino. Si ci siamo sentiti con Laganà, che mi ha parlato della Viola: da lui solo buone parole. La Viola la conosciamo tutti, è famosissima, per me è un onore giocare qui”.

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