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Condello (Viola): “Tanti errori, anche miei. Giovanni paga colpe non sue”

Inserito da on 23 novembre 2015 – 02:05No Comment |

Dopo il patron Muscolino, prende la parola il General Manager Gaetano Condello, che analizza il momento della squadra, dopo l’esonero dell’allenatore e anche alla luce di tutti i risultati negativi che sfociano nell’ultimo posto in classifica di girone.

Gaetano Condello: “Il momento è delicato perché viviamo una situazione difficile. Come spesso accade a pagare è l’allenatore, ma Giovanni paga errori nostri, miei, di valutazione, di gestione. Sollevare una figura come Giovanni che sappiamo tutti quanto tiene a questa squadra, a questa società (è stato difficile…). Ma era terminato il momento tra la guida tecnica e la squadra. Ho capito che c’era una scollatura dopo la partita contro Roma. Abbiamo cercato di dare una scossa che non è arrivata. E questo è difficile da digerire. Da domani bisogna valutare singolarmente tutti i giocatori. Lo stiamo facendo da diverso tempo e da domani inizieremo a lavorare con molta intensità su questo. Facciamo tanti sacrifici per stare vicino alla squadra, ma ci aspettiamo non delle vittorie, ma prima di tutto un attaccamento e un atteggiamento diverso, soprattutto degli italiani che sanno cosa significa la società e la Viola a Reggio Calabria. Accetto sconfitte e brutte prestazioni, ma mancano delle cose che in campo noi non abbiamo visto. Dobbiamo rimboccarci le maniche facendo grande autocritica. Per me l’esonero di Giovani è stata una cosa che mi ha segnato (si commuove, ndr.) perché l’ho portato io a Reggio, per me non averlo è una perdita importante, perché fuori dal campo è stato sempre una persona positiva. Ho permesso una cosa che non dovevo permettere, non tutelando Giovanni da questa squadra. Avrei dovuto intervenire prima e questo mi pesa. Prima di scegliere la nuova guida tecnica, dobbiamo analizzare i cambiamenti radicali che la società deve fare, per presentare al nuovo coach una struttura più efficiente. Non ho avuto nessun colloquio con Frates, che sentirò domani mattina, ma ci sono anche altre piste. In ogni caso non possiamo fare nulla al telefono, dobbiamo incontrarci e presentargli il progetto e la società, esponendo anche le difficoltà che anche Giovanni ha incontrato. Non abbiamo preso giocatori sui video, come qualcuno ha ironizzato. Sapevamo tutto, carriera, infortuni. L’unica cosa che non ho fatto, è scoprire con quali motivazioni questi venissero a Reggio Calabria. Oggi ho visto dall’altra parte, non me ne abbiano gli amici di Agropoli, una squadra mediocre, ma che ha dato tantissimo dal punto di vista dell’energia, della voglia di stare insieme. Avevano tante motivazioni, invece noi no, abbiamo giocatori talentuosi, forti, belli, ma dal punto di vista della motivazione nulla, e questo è un errore mio che mi assumerò davanti al consiglio di amministrazione. Tornare a Reggio, a giocare davanti al proprio pubblico, per i giocatori è un incubo. La squadra soffre la pressione, invece che sfruttare il calore che la gente riesce a trasmettere. Non ho fatto le uscite perché ho voluto dare una nuova possibilità a Giovanni, Ghersetti non merita di uscire. Domani dobbiamo modificare la struttura interna per assumerci le responsabilità. Cominceremo a farlo da domani con Giusva (è seduto in prima fila, ma non interviene in conferenza, ndr.). Domani vedrò due/tre allenatori per capire cosa pensano della nostra squadra”.

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