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Bianchi, coach Viola: “la squadra non c’è. Servirebbe più severità”.

Inserito da on 23 novembre 2015 – 02:20No Comment |

Le parole, a tratti anche dure, di Massimo Bianchi, coach della Viola dopo l’esonero di Giovanni Benedetto. Il tecnico neroarancio, analizza la gara Viola-Agropoli e la prestazione dei suoi giocatori, alla luce di molte amnesie e di errori dei singoli, come anche della squadra, che ha attraversato “momenti di vuoto”, come li ha definiti il coach.

Massimo Bianchi: “Quando siamo stati fedeli a quello che avevamo pensato per mettere in difficoltà questa difesa, penso che siamo andati dove volevamo. Dopo il break viene fuori questa cosa che manca dall’inizio, cioè che siamo poco disposti a fare qualcosa per un compagno, abbiamo un atteggiamento dove si vede che non vuole far qualcosa di aiuto a un compagno. È una cosa non bella da dire per la squadra che tu alleni. Non sono riuscito a tirare fuori questa cosa dalla mia squadra. Se vai in campo vuoi vincere, e noi non riusciamo a fare questa cosa, Ci sono sempre un paio di giocatori che fanno un passo indietro. Forse Freeman poteva giocare un po’ di meno, ma questo è per togliere alibi a tutti. Non puoi dare troppi minuti ai giovani. Il mio lavoro è anche quello di salvaguardare i giovani che devono crescere gradualmente. Credo che la fotografia della nostra squadra sia Dobbins, che appena arrivato fa le cose sporche, si butta a terra, si prende i falli. E questi giocatori sanno cosa si deve fare e cosa si deve mettere in campo per vincere, perché parliamo di gente che ha vinto e che queste cose le deve portare in dote, non dobbiamo insegnargliela noi. Non do colpe a loro, ma noi non siamo capaci di relazionarci a loro per fargli mettere in campo queste cose, che fanno quando non serve e che quando serve non le fanno. Una vittoria potrebbe aiutare la squadra, ma dobbiamo farla. Oggi a -6 dagli ospiti, dalle loro facce sembrava fossimo sotto di 30. Il loro atteggiamento è quello che evoca la legge di Murphy: se una cosa può andare male, lo farà. Se questa squadra ha quello che serve? Dalle parole che hanno detto sia la proprietà che il GM si evince che la società sta valutando e cercando le soluzioni per avere una risposta. Ne parleranno con chi sarà scelto come guida tecnica. È stata fatta una scelta drastica di sollevare colui che era al centro del progetto con un contratto di ancora tre anni. C’è una cosa che non aiuta questo tipo di lavoro, che sono i regolamenti. Che uno conosce giustamente all’inizio, non sono stati cambiati in corsa. Il Freeman visto oggi credo sia al 30/35%. Chiaro che se giochi con una quadra così alta e fisica vai in difficoltà. Avrebbe bisogno di un paio di settimane di lavoro per tornare ad un livello accettabile. Brackins ha sbagliato un paio di tiri da sotto che ci hanno penalizzato dal punto di vista psicologico, ma il suo atteggiamento non è negativo. Avevamo riscontrato insieme a Giovanni la mancanza di capacità della squadra di rimanere concentrata per tanto tempo. E questo è un problema grosso. Non puoi permetterti già un vuoto in una partita, e spesso succede più volte in una gara. Bisogna essere più duri. Prima di me hanno parlato proprietà e GM, che hanno ammesso degli errori. Credo che un allenatore debba sentire che tutta la struttura societaria abbia una unica voce. Se scegli un sergente di ferro, tutta la società deve diventare un sergente di ferro. Per come sono fatto io, credo che in una squadra non debba esserci democrazia, ma una dittatura. Con il coach che faccia il dittatore. Ma non credo che sia solo questo a indirizzare la scelta della società”.

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