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Per la Reggina l’ennesima occasione sprecata.

Inserito da on 2 novembre 2014 – 15:09No Comment |

Una Reggina sprecona non approfitta della debolezza dell’avversario di fronte e si fa fermare sul pari, grazie alla poca concretezza sotto rete dei propri attaccanti.

L’ora di pranzo certo invoglia a mangiare di tutto, gol compresi, ma da troppo tempo la Reggina non è in grado di competere ad alto livello contro formazioni di pari categoria. Agli amaranto sembra sempre mancare qualcosa. In termini di concretezza, preparazione, tattica e soprattutto cuore. Oggi il pubblico sembra essersene accorto e ha cominciato una dura contestazione verso presidentee giocatori. L’unico non toccato sembra essere il tecnico.

Primo tempo – La partita parte con le due squadre che si studiano a vicenda. Nei primi minuti si assiste ad una serie di rimpalli a centrocampo, poi una iniziativa degli ospiti dà il la alle ostilità. Gli ospiti guadagnano il primo angolo della gara è subito dopo la prima ammonizione per fallo di Scognamillo su Kovacsik. Alla prima occasione è però la Reggina a farsi pericolosa con un tiro a botta sicura di Camilleri su calcio piazzato a venir parato sulla linea di porta. Nei primi minuti si assiste alla solita conclusione fuori di Dall’Oglio, parata a terra dal portiere ospite, e a un paio di errori di Masini. Speriamo si sblocchi presto.

Al minuto 20, arriva il secondo gol di Adriano Louzada tra i professionisti, segno che evidentemente il tecnico Cozza ha saputo toccare le giuste corde stimolando il ragazzo ad una maggiore concretezza. Molto bello nell’occasione il lancio di Rizzo che lo mette davanti al portiere. Nei minuti seguenti, con gli amaranto che giocano sul velluto, assistiamo al solito copione. Un paio di errori di Masini, qualche sgroppata di Louzada sulla sinistra, meno gioco sulla destra, e gli ospiti tenuti a debita distanza dalla porta difesa da Kovacsik.

Ali 33′ la doccia fredda, che gela il Granillo, nonostante la temperatura primaverile e la bella giornata. De Vena è il più lesto a raccogliere un pallone vagante in area piccola, e nonostante il contrasto dei difensori, insacca da pochi passi per il pari. Per la Reggina è tutto da rifare e, soprattutto, potrebbe arrivare un brutto contraccolpo per il proseguo della gara. Gli amaranto, infatti, accusano il colpo e consentono agli ospiti di farsi sotto. Nel finale del primo tempo assistiamo a rapidi capovolgimenti fronte e solo nei minuti finale gli uomini di Cozza si rendono nuovamente pericolosi per le vie centrali con Louzada e Masini, che però non riescono a concretizzare le occasioni create. Nell’intervallo Cozza manda Di Michele a scaldarsi tra gli applausi del pubblico.

Secondo tempo – Come ci si aspettava Cozza butta nella mischia David Di Michele. A uscire è uno sprecone Masini. Di Michele si posiziona subito al centro dell’attacco amaranto e, come un allenatore in campo, impartisce ordini ai compagni. Un suo grido a Louzada si è sentito in tutto lo stadio. La Reggina dimostra di essere superiore all’Aversa Normanna. Gli amaranto costruiscono più gioco, anche concedendo le ripartenze agli ospiti, che ringraziano per il regalo, ma non riescono, per fortuna della Reggina, a raddoppiare. Al minuto 73′ assistiamo alla più bella azione della gara, che porta Viola alla conclusione a fil di palo dopo una iniziativa personale di Insigne davvero degna di nota. Il numero 10 amaranto, infatti, da solo parte da centrocampo ed entra in area prima di servire Viola, bravo a seguire l’azione ma sfortunato nella conclusione. La palla termina fuori di pochissimo a portiere battuto. All’83’ la Reggina sostituisce per infortunio Camilleri con Maimone. All’86’, i tifosi per la prima volta nel campionato, contestano l’operato del presidente Foti, il quale dalla sua postazione si alza e allarga le braccia. Al 89′ clamorosa occasione per la Reggina con Di Michele, contestatissimo subito dopo, che invece di calciare verso la porta passa la palla a Viola che viene anticipato dal portiere ospite. Il capitano chiede scusa ai tifosi, ma questo non placa la contestazione della tribuna. La Reggina continua ad attaccare a testa bassa senza però scalfire il muro eretto a difesa della propria porta dagli uomini ben disposti da Marra.

La partita termina con una rete segnata da Armellino in posizione giudicata di fuorigioco dalla terna arbitrale. La Reggina esce con le ossa rotte dal confronto diretto in coda alla classifica, perché non ha saputo concretizzare la propria superiorità, che resta così, sterile e fine a sé stessa. Per la prima volta nel campionato viene pesantemente contestata la squadra ma soprattutto la società. Adesso si dovrà per forza fare qualcosa. Una società che vede fallire il proprio progetto tecnico in questo modo, non può stare ferma. Non crediamo che la soluzione migliore sia il cambio in panchina, Ma non potendo cambiare 18 giocatori, spesso è questa la prima mossa che viene fatta dai presidenti. Oggi la Reggina avrebbe meritato di più, ma onestamente non si può dire che l’Aversa Normanna abbia rubato alcunché. I giocatori amaranto, invece che andare sotto la curva a fine partita, dovrebbero forse partire per un ritiro, che faccia comprendere a chi sembra averlo dimenticato, che le partite si vincono con il gioco e con il cuore, che fa affondare il tackle quando è necessario. Oggi nelle palle vaganti c’era sempre una maglia bianca a far proprio il pallone.

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