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Melfi-Reggina, l’ennesima vergogna. Adesso basta!

Inserito da on 8 novembre 2014 – 20:24No Comment |

Una vergogna senza fine. Questo il riassunto della partita della Reggina a Melfi, e se vogliamo delle ultime uscite stagionali degli amaranto.

Non ci sono parole meno dure per definire questa squadra, che presidente e tecnico mandano ogni settimana in campo a prendere bastonate da tutti. Gli amaranto sono passati da essere una squadra capace di far riprendere gli avversari in crisi, ad una formazione capace di regalare la prima vittoria della stagione ad una matricola come il Melfi. Che, chiariamolo subito a scanso di equivoci, ha meritato la vittoria.

La Reggina non ha nemmeno più ossa da farsi rompere, oggi non si esce dallo stadio Valerio con le ossa rote, per il semplice motivo che a Melfi, di spina dorsale questa squadra non ne ha portata. La prestazione amaranto è stata indecorosa sotto tutti i punti di vista. Carattere, determinazione, posizione in campo, tecnica individuale, gestione dei cambi, per finire nel post partita, nel quale non si ha nemmeno il coraggio di parlare con i giornalisti presenti.

Unico a parlare, ai microfoni di Rocco Musolino, il presidente Foti, che, anch’egli senza molta volta, non si sottrae ad una dichiarazione veloce, prima di un lungo conciliabolo, che potrebbe portare delle novità, di ritorno da Melfi. Si è parlato di clima pesante sul pullman che porterà la Reggina in città.

Queste le parole di Foti: “Mi auguro che ci sia la capacità da parte nostra di ricordarci chi siamo e di vedere quello che stiamo facendo, che una società come la Reggina capisca quello che sta subendo. Non ho voglia di parlare. Usciamo da 95 minuti in cui abbiamo fatto vedere quello che siamo. Le soluzioni passano da chi scende in campo, che deve aver la voglia di dimostrare quello che sa fare. Non c’è nessun problema Cozza”.

Oggi la Reggina è stata messa in campo, al cospetto di un avversario non difficile, con una linea difensiva a cinque, con un centrocampo inconsistente e con i soli Insigne e Louzada che poco potevano fare per far propri i lanci dalle retrovie. Il 5-3-2 è una disposizione che non puoi fare se sei la Reggina e stai giocando a Melfi. La soluzione odierna era stata prospettata al termine della partita di domenica scorsa contro l’Aversa Normanna che la Reggina aveva pareggiato. Adesso sappiamo tutti che non è lo schema il problema della squadra. Si torni velocemente al 4-3-3, ma soprattutto si faccia chiarezza su chi merita e chi no di indossare la maglia. La Reggina di inizio stagione ha sempre dimostrato dei limiti strutturali, ma se non altro ha sempre tenuto il pallino del gioco. Oggi questa caratteristica è andata scemando. In settimana erano circolate voci di un mancato pagamento di stipendi che avrebbe causato un repentino calo di prestazioni nei giocatori. Poi sono arrivate le esclusioni eccellenti di Di Michele e Viola, nemmeno convocati per il ritiro di Castrovillari. La società minimizza e parla di spogliatoio unito. Ma è del tutto evidente, anche un bambino lo noterebbe, che così non è.

Al termine della gara, tecnico e giocatori sono stati a lungo sotto il settore occupato dai tifosi amaranto a parlare con i tifosi, che evidentemente si sono lamentati della brutta prestazione e dell’ennesima sconfitta.

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