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Di Michele dopo Trapani-Reggina: “corro come gli altri, non capisco perché si debba centellinare”

Inserito da on 14 settembre 2013 – 20:02No Comment |
David Di Michele

David Di Michele

Parla a nuora perché suocera intenda, David Di Michele, al termine della partita del provinciale di Trapani, malamente persa dalla Reggina di Atzori.

Il calciatore di Guidonia, parla senza peli sulla lingua sia nei confronti dei compagni, sia nei confronti del mister, oggi “colpevole” di centellinare eccessivamente il giocatore amaranto.

Di Michele: “Sul 2-0 ci siamo disuniti, abbiamo fatto male e ci siamo fatti sorprendere dal Trapani che ha preparato bene la partita. Non siamo riusciti ad arginare la loro foga, ho cercato di dare imprevedibilità, abbiamo creato di più, ma non è bastato. Dobbiamo capire cosa abbiamo sbagliato, loro sono più organizzati, noi abbiamo sbagliato. Oggi si è visto che dobbiamo lavorare tanto. Il nostro obbiettivo è la salvezza. Anche a Lanciano abbiamo sbagliato, ma li abbiamo portato un punto a casa. Oggi dobbiamo fare un esame di coscienza, si vince e si perde in 30. Sto bene, si, non ho fatto la preparazione come i miei compagni, è vero. Bisogna centellinare, non ho capito per quale motivo, ho 37 anni, sto bene, se sono stanco la mia voglia mi fa comunque correre come gli altri, la mia prestazione è stata come quella dei miei compagni, corro come loro, non salto un allenamento da quando sono rientrato. Le scelte le fa il mister, sta a me metterlo in difficoltà quando entro. Vedendo la partita, una persona intelligente vede dove ha sbagliato. Il gesto ai compagni (zitti e pedalare, ndr) è stato voluto, per dire ai compagni di giocare fino alla fine. Arrendersi prima della fine della partita è da giocatori e da squadre senza futuro”.

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