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Calcio Serie B: La salvezza viene prima dello stadio, Reggina-Spezia è uno spartiacque

Inserito da on 27 novembre 2013 – 15:28No Comment |
Foti presenta l'anno del centenario amaranto

Foti presenta l’anno del centenario amaranto

All’arma bianca. Non sono molte le risorse dell’attuale Reggina: di qualità in campo se ne vede poca, di tiri in porta ancor meno e l’animus pugnandi da solo non basta, né può essere mantenuto per tutti i 90 minuti. Per non parlare di quello che, negli anni belli, è stato l’elemento trascinante: l’attaccamento del pubblico è ai minimi storici. Un controsenso, considerando che si sta attraversando la stagione del centenario; un fatto naturale se si fa la proporzione, negli ultimi anni, tra i proclami estivi ed i risultati raccolti in campo.

Sicuramente il presidente/patron/capo Lillo Foti conosce meglio di tutti le problematiche interne, specie quelle tecniche. Non pensiamo sia distratto al punto da focalizzare davvero ogni sforzo sulla costruzione di un nuovo stadio, con la squadra in piena zona retrocessione in B. Senza nulla togliere alla bontà dell’idea (basti guardare l’esempio dello Juventus Stadium per comprenderne l’importanza), in questo momento mettiamo migliaia di firme per tenerci una capanna in cadetteria, piuttosto che un teatro in Lega Pro.

Del nuovo impianto, da costruire a Catona, se ne parla da anni. Nelle ultime due stagioni, invece, abbiamo sentito altri bei discorsi sulle tournèe americane, salvo poi vedere la Reggina a San Giovanni in Fiore. Speriamo che non si stia vendendo aria fritta per l’ennesima volta, ma nemmeno l’idea del presunto ingresso di nuovi capitali (non ne sono arrivati in A, e giungerebbero adesso che siamo sull’orlo del baratro?) riesce a distrarre da tematiche attuali, annose e purtroppo tangibili.

La gara con lo Spezia è uno spartiacque. L’avversario è di tutto rispetto, in estate era persino accreditato di chance per la promozione diretta, ma conosciamo sulla nostra pelle l’inesattezza dei pronostici formulati sotto il solleone. Il lavoro di Castori c’è stato, fino a questo momento ha avuto tutte le attenuanti possibili ed immaginabili, ma adesso bisogna raccogliere dei frutti. Entrare in campo per lo 0-0 non deve far parte della mentalità di una squadra che langue nei bassifondi: non sempre si trova una difesa avversaria in vena di regali, come quella del Padova.

Stavolta il proclama ci permettiamo di farlo noi, ed è appunto quello con cui abbiamo iniziato l’articolo. Castori ha il dovere di mettere in campo quattro giocatori prettamente offensivi, individuandoli tra quelli a suo giudizio più in forma. Se Sbaffo è ritenuto indispensabile, significa o che la valutazione è sbagliata, o che l’ex ascolano è pronto a stupirci sabato con tre passaggi azzeccati di fila, oppure che c’è chi sta peggio di lui. Ma vorremmo vederli, i vari Maicon, Falco o Maza. Lo spagnolo probabilmente non ha le caratteristiche per disimpegnarsi sulla fascia, nel campionato italiano, ma se lo fa Dall’Oglio…

È ora che i calciatori comincino a prendersi delle grosse responsabilità. La campagna acquisti estiva è stata giudicata in maniera positiva a settembre, dato che il centrocampo era stato rivoluzionato con gli innesti di Strasser, Rigoni, Falco, Sbaffo e Maza. Possibile che eravamo tutti matti? Se ci avessero detto, con tutto il rispetto per due dei professionisti più seri in organico, che Dall’Oglio e De Rose sarebbero stati titolari inamovibili, forse i pronostici sarebbero stati diversi. Ci sono degli elementi che hanno deluso parecchio, è vero, ma ce ne sono anche altri di cui non abbiamo ancora avuto il piacere di vederli schierati insieme.

Contro lo Spezia, se non si vogliono alibi, bisognerà dunque cercare il risultato fin dall’inizio all’arma bianca. I liguri stanno dando vita ad un campionato ben diverso da quello della Reggina, ma l’ultima sconfitta interna ha lasciato strascichi ed un pizzico di paura potrebbero avercela se aggrediti. Mai come stavolta, il risultato sarà giudice. Nel bene o nel male.

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