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Un arrabbiatissimo Gagliardi striglia la stampa e chiama a sé (allo Stadio) il pubblico

Inserito da on 28 febbraio 2014 – 18:03No Comment |
Franco Gagliardi

Franco Gagliardi

Cominciamo dalla fine. Il tecnico Franco Gagliardi, oggi al termine di una conferenza stampa che fino a quel momento si era tenuta su un binario molto tranquillo in vista della partita decisiva di domani, è esploso in una polemica con parte dei giornalisti, colpevoli, secondo Gagliardi, di non tenere alle sorti della Reggina, ma dell’amico allenatore e del proprio  tornaconto personale, non ultimo quello economico: “Io quando ho parlato e ho detto che ci sono dei giornalisti che hanno delle amicizie, e ce le hanno, ci sono stati anche dei giornalisti che hanno preso dei soldi, ma voi lo sapete, c’è gente che sta nel mondo del calcio e continua a prenderne, io purtroppo soldi non ne ho, e pure Foti credo che abbia stretto i cordoni della borsa. Ma queste sono cose che esulano dall’argomento di oggi, so che ci sono anche giornalisti che sono integerrimi. Ci sono anche allenatori che sono una chiavica, ed io ne faccio parte”.

Franco Gagliardi è arrivato ad urlare la propria rabbia e delusione per come viene trattato il lavoro che sta facendo, e di cui noi gli abbiamo sempre dato atto, unitamente al lavoro tecnico e tattico di Zanin. Sul rapporto stampa/Reggina poi: “Io posso rispondere sulle cose del campo, sui vostri rapporti, deve essere la società a dare eventualmente un diverso indirizzo, io non posso che essere solidale con la società, non tanto perché sia giusto non avere a disposizione i giornalisti sempre, ma sull’indirizzo che è stato preso. Poi, io ho una mia idea sul giornalismo. Io sto facendo un lavoro occasionale, che a fine stagione andrà a terminare, per cui di curare i rapporti con la stampa, non me ne frega niente, io devo dare conto solo alla mia società, va bene il mio lavoro? Si? No? Se non va bene sono pronto ad andarmene e non mi procura alcun danno”.

Poi il tecnico continua, ormai a ruota libera, fino alla fine della conferenza stampa, che non avrà più alcuna altra domanda da parte dei giornalisti presenti: “Solo una cosa, quello che sto facendo, lo sto facendo in maniera così vibrante e ossessiva, per ottenere non l’ingraziarmi il giornalista, ma il risultato che tutti dovremmo avere a mente, che è la salvezza della Reggina. E devo dire che la società fin quando non mi esonera, mi spinge a comportarmi come sto facendo, io e Zanin, perché questo è l’unico obbiettivo della settimana. Io quando ho parlato e ho detto che ci sono dei giornalisti che hanno delle amicizie, e ce le hanno, ci sono stati anche dei giornalisti che hanno preso dei soldi, ma voi lo sapete, c’è gente che sta nel mondo del calcio e continua a prenderne, io purtroppo soldi non ne ho, e pure Foti credo che abbia stretto i cordoni della borsa. Ma queste sono cose che esulano dall’argomento di oggi, so che ci sono anche giornalisti che sono integerrimi. Ci sono anche allenatori che sono una chiavica, ed io ne faccio parte. Non dico che c’è gente che si aspettava la sconfitta della Reggina, che se retrocede lei, retrocediamo tutti, però, io conosco anche come si fa il giornalismo a perdere, lo conosco bene e in settimana ho avvertito il giornalismo in attesa della perdita. Voi vorreste scrivere della Reggina in Serie A, ne sono convinto. È un problema personale. L’allenatore dice posso aver sbagliato la formazione e il giornalista dice lo sapevo. Ma che cazzo sapevi? Non sapevi niente!. Sapete cosa avrei voluto che fosse detto? Che alla luce di due vittorie consecutive, che nessuno aveva ottenuto mai a Reggio quest’anno, ci fosse stato un appello al pubblico per salvare la Reggina che non è né di Gagliardi, né di Foti né vostra. È del pubblico! Non avete fatto un appello al pubblico per dire andiamo allo stadio, portiamo le famiglie. Domani è la partita del centenario. Domani ci giochiamo le mutande. Io ho comprato dei biglietti per regalarli. Ho detto quanto costa un biglietto? 3 euro, tieni compra 50 euro di biglietti e regalali. Io avrei voluto che domani ci fossero 16 mila spettatori. Io sono andato a Cosenza ed ho pianto. Li sono in 16 mila a difendere la C2. Io avrei voluto fare un casino qui ieri. Invece ancora leggo di gente che si preoccupa chi gioca e chi no. Ma che mi importa. Domani devono esserci 10 mila spettatori allo stadio! Ne abbiamo bisogno! Se domani dovesse accadere speriamo mai, io che sto a fare a Reggio? me ne devo andare perché la Reggina ha bisogno dei migliori! Non ce ne sono di scienziati. Noi stiamo lavorando nel cuore dei giocatori, che erano persi perché ognuno si faceva i cazzi propri. Quello voleva il contratto, per dire alla gente che era stato richiamato da un signor presidente, quell’altro è arrivato e poi ti gioca contro. E i giornalisti un po’ di qua un po’ di là, e poi ti chiedono la formazione, e Strasser deve giocare, Di Michele è una merda. Io non sono qui per questo. Io sono col pubblico. Voi non siete stati capaci di aiutare con il pubblico. Non avete portato nemmeno mille spettatori in più allo stadio e domani è una partita decisiva. Poi sarei andato in TV anche se Foti me lo avesse vietato, perché a me che Foti mi vieta non me ne frega nemmeno un po’. Perché so che se voi chiedete a Gagliardi qualcosa che porta gente allo stadio, non vieterebbe a nessuno di andare. Domani dobbiamo vincere. Quelli del Varese non devono nemmeno entrare allo stadio. All’andata hanno intimidito l’arbitro, noi, tutti.

In precedenza si era parlato anche di calcio, con l’analisi della sconfitta immeritata, lo ribadiremo fino alla nausea, di Novara: “Dal punto di vista tecnico tattico, più che i calciatori devono crescere gli allenatori, perché dal punto di vista tecnico e tattico si sta cercando di valorizzare che le caratteristiche dei giocatori, dal punto di vista fisico stiamo bene. Poi cerchiamo di migliorare la classifica. A Novara ho visto un gruppo in crescita, e quando giochiamo contro squadre importanti reagiamo bene. A Novara noi avevamo segnato, ma è inutile rinvangare. Poi il gol non dato, i mani in area non chiamati, mi fanno pensare alle nostre difficoltà di questo periodo. Poi dico che sulla lettura della partita si poteva fare meglio anche nella formazione mandata in campo a Novara. E poi dirlo è un atto di coraggio e non di codardia. E poi l’errore di difesa con 5 su un giocatore e Sansovini da solo che fa gol, mi fanno dare la colpa agli allenatori non ai singoli. In settimana abbiamo lavorato un giorno intero sulle palle inattive. Riguardando la partita di Novara, sul fatto che si sia tirato poco in porta, soprattutto nel primo tempo, può anche dipendere dal fatto che noi si sia adeguati a quello che ha fatto il Novara, anche se poi noi, il gol al 20′ l’avevamo fatto. Poi ci sono state delle parate e un po’ di confusione da errori individuali, ma sempre dovuti alla troppa foga di voler tornare avanti”.

La reazione alla sconfitta: “I giocatori hanno avuto un contraccolpo enorme. All’inizio della settimana l’impatto con i giocatori è stato molto duro. Voi sapete cosa può succedere dopo una sconfitta o una vittoria. I giocatori potrebbero darsi un alibi con i tecnici. Noi invece ci siamo contrapposti a muso duro, ma ragionando e dialogando con i calciatori. Con autorevolezza, mai con autorità, che lascia tutti scontenti. Da questo scontro è uscita una squadra pimpante che spero abbia lasciato alle spalle la sconfitta. È venuta una squadra conscia di poter migliorare. Io e Zanin non volgiamo andare in crisi per far pensare di voler essere esonerati.  Il confronto ha portato in evidenza una nostra credibilità, e la volontà dei calciatori di impegnarsi. Il confronto è stato duro, ma non siamo stati li a piangerci. Da perdenti, dopo la prima sconfitta, siamo riusciti a considerarci vincenti per la reazione avuta. E siamo un gruppo, senza il bisogno di scusarci per gli errori, in campo o nello spogliatoio”.

Le contromisure tecniche e tattiche: “Si ripetono determinati errori. Ma dico di più, gol su manovra non ne abiamo aconra presi. L’errore è dettato da disattenzone, ancora non giusta capacità di comandare la difesa. non in senso univoco, ma mancanza di abitudine a passarsi la voce sugli avversari. In settimana abbiamo tralasciato i giri di campo e lavorato su almeno 500 palle inattive. Io credo che si può migliorare solo nella ripetizione del gesto tecnico. Probabilmente non lo si è fatto molto prima. E mi scuso, ma avevamo da lavorare su altre cose che in quel momento erano più importanti. Adesso da un miscuglio di rosso nero e marrone, stiamo diventando un colore solo, che comincia ad essere amaranto. Io credo che come singoli, possono stare in ogni difesa della Serie B, come gruppo dovranno migliorare, abbiamo dato un indirizzo diverso da prima. Dico solo che questa settimana abbiamo lavorato così bene che mai come oggi abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta”.

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