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Sala stampa: Gagliardi: “Sono deluso. Le mie colpe al massimo sono il 50%, sta a voi trovare l’altro 50%”

Inserito da on 26 aprile 2014 – 18:20No Comment |
Franco Gagliardi

Franco Gagliardi

Conferenza stampa a fine gara del tecnico amaranto, Franco Gagliardi, che deluso e amareggiato dal risultato, non si sottrae alle domande dei giornalisti e risponde punto per punto alle sollecitazioni.

Queste le parole del mister, che si dimostra come al solito un fiume in piena.

Franco Gagliardi: “La Reggina del periodo iniziale di Gagliardi e Zanin è stata un fuoco di paglia. Perché probabilmente non siamo in grado di chiudere una partita. Non riusciamo a segnare dopo un palo, non siamo in grado di segnare un rigore al 95 per pareggiare la partita. Un palo colpito un gol non fatto, nel primo tempo, nel secondo tempo loro hanno avuto delle occasioni, non clamorose come le nostre. Poi noi non riusciamo a segnare il rigore. Cmq, il Granillo è diventato terra di conquista, non riusciamo a invertire il trend. Ne prendo atto. Il lavoro che si è fatto in questo momento paga. Abbiamo tirato molto sulla qualità, abbiamo messo giocatori del 95 come Pambou. Non per metterci in evidenza, ma perché sono giocatori importanti per questa Reggina. Qualcosa è venuto meno. La partita doveva essere chiusa nel primo tempo quando prima il palo poi Di Michele solo davanti al portiere non ha fatto il gol. Gli altri riescono a giocare di rimessa, avendo la tranquillità per farlo. Oggi abbiamo giocato con una diretta concorrente, ma che sta facendo risultato e che si è permessa di far entrare Djuric. Oggi con il rigore allo scadere, che mi dicono giusto, noi avremmo preso un punto e loro non ne avrebbero presi tre. Io sono un responsabile della situazione, certamente lo sono al 70% o forse al 50%. Poi dovete dirlo voi. Io sono dipendente della Reggina e rimango fino a che lo tiene il presidente. Voi dovete dire chi ha l’altro 50% di responsabilità, se avete il coraggio di farlo. Se avete i coglioni per farlo. Ma qui io non ne vedo gente che ha il coraggio di attribuire le responsabilità a chi le ha. Io lavoro da tempo nella Reggina e riconosco i limiti miei e della squadra che mi è stata data a disposizione. Voi potete scrivere tutto su Gagliardi, che è incapace, che deve andare via, che Zanin non è in grado che deve andare via. Ma poi dovete scrivere il resto, ma non vedo che avete la capacità di farlo. Diciamo che da qui alla Fine la Reggina con Gagliardi, andrà a cercare di vincere il più possibile per scrollarsi i 14 punti di dosso. Io avevo un braccialetto contro le stregonerie e appena entrato al Granillo il braccialetto è saltato tutto. Che dobbiamo fare. Da qui alla fine cercheremo di studiare l’avversario come abbiamo sempre fatto, di mettere in campo la migliore formazione possibile. Cosa farà poi la Reggina lo dirà chi di competenza, come credo stia già facendo. Per il futuro, che potrebbe essere la C, come anche la B o la D, ci saranno tanti giocatori come Pawel o come anche Pambou. Posso dire che mi devo mangiare le mani, posso star male, ma ricordo che siamo sempre in due e non saremo sempre uno solo a parlare di più. Riguardo la mia sfuriata, chiedo scusa, perché da Cosentino non ho capito il modo giusto di approcciarmi alla gente nel modo giusto. Alla fine sono volate parole, così mi hanno detto. Io ero impietrito in panchina per il rigore sbagliato. Foscarini dice che hanno esultato troppo? Se al 95′ un mio portiere avesse parato il rigore che avrebbe significato molte speranze in meno per la salvezza, avrei esultato forse anche di più, per questo lo giustifico. Nel primo tempo avremmo dovuto far gol. Il calcio di rigore significa che c’è una macumba. Ma ce la siamo fatta da soli. Sono amareggiato perché non riesco a raggiungere il risultato che avrei voluto regalare alla città di Reggio. Ma continuo a lavorare sempre, mi impegno molto. Mi viene da piangere, ma non mi sento di dovermela prendere con nessuno. Non credo si chiusa un ciclo. Fino a che c’è la Reggina e fino a che ci sarà il S. Agata, io credo che la Reggina ci sarà sempre. Io alla Reggina risponderò sempre presente, e non sputerò mai nel piatto dove ho tanto mangiato. Io stimo molto quelli che per la Reggina ci lavorano. Non ho stima di quelli che della Reggina parlano, parlano, parlano… Anche di Foti se domani mi dovesse dire di andar via. Sono convinto che se la Reggina avesse individuato la panacea dei nostri mali lo avrebbe fatto. Ci sono squadre che magari si salveranno, ma magari domani spariranno dal panorama calcistico. A chi dice di Gagliardi che ha fatto male. Dico che non ha fatto male, ha fatto come il girone di andata, un po’ di più, ma magari lottando con coraggio per 65/70 minuti con gli altri. Trovando giocatori come Pambou, come Bochniiewicz. E forse ne trova qualche altro come  Caruso, Condemi. E poi credo che Gagliardi e Zanin l’anno prossimo lavoreranno ancora. Io non come allenatore, tornerò a fare quello che facevo prima e che mi aggrada di più.”

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