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Reggina-Cesena, le voci dagli spogliatoi

Inserito da on 17 maggio 2014 – 17:25No Comment |
Franco Gagliardi

Franco Gagliardi

Ventitreesima sconfitta stagionale per la Reggina ormai retrocessa. Il Cesena esce vittorioso dallo stadio Granillo. Il gol del vantaggio illude gli amaranto che non riescono a tenere il vantaggio, abbassando pericolosamente il proprio baricentro.

Fabio Lucioni: “La squadra ha sempre sudato e giocato ogni minuto. Purtroppo per disattenzioni varie siamo a rammaricarci per come è andato il campionato. Tutti i ragazzi si impegnano dal lunedì al sabato alla fine della partita. Poi si è retrocessi e c’è del rammarico perché potevamo fare qualcosa in più e potevamo parlare di un campionato diverso. Resta il rammarico per come è finito. Noi volevamo raggiungere il minimo obbiettivo che secondo noi era raggiungibile. Forse la sconfitta 3-4 col Varese ci ha tagliato le gambe. Abbiamo cercato di giocarcela a viso aperto con tutti. Nelle mie parole c’è molto rammarico. Lascio agli altri il giudizio della mia stagione, io ho un altro anno di contratto, dopo la fine della stagione mi siederò col presidente e parleremo del futuro. Ci sono tanti motivi per parlare anche di carattere personale. L’anno prossimo sarà una C unica dove ci sono le retrocessioni e dove per vincere si deve investire, investire bene con un mix di giovani e gente esperta che possa fare la differenza per la categoria.”

Franco Gagliardi: “Una partita con i giovani. Ma di belle speranze. Abbiamo perso 2-1, ma potevamo far qualche gol in più. Siamo stati sfortunati con i pali. Abbiamo guidato bene questi giovani. Abbiamo fatto esordire un altro giovane, Condemi. Siamo stati tranquilli e abbiamo avuto coraggio. Certo siamo retrocessi e non ci vuole molto ad essere coraggiosi. Condemi se avesse ascoltato di più i consigli che gli arrivano dalla società, avrebbe esordito prima. Lui deve ascoltare meno chi gli sta attorno e ascoltare di più quello che gli dice il presidente Foti. Noi ce la mettiamo tutta. Anche se con il Cesena meritavamo di più, anche noi abbiamo avuto qualcosa a favore. Abbiamo confermato Coppolaro e Bochniewicz, anche se oggi ha fatto la peggiore partita da quando lo abbiamo fatto esordire. Noi siamo comunque sempre pronti a mettere in campo i giovani. Bisogna insegnare i giovani ad amare la maglia della Reggina. Perché lo può fare un cosentino e non lo può fare chi è nato con la maglia amaranto? Su Di Michele dico che se lo vedeste allenarsi nella settimana.. Lui è un giocatore che deve fare da scuola per i giovani. Forse siamo noi a gestirlo male in campo. Voi non potete venire agli allenamenti, lo so, ma se poteste venire sareste d’accordo con noi, e facendo la formazione anche voi lo mettereste sempre in campo. Oggi forse andava sostituito, ma a tenerlo in campo stavamo per essere premiati. Sulle porte chiuse da allenatore non potrei parlare, ma avendo parlato a sproposito tante volte, lo dico. per me la stampa deve essere accanto alla squadra. Con la proprietà ne abbiamo parlato, ed è convinta che bisogna aprire. Ritengo che vogliano tornare sul discorso, ma ne dovete parlare con altri”. 

Pierpaolo Bisoli: “Il calcio è questo, Contano molto le motivazioni, io ho detto che la partita è molto difficile. È facile giocare senza obbiettivi, noi abbiamo giocato con dei primavera, e ho visto una buona Reggina ma anche una nostra reazione. Quando abbiamo cambiato modulo abbiamo trovato il pareggio. Il calcio è difficile, oggi il Crotone ha pareggiato al 93‘ contro la Juve Stabia. Oggi ho detto ai miei che una squadra reduce da tre vittorie una conto l’Empoli non può partire in questo modo. Poi abbiamo avuto una buona reazione, anche se abbiamo rischiato sulle due giocate di Barillà e Di Michele che in Serie B se ne vedono poche. Noi adesso abbiamo un solo obbiettivo: vincerle tutte e due. Poi si deve aspettare l’aiutino da parte di qualcun’altro”.

Emmanuel Cascione: “Segno sempre alla Reggina. Ma senza rancore, alla fine qui ho giocato in Serie A, su campi importanti. Sono contento di essere a Cesena, sono stato bene anche a Pescara. Quando ho affrontato la Serie A ero troppo giovane e avevo bisogno di più esperienza. Io ho un carattere per cui se non mi sento al centro del progetto tendo a isolarmi. Ma capita a tutti di non trovarsi bene in una piazza e poi di esplodere in un’altra. Mi è rimasta la sofferenza che per un giocatore è molto importante. Se riesci a trasformarla puoi fare qualcosa di molto importante. Adesso spero di raggiungere la massima serie. Tutte le volte che ho segnato ho cercato di stare tranquillo, perché porto rispetto alla piazza dove ho tanti molti amici a che oggi è in difficoltà”.

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