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Reggina, occhio agli equivoci tattici. Ok la cessione di Campagnacci

Inserito da on 29 giugno 2013 – 13:13No Comment |
Gianluca Atzori e Lillo Foti durante la conferenza stampa di presentazione

Gianluca Atzori e Lillo Foti durante la conferenza stampa di presentazione

Senza fretta. Questo sembra essere il motto per il centenario della Reggina, anzi, per il calciomercato del centenario. Dopo il lungo travaglio che ha portato alla nomina di Gianluca Atzori come cavallo di ritorno in panchina, la dirigenza non sembra volersi distaccare dalle linee guida che ne hanno contraddistinto l’operato negli ultimi lustri: massimo ascolto verso le offerte per i propri giocatori, spazio in prima squadra ai giovani specie se “autoctoni”, decine di interessamenti mirati a nascondere i veri obiettivi in entrata, mantenimento di un età media abbastanza bassa, ed ancora una volta modulo 3-5-2.

Atzori ha rivelato già alle prime dichiarazioni, alla stregua di quanto detto nel giugno 2010, lo schema con cui intende disporre la squadra nella prossima Serie B 2013/2014. Evidentemente tutto ciò è emerso dai confronti con la società, ma l’affezionarsi a tale modulo obbliga una profonda “revisione” dell’organico. Se infatti, al termine della disgraziata stagione 2009/10, la Reggina aveva fatto impostare il 3-5-2 a Roberto Breda allo scopo di portare avanti l’idea tattica, adesso non si può ignorare che con questo schieramento, nel torneo concluso da sei settimane, si siano rimediate soprattutto brutte figure.

Davide Dionigi

Davide Dionigi

Quando ha scelto di utilizzare il 3-5-2, la Reggina ha vinto solo tre partite, tutte con Davide Dionigi allenatore: un 1-0 interno al Novara, con Baiocco in versione saracinesca ed Ely risolutore su punizione, e due successi consecutivi contro Grosseto e Vicenza, formazioni poi retrocesse. Il tutto condito da prestazioni non esaltanti, punite più volte poi da avversari in giornata. La qualità del gioco non è migliorata con la difesa a quattro imposta da Bepi Pillon, ma la squadra ha dimostrato un maggior bilanciamento, ottenendo risultati.

Ripartire col 3-5-2 ed impostare Giuseppe Colucci regista, potrebbe rivelarsi il primo grande equivoco della stagione. L’ex pescarese ha disputato un girone di ritorno che fa venire parecchi dubbi. Volendolo considerare fisicamente al top, in vista della prossima stagione, va comunque detto che, posizionato davanti alla difesa, diventa un giocatore normalissimo. Il Colucci ammirato a Reggio nel 2005 giostrava da mezzala: adesso le cartilagini sono consumate, ma la categoria è diversa. In un 3-5-2 sarebbe molto più utile da mezzala, in un 3-4-2-1 da mezzapunta.

Per il calciomercato in entrata, in attesa che si concretizzino le varie trattative, viene spontanea una riflessione. La Reggina è stata abbastanza vicina ad Eros Schiavon: gli è stata formulata una concreta proposta contrattuale, ma il 30enne appena svincolatosi dal Cittadella non se l’è sentita di venir meno alla parola data all’Avellino. Perché Schiavon sì e Caserta no? Il melitese ha ancora una volta lanciato chiari segnali alla Reggina, ma dopo una vana attesa di qualche settimana ha optato per una permanenza alla Juve Stabia.

Campagnacci appena ceduto al Benevento

Campagnacci appena ceduto al Benevento

In uscita, la cessione di Alessio Campagnacci appare una buona mossa. Non sappiamo la cifra esatta sborsata dal Benevento per accaparrarsi l’attaccante, ma conoscendo la generosità della famiglia Vigorito e l’abilità di Lillo Foti nelle trattative, un’idea ce l’abbiamo. La Reggina era ad un bivio con l’ex perugino: o rinnovare il suo contratto in scadenza nel 2014, dopo un anno trascorso quasi interamente in infermeria e con la prospettiva di fare da panchinaro a Di Michele, oppure monetizzare la cessione e puntare su chi può accettare un ruolo da comprimario, come ad esempio Fischnaller.

Il gruzzoletto sarà servito per rientrare abbondantemente dalle spese sostenute per riscattare Federico Gerardi dall’Udinese. Ma, da parte nostra, niente “conti della serva”: in materia finanziaria, il presidente può solo impartire lezioni. La Reggina ha costruito tanti validi organici, quando ha ridotto il budget di spesa; di contro, ha sempre toppato ogni volta che si è data alle spese pazze. C’è la prima cessione, attendiamo il primo acquisto. Non c’è fretta.

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