Reggina, tra creature mitologiche e penne smarrite… | InAmaranto.it
Calcio

Tutto il calcio professionistico. Serie A, Serie B, Lega Pro

Basket

Il Basket è da sempre uno sport molto seguito a Reggio Calabria

L'Editoriale

Il commento di In Amaranto alla stagione della Reggina

Notizie

Notizie sugli sport minori e dalle società calabresi

Reggina

News e curiosità sulla Reggina nell'anno del centenario

Home » L'Editoriale

Reggina, tra creature mitologiche e penne smarrite…

Inserito da on 14 luglio 2013 – 11:59No Comment |
Adejo

Adejo

In attesa del calcio d’agosto, spazio alle chiacchiere di luglio. Valutazioni serie sui due movimenti in entrata fin qui ufficializzati, nonché su quella che sembra la stella polare del calciomercato amaranto, ovvero altri investimenti all’estero. Considerazioni semiserie o ironiche su quasi tutto il resto, specie per non appesantire troppo determinate tematiche che si ripetono, col passare degli anni.

Il corazziere Kristian Ipsa sembra avere le carte in regola per ben figurare. La Reggina ha cominciato a seguirlo due anni fa, forse con l’idea di acquistarlo in caso di promozione. Adesso se lo ritrova in casa dopo attente valutazioni, a parametro zero, seppur da verificare sia fisicamente sia in termini di adattamento alle furbate dei centravanti di Serie B. L’arrivo di Sergio Contessa consentirà qualche cross alto in più, potrebbe beneficiarne Gerardi. Il pugliese è un valido cursore, ma in teoria dovrebbe partire come alternativa a Barillà.

Sono soltanto sedici i calciatori attualmente a disposizione di Gianluca Atzori a San Giovanni in Fiore, in attesa di altri nuovi acquisti (un portiere dovrebbe essere imminente). Per il momento non c’è Di Michele, operatosi di ernia inguinale, e nemmeno Adejo, allenatosi regolarmente fino a venerdì senza poi salire sul pullman coi compagni sabato mattina. Quali sarebbero questi contrattempi personali che bloccano il nigeriano a Reggio? Visita dentistica? Carta d’identità scaduta? O, più probabilmente, deve trovare la penna per firmare il prolungamento contrattuale?

Simone Giacchetta

Simone Giacchetta

L’impressione è che le “cose personali” di Adejo siano un po’ le stesse che trattennero al Sant’Agata Simone Missiroli e Nicolas Viola, due anni or sono ovvero all’inizio del Breda-bis. Il primo, di ritorno dal prestito al Cagliari, si era azzardato a manifestare l’idea di cambiare aria. Il secondo invece aveva proprio il problema analogo, ovvero un contratto in scadenza ed un rifiuto opposto alla prima proposta di rinnovo. Entrambi, dopo qualche giorno di castigo, vennero poi fatti salire in ritiro. Anche per Adejo, il percorso dovrebbe essere simile. Nel frattempo, inutile affermare che c’è la luna laddove splende il sole, o viceversa: il difensore è stato escluso per scelta societaria.

La parola d’ordine, a dire il vero non da quest’anno ma da molto tempo prima, è “motivazione”. A furia di ripeterla sembra stia diventando una creatura mitologica, quasi una chimera. È come se fosse una caratteristica da scovare chissà dove, quasi ne fossero dotati solo pochi eletti sulla faccia della Terra. Dove si nascondono i calciatori più motivati del pianeta? Sono contenuti dentro le cinque sfere del drago? Sono per caso compagni di squadra di “Amalgama”, il famoso giocatore cercato da Massimino? Se Maiello firma significa che è motivato, se non firma significa che è un bluff? Io sono motivatissimo, se volete gioco al posto di Adejo.

Lillo Foti questa mattina al S. Agata

Un dirigente esperto come il presidente della Reggina sa benissimo che è la società a fornire settimanalmente gli stimoli alla squadra. Chi è motivato a luglio, può non esserlo più a dicembre o a marzo. L’unica caratteristica che resta invariata oppure migliora in un calciatore, per forza di cose, nell’arco delle 42 partite, si trova in fondo alle caviglie nonché dentro ad un paio di scarpe bullonate. Tra l’altro, i primi ad essere motivati dovrebbero essere i calciatori vogliosi di riscattare l’ultima deludente annata della Reggina, ma parte di essi è fuori rosa. E rimarrà a libro paga in attesa di sistemazione.

Dopo il croato Ipsa, si attendono altri colpi di mercato all’estero da parte della Reggina. Già nell’estate del 2007, il presidente Foti decise di assecondare le relazioni dei propri osservatori mandati in giro per il mondo, ed è ora di rivalutare parzialmente quella campagna acquisti che purtroppo, nell’immediato, non portò benefici. A parte Barreto, subito dimostratosi un ottimo centrocampista, adesso vediamo Hallfredsson che si è riguadagnato la Serie A dopo annate più che positive col Verona. Garcia venne da infortunato, ma poi si è ripreso arrivando a giocare in finale di Coppa Uefa nel 2011. Lo stesso Stadsgaard ha giocato in Champions. L’unica nota rimasta negativa è Tullberg, che ha già chiuso la carriera.

L’errore di quell’annata fu probabilmente l’incetta di calciatori pescati all’estero, uniti poi ad altri giovani italiani di belle speranze rivalutatisi nel breve o nel lungo periodo (Cascione, Cherubin, lo stesso Pettinari al di là delle recenti vicissitudini fisiche). Bisogna dunque stare attenti a non esagerare con gli stranieri, perché tra problemi di lingua e di adattamento al campionato, si rischia di non creare il giusto clima all’interno dello spogliatoio. E stavolta, il riferimento all’amalgama è serio.

Il ragionamento di partenza probabilmente è giusto: se la Reggina ha buttato soldi, negli ultimi anni, ingaggiando calciatori dalla Lega Pro molti dei quali non all’altezza, tanto vale investire le stesse cifre per gente che gioca nella massima divisione del proprio paese. Al di là dei vantaggi fiscali delle operazioni all’estero, rispetto a quelle condotte in Italia. A patto, però, che arrivino giocatori oggettivamente più utili di Castiglia o Alessio Viola. Altrimenti, tanto vale reintegrare qualche fuori rosa.

Leggi anche

Commenta

commenti

Tags: , , , ,

Vincicasa standard Image Banner 300 x 250