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Reggina, una vittoria per evitare di recarsi dallo psicologo…

Inserito da on 6 settembre 2013 – 08:00No Comment |
Il presidente Foti

Il presidente Foti

Il settembre calcistico della Reggina inizierà al “Granillo” contro una Juve Stabia rivelatasi ostica nelle ultime due stagioni. Le vespe hanno concesso solo tre punti su dodici, e la curiosità è che nelle quattro sfide gli amaranto si sono presentati con quattro allenatori diversi (Pillon unico ad imporsi). Il pessimo avvio di campionato, la società che piange miseria e la perdita di elementi come Acosty e Scognamiglio non devono indurre a sottovalutare l’ostacolo. In panchina è pur sempre rimasto l’esperto e sanguigno Piero Braglia, rivelatosi pietra miliare delle due precedenti salvezze.

La Reggina arriva a tale gara senza aver ancora provato la gioia di una vittoria nel campionato di Serie B 2013/2014, ed al termine di una settimana particolare. Dopo l’immonda prestazione di Lanciano, già a caldo non sono state lesinate critiche (non autocritiche, purtroppo), frecciate ed analisi troppo assolutistiche, per essere soltanto al secondo turno. I tesserati si sono espressi con toni e parole degne del più esigente e/o pessimista dei tifosi.

Eppure, lunedì si è conclusa una campagna acquisti che ha portato ben tredici volti nuovi. A differenza del precedente biennio, la società non ha pescato a piene mani dalle categorie inferiori. Dalla Lega Pro sono giunti solo Contessa e Falco, più Benassi che però vanta due recenti campionati da titolare in Serie A. È vero che la società ha scucito solo una modica cifra per i cartellini dei giocatori (il riscatto di Gerardi, la comproprietà di Gentili e forse una piccola somma al Grosseto per Foglio, tutti gli altri sono prestiti o parametri zero), ma tante volte ci siamo tolti soddisfazioni con squadre low cost, ricordando anche clamorosi fallimenti con le poche “portaerei”.

Qualità e forza della rosa contano sicuramente più degli investimenti economici, per stabilire la competitività degli amaranto per l’attuale campionato di Serie B. Il calciomercato di Lillo Foti appare tra i più soddisfacenti degli ultimi due lustri, ed il presidente ha impressionato per la determinazione mostrata nell’inseguire gli obiettivi considerati fondamentali: la campagna acquisti è iniziata col rifiuto di Maiello, giocatore di B, ma è proseguita con l’acquisto “coatto” del recalcitrante Strasser, giocatore di Serie A. Poi si può anche affermare che manchi un centrale mancino, o un ariete da 20 gol. Sono opinioni.

Anche affermare che la Reggina possa competere per alta, bassa o media classifica, sarebbe un’opinione. Oppure ritenere che Rigoni valga quanto Armellino, o che Falco e Sbaffo non spostino gli equilibri rispetto a Sarno e Bombagi, o che Maicon non possa essere la giusta soluzione sull’ex fascia del troppo offensivo Melara e del troppo difensivo D’Alessandro. In settimana, invece, il mister Atzori è sembrato fin troppo preciso e tempestivo, nel sottolineare la presenza di dodici squadre più forti della propria nell’attuale torneo.

Sembra quasi che il tecnico non vedesse l’ora, per andare a spulciare gli organici altrui a calciomercato concluso, ed esprimersi ancor prima di aver utilizzato i tre acquisti dell’ultim’ora. Non siamo bravi psicologi: non riusciamo ad individuare eventuali secondi fini né nei proclami di Foti (crede davvero alla promozione in Serie A della Reggina, o lo fa per spingere la tifoseria allo stadio?), né nelle esternazioni di Atzori (vuole spronare la squadra, o teme di salire sul banco degli imputati dopo gli esoneri a Genova e La Spezia?). Ma anche se riuscissimo ad entrare nella testa di entrambi, ci guarderemmo bene dall’ergerci a portavoce, continuando ad esprimere il nostro pensiero.

Pur con qualche carenza, la Reggina può competere per i quartieri alti: servirà un Di Michele al 100%, servirà Sbaffo, servirà trovare l’assetto migliore, ma le potenzialità ci sono. Se però si gioca come a Lanciano, o come nel primo tempo col Bari, altro che prime dodici posizioni: si farebbe fatica ad arrivare tra le prime venti. Contro la Juve Stabia, previste diverse novità di formazione e l’esordio di almeno uno degli ultimi acquisti. Una vittoria farebbe superare i nervosismi di questi giorni. Un risultato negativo renderebbe già cruciale la trasferta di Trapani.

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