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Reggina, il 4-3-3 è il modulo giusto per questa squadra

Inserito da on 9 settembre 2013 – 09:51No Comment |
Gianluca Atzori durante un'intervista

Gianluca Atzori

La Reggina vista all’opera ieri pomeriggio contro la Juve Stabia lascia soddisfatti per il 70%. Il black out avuto dagli amaranto ad inizio ripresa, costato il goal del vantaggio degli ospiti e il possibile raddoppio, l’unica nota stonata in un pomeriggio che comunque ha confermato che questa Reggina ha carattere, altrimenti non si ribalta un risultato da 0-1 a 3-1.

Le assenze contemporanee di Di Lorenzo e Ipsa in difesa, probabilmente hanno fornito ad Atzori l’assist giusto per comprendere che per questa squadra è meglio disporsi con una difesa a quattro anziché a tre. Maicon e Foglio hanno dimostrato di saper fare molto bene i terzini, attuando egregiamente sia la fase difensiva che quella offensiva. Adejo e Lucioni in mezzo, invece, sono una garanzia. Nessuna pecca, ad eccezione dell’errore del nigeriano in occasione del goal di Suciu. Se escludiamo il giovanissimo difensore polacco Bochniewicz, il quale fa la spola tra la Primavera e la prima squadra, ad oggi la Reggina dispone di cinque difensori centrali, dei quali solo uno, in carriera, solitamente ha giocato sempre a tre (Adejo). Tutti gli altri, invece, hanno sempre giocato in difese a quattro: Di Lorenzo nel Cuneo, Gentili e Lucioni nello Spezia e Ipsa nel Midtjylland. Dunque, la maggior parte dei difensori amaranto sono abituati a giocare a quattro e non a tre. Inoltre, a nostro parere, la Reggina non dispone di un difensore mancino puro in grado di giocare nella difesa a tre. In questa posizione, fino a Lanciano, mister Atzori ha utilizzato Ipsa, probabilmente potrebbe giocarci anche Lucioni, ma nessuno dei due ha le caratteristiche ottimali per poter ricoprire il ruolo. Infatti, quando si difende a tre, sia il centrale destro che quello sinistro, in fase offensiva, devono essere bravi a spingersi in avanti per supportare l’azione dell’esterno di centrocampo. Questo, a destra, sa farlo bene Adejo, per caratteristiche fisiche molto meno sia Ipsa che Lucioni a sinistra. Tre anni fa, in questa posizione, Atzori utilizzava Acerbi, il quale però a differenza di Ipsa e Lucioni era dotato di molta più spinta sulla fascia. Se dal mercato fosse arrivato uno tra Albertazzi e Polenta, probabilmente il discorso sarebbe stato diverso, ma in assenza in rosa di un difensore mancino puro forse è il caso di fare di necessità virtù. Questo, inoltre, consentirebbe di gestire meglio i difensori, il reparto meno numeroso in rosa.

Tra 3-4-2-1 e 4-3-3 (o se preferite 4-3-2-1) la scelta in sintesi è: rinunciare ad un difensore centrale per mettere un centrocampista in più o viceversa? Considerando che la Reggina dispone di ben cinque centrocampisti centrali (De Rose, Colucci, Strasser, Rigoni e Dall’Oglio) più Sbaffo che potrà giocare pure da mezzala sinistra nel centrocampo a tre, razionalmente la risposta viene da sé. Meglio un centrocampista in più e un difensore centrale in meno, optando per un 4-3-3 puro. Inoltre, per quanto riguarda i terzini, a Maicon e Foglio le alternative sarebbero Adejo (terzino destro) e Contessa. Dunque, come si può vedere, la rosa della Reggina, in base a queste nostre considerazioni, è maggiormente adatta al 4-3-3 che al 3-4-2-1.

In attacco, invece, Atzori può scegliere per come meglio crede. Il reparto offensivo, infatti, è davvero ben assortito. Intoccabile il solo Di Michele, il quale, nonostante la non più giovanissima età, è sempre fondamentale ed indispensabile per questa squadra. Per il resto, Cocco e Gerardi sono una garanzia in area di rigore, mentre Fischnaller, Louzada, Falco e Sainz-Maza dovranno ogni settimana faticare molto per guadagnarsi una maglia da titolare al fianco del numero 10 amaranto. Meno attuabile, a nostro parere, l’utilizzo dal primo minuto sia di Cocco che Gerardi. Pur rappresentando una soluzione interessante, riteniamo che sia più efficace a gara in corso, soprattutto quando c’è da recuperare il risultato, come avvenuto a Lanciano e ieri pomeriggio contro la Juve Stabia al Granillo.

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