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Reggina, urge un cambio di mentalità soprattutto in trasferta…

Inserito da on 16 settembre 2013 – 09:40No Comment |

CatturaSei partite ufficiali (2 di Coppa Italia e 4 di campionato) per un totale di 3 vittorie 2 pareggi e 1 sconfitta. A vederlo così non sembrerebbe male il primo mini bilancio iniziale della Reggina centenaria. Invece, in casa amaranto, qualcosa non va…

In campionato, la Reggina non è mai passata in vantaggio. Se escludiamo lo zero a zero in casa contro il Bari alla prima giornata, nelle altre tre partite la Reggina è sempre andata sotto nel punteggio. E’ successo a Lanciano dopo nemmeno un minuto di gioco, in casa contro la Juve Stabia e poi a Trapani. Un segnale preoccupante che sicuramente non deve passare inosservato. Non è mai facile recuperare il risultato e soprattutto mentalmente è sempre difficile dover giocare per rincorrere. Quando si rincorre, infatti, subentra la frenesia e andare in confusione diventa quasi naturale. Chissà se la Reggina riuscisse a passare in vantaggio anziché prima subire il “cazzotto” dagli avversari. Forse vedremmo una squadra diversa in campo…

Nello spogliatoio, inoltre, iniziamo a pensare che c’è qualcosa che non va. Sia chiaro, non vogliamo condannare le scelte del tecnico, il quale è l’unico che durante la settimana vede i ragazzi e conosce il loro stato di forma, ma nella formazione mandata in campo a Trapani dal primo minuto qualcosa non torna. Di Michele sta bene, lo ha confermato a fine gara. Allora perché tenerlo fuori? Un calciatore della sua esperienza è fondamentale in questa squadra, se dice di sentirsi bene bisogna schierarlo. Atzori invece lo ha mandato in panchina, facendolo poi entrare nella ripresa. In campo Di Michele era nervosissimo, lo conferma il fallaccio inutile che gli è costato l’ammonizione. Cosa paga David? Il fatto di aver voluto giocare un’altra mezzora con la Primavera durante il test infrasettimanale al Sant’Agata perché non soddisfatto dell’allenamento svolto? Chissà, forse con le sue scelte di sabato Atzori ha voluto lanciare un messaggio allo spogliatoio, cioè l’allenatore sono io e decido io. Solo così troverebbero un senso le esclusioni iniziali di Colucci, Strasser, Cocco e Di Michele. Se così fosse, il prezzo è stato pagato molto caro con un 4 a 0 difficile da digerire. Adesso le cose sono due: o sabato contro il Novara arriva il pronto riscatto, oppure in caso di risultato negativo si aprirà già una crisi. Una cosa è certa. Oggi, alla ripresa degli allenamenti sarà necessario e fondamentale guardarsi negli occhi e parlarsi, tutti, all’interno dello spogliatoio. Atzori si è già preso le sue responsabilità a fine gara e questo sicuramente è un bene. La Reggina non è e non può essere quella vista in Sicilia. Lo schiaffo è stato preso, bene. Bisogna trarne insegnamento e ripartire con determinazione. L’anno del centenario non può passare in maniera anonima.

Se conosciamo un po’ Atzori, siamo sicuri che sabato cambierà nuovamente modulo. Probabilmente si tornerà alla difesa a tre anche se siamo convinti che non è questione di modulo ma di mentalità, di approccio alla gara, soprattutto quando si gioca in trasferta. Questa mentalità va cambiata in fretta, a farlo non può che essere l’allenatore il quale, in casi come questi, più che un buon allenatore deve essere un ottimo psicologo/motivatore. Buon lavoro Reggina, in bocca al lupo mister!

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