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Reggina, le porte chiuse non servono. Occorre chiarirsi per riconciliarsi

Inserito da il 18 settembre 2013 – 18:18Nessun Commento |

La Reggina saluta i tifosi presenti al S.Agata prima dell'allenamentoPorte chiuse! Ormai non è neppure più una novità in casa Reggina. Da almeno due anni, infatti, appena arriva una sconfitta magari accompagnata da pareri e opinioni (giustamente) poco lusinghieri da parte della stampa, la società di via delle Industrie decide di chiudersi al suo interno e di vietare l’accesso dei tifosi e degli addetti ai lavori al centro sportivo Sant’Agata, come se la colpa del risultato negativo fosse dei tifosi oppure dei giornalisti.

Così non va bene e chiudersi a riccio sicuramente non è il modo migliore per affrontare una partita delicata come quella di sabato contro il Novara. Sia chiaro, rispettiamo le scelte dello staff tecnico e della società ma non le condividiamo. Non sarà infatti l’assenza dei tifosi e degli addetti ai lavori dal Sant’Agata che eviterà alla Reggina di ripetere prestazioni imbarazzanti come quella di Trapani. In campo i risultati arrivano se si ha più fame degli avversari, non se ci si allena lontano da tutti, quasi nel deserto, come se poi il giorno della partita fosse possibile giocare sotto una campana di vetro, protetti da tutto e da tutti. Non funziona così, sarebbe troppo facile. Chi viene ad allenare la Reggina sa benissimo in che ambiente arriva. Reggio è una piazza molto calda, esigente, nella quale il tifoso ti applaude se dai il massimo, ma ti contesta se vede che non hai dato quel che potevi. Mister Atzori conosce molto bene la piazza, sa l’affetto che gran parte della tifoseria nutre nei suoi confronti dopo lo splendido campionato 2010/2011, ma quella stagione appartiene ormai al passato ed ora, per lui ed i suoi ragazzi, sarà necessario riconquistarsi quell’affetto sul campo, a suon di prestazioni da Reggina.

Il mister è persona molto schietta, dice sempre le cose in faccia, non si è mai nascosto dietro un dito. Abbiamo apprezzato molto il gesto di andare in conferenza stampa nel post Trapani-Reggina ed assumersi tutte le responsabilità della sconfitta. Come è vero che la stampa non può non commentare le prestazioni della squadra e dichiarazioni dei protagonisti, è anche vero che, per quanto ci riguarda, la faccenda si è chiusa li. Occorre adesso subito ripartire, con rabbia e determinazione, cercando di ottenere il massimo sabato contro il Novara. La vittoria sarebbe la migliore medicina, in grado di spazzar via in un colpo solo tensioni e malumori. E’ l’anno del centenario, un anno sicuramente importante per i colori amaranto, c’è bisogno di amore e passione, non di musi lunghi e malumore. Chiudere il Sant’Agata non è stata la scelta migliore per stemperare gli animi, anzi, in caso di risultato negativo sabato pomeriggio, peggiorerebbe ulteriormente la situazione. I tifosi, da parte loro, hanno il dovere di continuare a sostenere la squadra, la quale senza il supporto ed il calore del suo pubblico non può andare lontano, ma dall’altro lato, società e conduzione tecnica devono pure venire incontro ai tifosi incentivando la loro vicinanza alla squadra, non mettendo delle inutili barriere. L’anno del centenario sarà speciale solo se tutte le componenti cammineranno a braccetto, in maniera armoniosa. In caso contrario, se ognuno deciderà di andare per la propria strada, quasi facendo finta che sia possibile fare a meno l’uno dell’altro, si farebbe solo ed esclusivamente il male della Reggina, la quale si ritroverebbe a vivere un’altra annata mesta.

E’ per il bene della Reggina che urge un chiarimento, in primis nello spogliatoio tra società, tecnico e calciatori, poi con l’ambiente esterno, tifosi e giornalisti. Si tratta di cinque componenti che non possono non volere il bene della Reggina, ma per farlo, occorrerà rispettarsi a vicenda, con la consapevolezza che tutti possono commettere degli errori e dunque sbagliare. Quando questo accadrà, bisognerà cercarsi per chiarirsi, è l’unico modo che esiste per potersi riconciliare e riprendere insieme il cammino. Alzare barriere e chiudere cancelli non serve, se non per allontanarsi ancora di più. Stop con le polemiche e con i malumori, per vincere, alla Reggina serve altro.

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