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Reggina, se ci sei batti un colpo contro il Novara

Inserito da on 19 settembre 2013 – 14:50No Comment |
Reggina Bari

L’esordio Reggina Bari vide il Granillo pieno

Se proprio si vuol pensare al passato, il motto deve essere “non c’è due senza tre”. Il Novara suscita ancora un ricordo amaro nei tifosi della Reggina, per via del play-off perso nel giugno 2011, proprio con Gianluca Atzori in panchina. In realtà, nelle recenti sfide di campionato, i piemontesi sono stati sconfitti al “Granillo” sempre per 1-0. Due successi firmati da Alessio Viola tre stagioni fa, e da Rodrigo Ely l’anno scorso.

Per battere la squadra di Alfredo Aglietti serve però ben altro, rispetto alla cabala. Lo storico ex bomber amaranto ha ormai plasmato il Novara sulle macerie della fulgida epopea di Attilio Tesser, dando nuova linfa ed individuando le giuste posizioni ai giocatori fondamentali. I playoff raggiunti la scorsa primavera rappresentano un mezzo miracolo, considerando che il campionato era iniziato malissimo.

Adesso il fattore amalgama è relativo, se si considera che sei undicesimi di formazione titolare sono nuovi acquisti o riserve della passata stagione. A fronte di una difesa profondamente rivisitata, sono però rimasti giocatori forti ed esperti nei ruoli chiave, dalla cintola in su. A testimonianza della bontà del lavoro di Aglietti, stanno arrivando i risultati: il Novara ha solo due punti in più della Reggina, ma ha affrontato avversari di ben altra levatura, come Siena e Brescia contro le quali sono stati raccolti quattro punti.

Per puntare a vincere la partita, la Reggina dovrà ricorrere a meno esperimenti possibile, dando fiducia in termini concreti e non a chiacchiere ai propri elementi più importanti. Gli attriti ci sono, è giusto che vengano negati all’esterno, ma è altrettanto doveroso affrontarli e risolverli in famiglia. La classe giornalistica svolge il proprio ruolo, ed è stata fin troppo buona al cospetto di certe prestazioni oltre che delle scelte di cui sono frutto.

Il 3-1 sulla Juve Stabia, pur giunto al termine di una prestazione poco soddisfacente, ha rappresentato in ogni caso la prima vittoria in campionato. Cavalcare l’onda sarebbe stato semplice, si doveva solo scegliere il sacrificato a centrocampo per far rientrare l’indispensabile Strasser a Trapani, iniziando così ad individuare una formazione base per trovare continuità. Invece si è preferito trovare scuse per mandare in panchina quattro grossi calibri, parlando poi di scelte tecniche e dunque sfidando l’intelligenza altrui.

Il campionato della Reggina è iniziato il 23 agosto con 15.000 spettatori al “Granillo”, mentre il calciomercato è stato caratterizzato da lunghi inseguimenti a giocatori importanti, molti dei quali conclusi positivamente. A distanza di circa un mese, ci si ritrova con un entusiasmo già scemato. Inoltre quegli stessi calciatori abilmente persuasi ad accettare il trasferimento, oggi si guardano intorno leggendo ed ascoltando leggende metropolitane sul proprio conto, che peraltro non vengono smentite da chi di dovere. Potrebbero legittimamente chiedersi: “Ma dove sono capitato?”.

Non sarà un modulo diverso a far recuperare i danni di queste settimane, che sono soprattutto psicologici. C’è comunque incertezza sull’assetto che sceglierà la Reggina per affrontare il Novara. Paradossalmente, qualche indicazione in più arriva sugli uomini: Di Michele e Cocco dovrebbero ritrovare i propri posti in attacco, mentre almeno uno tra Colucci e Strasser guadagnerà una maglia da titolare nel settore nevralgico. Di Lorenzo è pronto all’esordio, ed il sacrificato potrebbe essere Adejo. Insomma, quinta formazione diversa in cinque partite. Bisogna far valere il fattore campo sul Novara, ma per amalgama e continuità c’è da aspettare.

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