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Reggina, come direbbe Mike Bongiorno…

Inserito da on 4 ottobre 2013 – 19:57No Comment |
Mister Atzori

Mister Atzori

In attesa di rivivere i veri derby con Catanzaro, Cosenza e Messina, si spera tra qualche anno possibilmente in categorie superiori alla Lega Pro, la Reggina si accontenta di creare il clima delle grandi occasioni attorno alla sfida coi corregionali del Crotone. Una partita normalissima per la tifoseria amaranto, molto più sentita invece da parte pitagorica. Ed una panchina che, per Gianluca Atzori, somiglierà ad un geyser.

Impossibile far finta che non sia successo nulla. La fiducia da parte della società è venuta meno, è stato fatto capire al tecnico che un foglio di dimissioni sarebbe stato gradito, e le dichiarazioni giunte lunedì sera dalle varie componenti sono paragonabili alla recita di una scuola elementare. Poche ore prima, in due interviste rilasciate al Corriere dello Sport ed a Reggio nel pallone, il presidente Foti aveva lanciato tuoni, fulmini e saette contro il proprio allenatore. E come soleva dire Mike Bongiorno, la prima risposta è quella che conta.

Se le parole usate dal massimo dirigente fossero uscite non dalla sua bocca, ma da un qualsiasi commento giornalistico, l’ipotetico autore dell’articolo sarebbe stato tacciato come nemico della Reggina, fomentatore della piazza e maniaco degli scoop dai soliti qualunquisti. Le notizie sulla possibile sostituzione di Atzori sono già uscite ad inizio settimana, e fino a lunedì non si sente la necessità di soffiare ulteriormente sul fuoco. A patto che squadra e soprattutto tecnico riescano ad ovattarsi, ed a smaltire ogni eventuale nervosismo.

Non sappiamo come andrà a finire a Crotone, né se dal risultato dipenderà un ipotetico avvicendamento sulla panchina amaranto. Ci sentiamo però di affermare che una vittoria, o stiracchiata o roboante farebbe poca differenza, non basterebbe a risolvere i problemi manifestati in questo inizio di campionato, e probabilmente aiuterebbe a nascondere la polvere sotto il tappeto. Atzori ha dichiarato di assumersi le responsabilità per la sconfitta col Carpi, poi però ha precisato che se la squadra produce occasioni ma non concretizza, la colpa non è sua.

Il mister è stato fin qui il primo nemico di sé stesso, ed ha cominciato a tirarsi la zappa sui piedi fin dalla trasferta di Lanciano. Vuoi per le dichiarazioni, vuoi per le scelte di formazione (specie a Trapani), Atzori continua a dare l’impressione di sentirsi in guerra col mondo intero, come se dovesse dimostrare qualcosa a non si sa chi. Se non limerà questo atteggiamento, saremo punto e a capo con cadenza settimanale o quindicinale. Dal manico devono partire gli input che possono consentire alla squadra di recuperare terreno con serenità, di polemiche sterili ne abbiamo davvero fin sopra i capelli.

Il mestiere dell’allenatore è fatto soprattutto di dettami tattici, e le scelte sulla formazione si rivelano spesso il fondamentale abc. Ci può stare qualche esperimento in settimana, durante le partitelle in teoria si potrebbe anche vedere Benassi centravanti, quando il clima è rilassato. È normale che se vediamo Di Michele a centrocampo la prendiamo con ironia, poi l’importante è che tali assurdità non vengano riproposte in gara ufficiale. Soprattutto se ci si gioca la panchina.

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