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Reggina, ordine tattico e carattere per affrontare il Pescara

Inserito da on 24 ottobre 2013 – 15:02No Comment |

castori“Voglio vedere dei guerrieri”. Difficile misurare i decibel delle parole di Fabrizio Castori, ma questa è una delle frasi sentite nitidamente, tra quelle pronunciate, anzi urlate, all’indirizzo dei calciatori dentro lo spogliatoio. Il nuovo allenatore della Reggina ha scelto questo tipo di impatto con la squadra, e si intuisce che è già riuscito a stimolare un po’ tutti. Oltre a toccare le corde emotive, il 59enne marchigiano ha insistito anche su precise nozioni tattiche.

Va da sé che qualche urlaccio non basta per vincere le partite, altrimenti ogni allenatore si doterebbe di megafono. Castori sta cercando di trasferire aggressività, fa parte del suo carattere, ma sa benissimo che per ottenere risultati a lungo termine dovrà puntare sulla solidità dell’impianto di gioco. Il 4-3-1-2 sarà la versione 1.0 della sua Reggina. Dietro le punte vedremo un vero rifinitore dunque, anziché i mediani o gli attaccanti inventati mezzali.

Il mister ha insistito sulle distanze tra i reparti. Una squadra più corta dovrebbe consentire meno sfilacciamenti in fase difensiva, mentre per risolvere le carenze offensive la prima soluzione dovrebbe essere Sbaffo, posto alle spalle dei due attaccanti. Fin qui, nelle prime dieci disastrose giornate, la Reggina è riuscita ad andare in gol solo con quattro giocatori prettamente offensivi in campo. L’organico offre varie soluzioni sotto questo punto di vista, e Castori avrà il compito (ed il tempo) di individuare quella che garantisca i maggiori equilibri.

Elementi come Maza o lo stesso Sbaffo, in un 4-3-1-2, possono essere impiegati anche nei tre di centrocampo, lasciando spazio ad un giocatore più sgusciante come Falco sulla trequarti. Le condizioni fisiche di questi tre giocatori, per ovvi motivi, non possono essere eccezionali. Se il tecnico utilizzerà davvero Sbaffo dal primo minuto, sarà un segno d’intelligenza: iniziare a centellinarlo, concedendogli uno spezzone alla volta, lo porterebbe ad avere i 90 minuti in inverno. A centrocampo c’è molta competizione, ma le scelte dovrebbe essere improntate alla logica. In difesa, col recupero di Maicon, sulla fascia sinistra Adejo tapperà la falla lasciata dagli infortunati Foglio e Contessa.

Venerdì sera arriva un Pescara in crisi, ma il fatto che Pasquale Marino sia in bilico non è un vantaggio. Gli abruzzesi dispongono pur sempre di un organico valido, che ad inizio stagione era accreditato per la promozione diretta. Il clamore mediatico suscitato in settimana a Reggio dall’avvicendamento in panchina, non ha distratto i calciatori amaranto da quello che è l’obiettivo. Ci saranno da fermare i tre riferimenti offensivi avversari, che potrebbero inserire qualche forza fresca rinunciando all’esperienza di Cutolo o Mascara.

C’è curiosità per capire l’atteggiamento della tifoseria amaranto. Il nuovo allenatore è un sanguigno, ha la personalità per instaurare il giusto feeling con la piazza. Serve però maturità da parte di tutti: non si può stare col fucile spianato nei confronti di tutte le componenti, pronti a sparare qualora le cose continuassero ad andar male, come vendetta per l’esonero di un personaggio ritenuto amico o confidente. Da sostenere c’è solo la Reggina, non i compari. Bisogna cancellare quattro mesi in cui si è parlato e straparlato. Adesso, con Castori, si urla.

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