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Reggina, una settimana di lavoro e riflessione. Per salvarsi bisognerà lottare…

Inserito da on 5 novembre 2013 – 14:50No Comment |
La Curva Sud

La Curva Sud

Tutti lo immaginavamo diverso. Società, allenatori, calciatori, tifosi e addetti ai lavori, tutti convinti che quello che stava per iniziare a fine agosto sarebbe stato un campionato che avrebbe visto la Reggina centenaria protagonista in positivo. Invece i risultati raccontano una storia totalmente diversa. Squadra penultima in classifica e priva di quella “rabbia” che deve avere chi vuole a tutti i costi riscattare stagioni amare e onorare degnamente un qualcosa che non capita tutti i giorni: il Centenario.

A Latina, venerdì scorso, è arrivata la settima sconfitta in dodici partite. La media è da retrocessione diretta in Lega Pro, soltanto la Juve Stabia ha fatto peggio degli amaranto, perdendo una partita in più. Dopo due giornate sembra che il cambio in panchina, Atzori-Castori, non ha portato risultati immediati. Certo, per giudicare il lavoro di Castori occorrerà del tempo. Per il momento però c’è da dire che solitamente quando una squadra cambia tecnico, subito vince o comunque ottiene dei risultati positivi, quanto meno sotto il punto di vista della cattiveria e della determinazione. Così, invece, non è stato per la Reggina. Il primo tempo contro il Pescara aveva fatto una buona impressione, blackout a parte nella ripresa, la prestazione non era da buttare via. A Latina, invece, la Reggina non c’è stata proprio. Zero azioni degne di nota, zero aggressività, zero voglia di voler vincere.

Così non va e prontamente è arrivata una dura decisione societaria. Squadra in ritiro ed allenamenti a porte chiuse fino alla sfida di sabato contro il Padova. Contro i veneti, inutile girarci intorno, la Reggina deve vincere. In questo momento davvero a poco servono le critiche e le disamine tecnico-tattiche. Occorre vincere e per farlo ci vuole la rabbia, la cattiveria. Queste componenti non si trovano se si gioca con la difesa a tre oppure a quattro, se gioca un trequartista oppure un mediano basso. Si vince se si scende in campo con il coltello fra i denti, proprio come faceva la Reggina del (-15) allenata da Mazzarri, l’ultima Reggina che ha davvero regalato emozioni, gioie e spettacolo al pubblico reggino.

Anche per salvarsi c’è bisogno di lottare e dare tutto fino all’ultimo secondo dell’ultima partita di campionato. Adesso la squadra non va lasciata sola, va sostenuta e incoraggiata sabato pomeriggio al Granillo contro il Padova. Mantenere la categoria è un dovere, occorrerà sacrificio. Quella di sabato, sarà la prima di tante altre battaglie che la Reggina dovrà combattere nell’arco del torneo. Nessuno regalerà nulla, se si vuole mantenere la B bisognerà dare tutto se stessi!

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