Reggina, perdere a Terni sarebbe catastrofico. La partita del Liberati vale più di una finale…

Fabio Ceravolo
Fabio Ceravolo

Poche ore separano la Reggina dall’ultimo impegno del 2013, anno che più brutto non poteva essere per i colori amaranto. La Reggina conclude il girone d’andata in Umbria, alla corte della Ternana di mister Toscano. Una sconfitta darebbe ai calabresi il colpo fatale, mentre una vittoria potrebbe rilanciare le ambizioni di salvezza del collettivo amaranto.

Ternana e Reggina, due squadre non in salute, partite con ambizioni di alta classifica e che invece si ritrovano oggi in piena zona retrocessione. Se il campionato finisse oggi, la Reggina sarebbe retrocessa in Lega Pro, mentre gli umbri dovrebbero disputare i play-out contro il Bari. Domenica pomeriggio al Liberati si decide buona parte del futuro di entrambe le compagini. Infatti, se la Ternana dovesse perdere, molto difficilmente il tecnico Toscano non verrebbe esonerato, mentre in caso di sconfitta degli amaranto, il girone di ritorno potrebbe tragicamente trasformarsi in una mera passerella.

La vittoria del Cittadella ieri pomeriggio a Empoli, complica non poco il cammino della Reggina. A Terni, anche un pareggio servirebbe davvero a poco. In Umbria gli amaranto devono andare per vincere, concludendo in questo modo il girone d’andata a quota 17 punti. In caso contrario, per raggiungere la salvezza occorrerebbe solo un miracolo e non sappiamo fino a che punto il mercato di gennaio potrebbe dare una mano.

Ironia della sorte, potrebbero essere proprio i reggini Toscano, Viola e Ceravolo a segnare definitivamente il cammino della Reggina. Il calcio è anche questo. Da parte nostra ci auguriamo di vedere una squadra che domenica pomeriggio scenda in campo con il coltello fra i denti ed il sangue negli occhi, senza fare calcoli, senza avere alcun timore reverenziale e soprattutto senza farsi condizionare dal fatto che si giocherà fuori casa. A Terni o la Reggina rinasce oppure muore per sempre!

Da capire quali strategie intenderà adottare il tecnico Atzori. Una cosa, tuttavia è scontata: se si scenderà in campo aspettando l’avversario anziché aggredirlo, difficilmente dal Liberati si uscirà con un risultato positivo. Dopodiché si tornerà in campo soltanto il 25 gennaio a Bari, da dove inizierà il girone di ritorno, il quale, per la Reggina, deve rappresentare l’inizio di un nuovo campionato fatto di 21 finali. Il mercato invernale, sicuramente trasformerà non poco il volto di questa squadra. Certo, non arriveranno calciatori di blasone, ma a noi interessa che chiunque verrà a Reggio, al di là del cognome che porta scritto sulla maglia, verrà con le giuste motivazioni e soprattutto la convinzione che questa squadra può mantenere, con enormi sacrifici, questa categoria!