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Incredibile Reggina! Foti: “Niente festa per il centenario. Poi, forse…”

Inserito da on 7 gennaio 2014 – 01:45No Comment |
Foti presenta l'anno del centenario amaranto

Foti presenta l’anno del centenario amaranto

La Reggina non festeggerà il proprio centenario l’undici di gennaio.

Quello che era nell’aria da tempo, e che molti di noi sapevano per vie traverse, è adesso ufficialmente comunicato anche dal patron Lillo Foti tramite una intervista alla Gazzetta del Sud.

Questa è una pessima notizia. Pessima perché, oltre al fatto in sé, è un segnale di un malessere che comincia a venir fuori dalle mura amiche del S. Agata.

Le parole di Foti non lasciano spazio a dubbi circa il fatto che non ci saranno festeggiamenti per la ricorrenza dei cento anni dalla fondazione della Reggina. Per il patron, infatti quella dell’undici di gennaio è soltanto una “Data quella di sabato da ricordare nei nostri cuori. Adesso non c’è lo spirito per festeggiare. Ma chiaramente se le cose si metteranno bene, dedicheremo un evento coinvolgente ai nostri cento anni”. Solo in caso si ricominci a vincere, quindi, e si esca dalla zona calda della classifica si può festeggiare il centenario. Sono queste le intenzioni di Foti, che lascia a bocca aperta molti a Reggio, ma non certamente tutti.

In questa stagione il “presidente” ha commesso certamente qualche errore, non molti numericamente ma alcuni certamente molto gravi. È evidente che il clima nello spogliatoio non è dei migliori e che qualche errore della società ha contribuito a renderlo pesante. Tra gli errori che possiamo addebitare a Foti, in questa stagione molto importante per la Reggina, ci sono certamente il non aver preso una posizione più netta riguardo le “famigerate” dichiarazioni di Atzori nel dopo Lanciano, e l’aver richiamato il tecnico di Collepardo dopo averlo pesantemente sfiduciato (“Smusciau l’ambiente”) nei giorni immediatamente successivi all’esonero.

Ma tra tutti i possibili errori della stagione, il più grave, quello forse decisivo è quello di non voler festeggiare degnamente una ricorrenza, quella dei cento anni di storia, importante, tanto che poche società sportive, e ancor meno calcistiche lo possono vantare. Questo è uno di quegli errori da annoverare tra le decisioni assurde di una gestione discutibile della Reggina. Noi siamo tra quelli che non hanno mai fatto le pulci a bilanci, acquisti e vendite di giocatori, avendo invece sempre appoggiato il presidente nella scelta di non voler forzare su acquisti poi insostenibili dal punto di vista delle casse societarie. Non è quindi a questo aspetto che ci riferiamo quando parliamo di gestione discutibile della società. Da troppo tempo in casa Reggina manca una figura capace di porre un freno alla deriva accentratrice della famiglia Foti. Non ci riferiamo a un passo indietro del presidente, non più di quello già fatto per “preservare la società”. Ma certe decisioni in ambito sportivo e manageriale che ormai vengono prese in casa Reggina fanno acqua da tutte le parti.

La Reggina aveva in casa una persona che poteva prendere il posto, dal punto di vista sportivo, che fu di Franco Iacopino e Gabriele Martino, e che oggi (Ma anche ora? Con che poteri?) viene occupato da Simone Giacchetta con risultati che, se si esclude la campagna cessioni di questo inizio stagione, lasciano molto a desiderare. Ci riferiamo a Nicola Amoruso, che incarna appieno lo spirito combattivo che vorremmo sempre vedere in campo e fuori, oltre ad aver grandi capacità tecniche e manageriale che sarebbero molto utili alla Reggina. Poi la Reggina aveva in casa anche Marco Tolentino, un’ottimo manager, molto capace e con buoni contatti, che ha riportato, dopo una lunga assenza, uno sponsor importante sulle maglie amaranto. Ma anche lui, per motivi personali, ma che hanno le proprie radici nel difficile rapporto con la famiglia Foti, sempre presente nelle decisioni societarie e parecchio accentratrice, ha deciso che era giunta l’ora di lasciare il proprio incarico in seno alla Reggina Calcio. Ricordiamo, solo per citarne alcuni, che sotto la sua gestione erano iniziati i lavori, oggi interrotti, di ammodernamento dello stadio, i numerosi contatti con aziende pronte ad investire nella Reggina Calcio, un ottimo lavoro in comunicazione e infine parecchie iniziative che coinvolgevano i tifosi ormai sempre meno presenti sugli spalti dello stadio Granillo.

Noi non siamo e non saremo mai tra quelli che dicono che fino a che Foti non farà un passo indietro non andranno più allo stadio a seguire e tifare per la Reggina. Non crediamo che questi siano i veri tifosi amaranto, quegli stessi tifosi che oggi restano male per i mancati festeggiamenti del centenario. Proprio per questo pensiamo che quando parliamo di errori del presidente lo possiamo fare senza alcun pregiudizio o interesse.

Questa stagione fallimentare sotto tutti i punti di vista, è caratterizzata da una netta divisione dentro lo spogliatoio, nella stampa, tra i tifosi, e, cosa forse più grave di tutte, tra la società e il proprio tecnico. I contrasti si sono visti già dall’inizio della stagione, con le dichiarazioni di Lanciano che non sono andate giù a Foti, che aveva chiesto meno parole e più fatti. Poi è venuto l’esonero con le dichiarazioni richiamate poco sopra. Adesso stiamo assistendo ad un teatrino tra tecnico e patron, con il primo che chiede 5 o 6 innesti, e il secondo che conta su una presa di consapevolezza da parte di squadra e tecnico. Ci chiediamo se questo non voglia dire che ci si debba aspettare un mercato, fatte salve le sostituzioni per le probabili uscite di Benassi, Gentili, Maicon, e Falco, povero di movimenti tali da riportare un minimo di fiducia nell’ambiente. Eppure ad inizio di stagione non ricordiamo una critica, né dalla stampa né dal tecnico, alla rosa con cui la Reggina si presentava ai nastri di partenza della stagione.

Adesso questa notizia, nell’aria da tempo, ma ufficializzata solo adesso dal patron, arriva come un macigno sui tifosi. La Reggina non festeggerà, caso forse unico nel genere, il proprio centenario. Già all’inizio della stagione, avevamo notato con dispiacere come la Reggina non avesse realizzato una maglia a strisce bianconere, che è quella con cui ebbe inizio, l’undici gennaio di cento anni fa, l’avventura della neonata Unione Sportiva Reggina, poi divenuta A.S. Reggina. Allora noi speravamo che la Reggina ponesse rimedio a questo caso, ma ci era stato riferito che i colori bianconeri non rispecchiassero la storia della Reggina. Questo era un piccolo boccone amaro da ingoiare e speravamo che si facesse un passo indietro con una maglia celebrativa in occasione dei festeggiamenti. Mai avremmo immaginato di trovarci a gennaio con una situazione di classifica così deficitaria, un clima così pesante, la Reggina che si isola dai propri tifosi con allenamenti a porte chiuse e un silenzio stampa che salvo le conferenze stampa pre match e dopo le partite, dura ormai da 2 anni. E ora con la notizia, davvero terribile, che nulla verrà fatto per celebrare come sarebbe dovuto, i cento anni di storia della Reggina. Questo è davvero un peccato.

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