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Reggina, tappati le orecchie. Gagliardi si ricordi del 1996

Inserito da on 5 marzo 2014 – 14:13No Comment |
Franco Gagliardi

Franco Gagliardi

Le orecchie servano ad ascoltare solo il proprio cuore. La Reggina deve rimanere concentrata sull’obiettivo salvezza, che passa partita per partita, senza farsi distrarre né da critiche né da atteggiamenti negativi degli arbitri. Di sicuro non ci attendevamo di concludere immacolati il girone di ritorno, ma a Carpi ci sarà da fermare la striscia di sconfitte. Possibilmente, continuando con le stesse prestazioni oltremodo convincenti viste da gennaio in poi.

Stavolta ci si è messo un fuorigioco non sbandierato, quello del gol di Bjelanovic, per far puntare l’indice sulle palle inattive. È evidente che la statura media della formazione schierata nelle ultime settimane, non consente di vantare un grosso numero di saltatori. Rinunciare al centravanti di peso, significa privarsi di un utile torre da schierare sul primo palo. Anche Strasser si fa valere quando c’è da marcare e saltare, almeno uno tra lui e Gerardi va reinserito in formazione.

La carenza di centimetri si nota anche in area avversaria. I gol di Barillà in Reggina-Lanciano 1-0 e di Gerardi in Reggina-Pescara 2-3 rappresentano degli episodi isolati, di testa si fa una fatica matta anche ad arrivare alla conclusione. Gagliardi e Zanin stanno sfruttando altre armi, e guardando il bicchiere mezzo pieno, col Varese la novità è rappresentata dalle tre reti realizzate in una sola gara.

A Carpi bisogna andare senza fare calcoli, trattandosi di un avversario che in casa ha pareggiato solo tre volte. A dir poco altalenante il rendimento della formazione di Stefano Vecchi, capace fin qui di ottenere più punti in trasferta, in attesa di recuperare la gara col Padova. Si tratta in ogni caso di una realtà positiva di questo campionato, partita per salvarsi ed adesso a ridosso della zona playoff. In attacco possono sfruttare parecchie armi: la tecnica di Sgrigna, la velocità di Mbakogu, la potenza di Ardemagni, oltre alle incursioni degli esterni.

Quasi tutta la Serie B si sta lamentando degli arbitraggi, e la Reggina ha fatto bene a mettersi sulla scia delle polemiche. I torti ci sono stati, ma non crediamo alla teoria del complotto. Né pensiamo che le voci su uno screzio che sarebbe avvenuto tra Lillo Foti ed il presidente di Lega, Andrea Abodi, poche ore dopo la sconfitta di Novara, possa aver condizionato l’arbitro Cervellera. Probabilmente si tratta di una classe arbitrale che non dispone di autorevolezza ed esperienza necessarie per reggere la pressione in certe partite, bisogna solo sperare che non avvengano disastri nel momento in cui non si potrà più riparare.

Per quanto riguarda invece le polemiche create attorno a Franco Gagliardi, con la scusa delle ultime sconfitte oltre che del suo colorito intervento di venerdì scorso, il mister stia tranquillo. Già nel 1996, quando fece da traghettatore, la salvezza in B arrivò in un clima di sfiducia e contestazione da parte della classe giornalistica, con tanto di pettegolezzi o danneggiamenti, da parte dei tifosi, alle automobili dei calciatori. È difficile godersi un allenatore vincente a Reggio Calabria, c’è sempre stato bisogno di creare polemiche gratuite persino con Scala, Gustinetti e Mazzarri. Chi si deve vergognare non è di certo Gagliardi.

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