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Serie B: Reggina verso Empoli: Non ascoltare le critiche e gioca come sai

Inserito da on 19 marzo 2014 – 12:14No Comment |
Esultanza dopo il gol per Di Michele

Esultanza con figlio per papà Di Michele. Auguri a tutti i papà

La Reggina ha perso in malo modo la seconda partita casalinga consecutiva.

Questa volta a passare al Granillo, è stato il Crotone di Massimo Drago, che dopo un primo tempo di attesa, colpisce duramente la Reggina messa in campo dalla coppia di tecnici Zanin e Gagliardi.

La partita ha ricordato molto, per come si è svolta, quella della settimana precedente che la Reggina ha vinto al Cabassi di Carpi con un secco 3-0 esterno, che ha rilanciato la Reggina dopo la sconfitta di Varese. Il Crotone, come la Reggina a Carpi, ha disputato un primo tempo di attesa, molto chiuso nella difesa tanto che per molti tratti della prima frazione di gioco l’unico amaranto nella metà campo della Reggina era il portiere Pigliacelli. Nei fatti il Crotone ha fatto stancare gli amaranto, che hanno provato senza successo a chiudere il primo tempo in vantaggio, come ha fatto la Reggina a Carpi. Nella ripresa il Crotone ha cominciato a giocare per linee verticali e aprendo il gioco sulle fasce, creando molta difficoltà agli uomini in maglia amaranto, che avendo dato molto nel primo tempo hanno ceduto e consentito al Crotone di dilagare cercando di tornare in partita dopo il gol del 1-2, proprio come ha fatto il Carpi, quando ha provato a pareggiare la partita dopo il gol di Lucioni. La Reggina di Gagliardi e Zanin ha vinto le proprie partite nella ripresa, dimostrando di avere la benzina giusta per giocare per 90 minuti e la capacità di gestire le forze fisiche e mentali per tutta la durata del match. Per questo, al di là di errori del singoli o di errori tattici, le due battute d’arresto casalinghe contro Varese e Crotone, lasciano l’amaro in bocca per diversi motivi. Per il numero di gol subiti (4 in entrambe le occasioni), per  la reazione nulla contro il Crotone, e per la consapevolezza di aver avuto in mano la partita contro il Varese. La Reggina recrimina più per la sconfitta subita contro i lombardi che per quella persa malamente contro il Crotone, sulla cui vittoria nessuno può dire nulla, tanto è stata meritata.

Adesso tocca di nuovo ai tecnici, Gagliardi e Zanin, recuperare il lavoro perso, mettendo sotto la squadra e facendo lavorare i calciatori sul recupero della fiducia nei propri mezzi. Di Michele e compagni, dal proprio canto, dovranno dare il massimo ad ogni partita per conquistare l’obbiettivo comune che è, e continuerà ad essere sempre, quello della salvezza diretta. La Reggina era partita con altri obbiettivi dichiarati, nella stagione che è quella del centenario dalla sua fondazione. Il campo ha detto che in realtà le cose sarebbero andate diversamente e in questo momento è inutile cercare colpevoli o capri espiatori. Non lo faremo nemmeno noi. Quello che però possiamo e dobbiamo fare tutti, è stare vicino alla squadra, e incitare tutti i giocatori a dare il massimo per raggiungere insieme l’obbiettivo. In questi due mesi e mezzo del 2014, sono state superate tante criticità, mentre alcune, che sembravano essere state superate, sono tornate prepotentemente. L’ambiente reggino, a volte, sa essere prevenuto e distruttivo, anche quando servirebbe una voce sola che aiuti tutti a remare nella stessa direzione. Oggi sarebbe meglio che chi non crede alla salvezza della Reggina evitasse di parlare. Si rischia di destabilizzare un ambiente che è già in equilibrio molto precario, per riprendere le parole di Gagliardi, sull’orlo del precipizio. Noi ci crediamo, la Reggina alla fine si salverà.

La rosa della Reggina ci consente di dire questo. È vero, la classifica parla chiaro, gli amaranto sono penultimi davanti alla sola Juve Stabia, ma questo fatto non può non considerare i due campionati diversi giocati in questa stagione dalla Reggina. Il primo, nel girone di andata ha visto la Reggina conquistare 14 punti in 21 partite, con una media di 0,67 punti a partita. Una media che avrebbe portato la squadra alla fine del campionato a 28 punti e con una inevitabile e diretta retrocessione nell’inferno della Lega Pro. Il secondo cominciato a gennaio e ancora in corso, ha portato invece 11 punti nelle 8 partite fin qui disputate, con una media di 1,38 punti a partita, che in proiezione avrebbe portato la Reggina a 58 punti, con una salvezza agevolmente raggiunta e con un pizzico di fortuna in più, a poter lottare per i playoff promozione. Senza considerare che alcuni punti si sono persi per via dei torti arbitrali e che, in una situazione di classifica non già penalizzata dal girone di andata, i giocatori sarebbero scesi in campo con maggior concentrazione, e meno distrazioni e ansia provenienti dall’ambiente e dalla classifica precaria.

Adesso ci aspetta una difficile trasferta in Toscana, per rendere visita all’Empoli, che se pur battuto all’andata, è oggi una corazzata al secondo posto in classifica, a pari merito con la Virtus Lanciano che la Reggina ha recentemente sconfitto al Granillo. L’Empoli è una squadra molto forte, gioca in maniera molto redditizia. I prossimi avversari della Reggina, ultimamente stanno incontrando delle difficoltà in casa. Per questo giocheranno la partita con la voglia di tornare alla vittoria sul proprio campo, che manca dal 17 novembre scorso, quando hanno battuto proprio la terza in classifica Virtus Lanciano. Per la Reggina non sarà affatto semplice, e dovremo aspettarci una partita di contenimento degli avversari, per poi provare a colpire nella ripresa, come già fatto con successo a Carpi. Noi ci auguriamo che la Reggina, a dispetto di chi rimpiange la rosa della scorsa stagione o accusa la guida tecnica attuale di fare cabaret, riesca a ripetere l’ottima prova disputata in terra emiliana. Forza Reggina! Forza Regazzi!

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