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Reggina: in attesa della matematica, l’incognita è Pagliuso?

Inserito da on 4 maggio 2014 – 15:21No Comment |
Lillo Foti

Lillo Foti

Quando si parla di matematica, si sa che c’è spesso un’incognita da risolvere. Mentre si attende come una liberazione la definitiva retrocessione in C, sul capo della Reggina troviamo un bel punto interrogativo in merito all’immediato futuro. Le celeberrime “difficoltà” di Lillo Foti stavolta riguardano l’iscrizione al prossimo campionato, dato che la società “ricca e florida” potrebbe mettersi le mani in tasca e non trovare i 600 mila euro utili per la fidejussione.

Che la Reggina abbia conosciuto problemi di liquidità in questa stagione, prima ancora del patron (a tratti, poi rinsavisce e parla di progetti) o dei giornalisti, lo sostiene la Covisoc. E da qualche giorno, anche la Commissione Disciplinare della Federcalcio. Entrambi organi il cui giudizio è superiore oltre che vincolante. Non opinioni, dunque. E neanche puntigliosità sul giorno di ritardo nei pagamenti, dato che pende un altro deferimento circa le mensilità di novembre e dicembre 2013.

Dopo aver sottolineato la (propria) mancanza di vergogna circa gli addebiti degli organi federali, Lillo Foti ha candidamente ammesso il forte rischio di una penalizzazione che investa la Reggina anche per il prossimo campionato, a prescindere dalla categoria di appartenenza. Attendendo, dunque, una retrocessione matematica che potrebbe venir rimarcata dalle decisioni della Disciplinare (qualora arrivasse un altro punto di penalizzazione entro 10 giorni), l’unica mezza certezza sul futuro degli amaranto è proprio questa: in Serie C o altrove, si partirà col segno meno.

A dire il vero, di certezza ce ne sarebbe un’altra: Foti non si muove dal ponte di comando. Sia chiaro, c’è da ringraziarlo per quanto fatto dal 1986 fino al 2007. Forse chiederne adesso la testa, a furor di popolo, risulterebbe ingeneroso. È evidente che l’azienda è la sua, al di là di ogni professione di umiltà, e nessuno può pensare di sottrargliela senza la sua volontà. Altrettanto lampante è che, se non riesce a comprendere e superare i propri errori (il mancato rispetto dei ruoli all’interno della sfera tecnica, le pessime scelte circa i più importanti collaboratori, l’atteggiamento  equivoco tenuto verso la piazza), al giorno d’oggi Foti va considerato superato ed inadatto per il mestiere di dirigente sportivo, ed ogni minuto in più con lui al comando della Reggina è speso male.

Se oltre alle risorse manageriali (ovvero le idee) mancano anche le forze economiche, allora siamo autorizzati a preoccuparci seriamente per l’immediato futuro. Se si verificherà l’ingresso di un nuovo socio, la moneta non sarà sufficiente. Un imprenditore come Luca Pagliuso non avrebbe problemi a tirare fuori i famosi 600 mila euro, ma se il timoniere rimane lo stesso, con le idee annebbiate al punto da incolpare i vari Missiroli, Cosenza, Viola, Ceravolo e via dicendo di non si sa che cosa, le difficoltà rimarranno le stesse di mese in mese, di anno in anno. E si potranno solo amplificare.

Questa è l’incognita che deve risolvere la Reggina. Andare avanti con capitali altrui ma con le idee degli ultimi anni, equivarrebbe a rimandare l’implosione di uno o al massimo due anni. La settimana entrante potrà servire per approfondire e dare concretezza a qualche discorso. Le parole di Foti a La Spezia non lasciano molti dubbi: qualcosa sta per succedere, questo è matematico. Il resto è opinione.

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