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Juve Stabia-Reggina: Una retroguardia più attenta non avrebbe preso il gol della sconfitta, di Franco Cleopadre

Inserito da on 29 settembre 2014 – 13:35No Comment |

Di Franco Cleopadre – RAGIONANDOCI SOPRA: Anche ieri è stata confermata la tradizione che vuole la Reggina, sconfitta al Romeo Menti, di Castellamare di Stabia. Dopo il goal di Armellino avevamo sperato nella smentita, ma giusto il tempo per pensarci e tutto è svanito. Crescenzi si è fatto fregare da Di Carmine ed ecco ripristinata la parità. In classifica “conquistiamo” il 14 posto, ad un solo punto dalla zona play out. Che fare? Prendere la squadra per i capelli e tirarglieli forte, forte? Criticare, criticare, criticare ed ancora criticare? O è meglio sperare che la ruota del destino si ricordi che esiste anche la squadra amaranto?

Preferiamo illuderci con l’ultima ipotesi, forti dell’idea che ieri gli uomini di Cozza, hanno evidenziato progressi nella costruzione del gioco e …se è vero che la terra gira… prima o poi si potrebbe conseguire l’ obiettivo della matematica salvezza. Anche ieri, come con il Messina, la squadra non meritava la sconfitta, ma ad essa rimane il predominio del campo e agli avversari i tre punti, che fanno classifica e morale.

LA PARTITA: La Reggina, specie nel primo tempo, è stata superiore ai padroni di casa: manovra più ariosa, giusta distanza fra i reparti, gestione oculata del pallone, e al temine di questa frazione di gioco, le “vespe” potevano sperare massimo nel pareggio. Ma il calcio è crudele. A nulla sono serviti sul finire gli inserimenti di altre due matricole, Bramucci e Ammirati,oltre a Maita (classe 93), schierato sin dall’inizio in cabina di regia, che non ha demeritato e forse meritava qualche attenzione in più dalla panchina. Al predominio amaranto del primo tempo, non ha fatto riscontro un adeguato rendimento degli attaccanti,che specie al 20′ con Louzada,ben servito da Armellino, sciupa la possibilità di passare in vantaggio. Lo stesso attaccante al 21′ lascia partire un tiro da fuori area che il portiere locale para a stento e sul finire del tempo lo stesso Louzada fallisce un’altra buona occasione per portare la sua squadra in vantaggio. Ma per goal falliti è in buona compagnia: Insigne al 73′, si divora il goal del possibile 1-2 e quando la sagra delle occasioni mancate amaranto è conclusa, ecco all’ 81′ il goal vittoria degli Stabiesi. Ritornando a Louzada, l’abbiamo visto più concreto, meno evanescente e se riuscisse a fare qualche goal. Per la prima frazione di gioco,i locali raramente hanno impensierito Kovacsik, la loro manovra è stata lenta e per linee orizzontali, il che ha permesso alla Reggina di giocare in scioltezza e con disinvoltura.

IL CAMBIO DI MODULO E LA SCONFITTA: La squadra di Cozza dal 4-3-3 abituale,è passata al 3-5-2 con Rizzo centrale difensivo e Di Lorenzo e Karagounis esterni e Maita in più, a centrocampo. L’esperimento, fino al goal di Armellino e pareggio lampo di Di Carmine, ha dato buoni frutti, ma quando sul finire gli amaranto hanno pensato di vincere la partita, consentendo a Rizzo di spingersi oltre la linea difensiva, le cose si sono messe male e da una palla inattiva è nato il goal vittoria dei padroni di casa. Una retroguardia più attenta ed esperta, non avrebbe lasciato a meno di 10 minuti dalla fine, solo soletto Romeo, davanti a Kovacisk e bisogna anche ringraziare il portiere ungherese se il passivo per la Reggina non è stato più pesante. Il centrocampo con l’uomo in più, ha girato meglio, ha verticalizzato e i ritorni indietro di palla, si sono visti solo in misura fisiologica.

IL CASO VIOLA:Non conosciamo, nei dettagli, i termini della vicenda che ha portato all’esclusione dalla convocazione del taurianovese “per scelta tecnica”, ma è il caso che si faccia al più presto chiarezza. È brutto ipotizzare quanto recita un vecchio proverbio reggino “i scecchi si sciarriunu e i bariddi levunu a furia” (gli asini si bisticciano e i barili portano la colpa). Interferenze psicologiche provenienti dall’esterno, non aiutano il gruppo a crescere, specie, se giovane. Compito dell’allenatore è anche il trasferire al gruppo non solo le proprie competenze, ma anche la capacità per tutti di “parlare la stessa lingua”. Quindi armonia. La forza di Atzori 1, è stata l’armonia che ha saputo creare all’interno del gruppo. Di caso Gerardi, ne è bastato uno…

PARTE L’AZIONARIATO POPOLARE: Invitiamo il popolo amaranto a sottoscrivere la imminente emissione di azioni della Reggina, che sembra abbiano il taglio di € 15 ciascuno. Solo così ciascun tifoso o addetto ai lavori, potrà dire di amare con i fatti e non per slogan o sciogli lingua, la Reggina.

INVITO: Questa sera alle 21, invito gli amici a sintonizzarsi sul canale 18 del digitale terrestre, Esperia TV, per assistere alla trasmissione sportiva È ANCORA LUNEDI’, condotta dal giornalista Gianni Citra, dove esporrò qualche riflessione in più sul futuro amaranto.

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