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Perché la Reggina non riesce a dare continuità alle vittorie da così tanto tempo?

Inserito da on 13 ottobre 2014 – 21:51No Comment |

Di Franco Cleopadre. Potrebbe sembrare uno scherzo, ma nei fatti non lo è. La Reggina non riesce ad ottenere continuità di risultati e non è un problema di categoria, perché anche a gennaio, in serie B, dopo le vittorie di Bari e Carpi, la squadra si arenò.


Quale tarlo non consente agli amaranto di Atzori, Castori, Gagliardi, Zanin e Cozza di imbroccare la via del rilancio? Non è facile dirlo! A livello d’ipotesi possiamo pensare alla tensione che l’ambiente esterno ed interno, crea intorno alla squadra dopo un successo, alla carenza di maturità degli uomini che la compongono, alla mancanza del mental coach in grado di far mantenere ai singoli ed al collettivo il giusto livello di tensione.

Il clima relazionale e l’impegno, all’interno del gruppo, sono legate principalmente alla capacità di chi lo dirige. Svolgere in maniera efficace il ruolo di guida comporta anche contribuire al benessere del gruppo, tramite interventi che incoraggino, stimolino e non deprimano i partecipanti anche in termini di autostima.

Il leader deve aiutare i componenti del gruppo a superare momenti di impasse e crescere. Il leader della Reggina è Ciccio Cozza e non è dato sapere perché sta dando l’ostracismo a Alessio Viola, calciatore che con Insigne potrebbe duettare benissimo, per visione di gioco, capacità di saltare l’uomo, rapidità e attaccamento alla maglia. Che cosa è successo di tanto grave fra i due da essergli preferito, nel momento in cui s’infortuna Insigne, Ador Gjuci, certamente un talento, che segue per età di debutto Camilleri e Mesto (ha 16 anni e 8 mesi)?

La politica della Reggina è mirata a lanciare giovani per monetizzare, ma ci sembra che fino a quando il napoletano (è nato ad Aversa da genitori albanesi) entra a tre minuti dal termine, nella vittoriosa gara contro il Cosenza, nessuna obiezione, ma quando a 15 minuti dal termine della gara di Matera, è preferito a Viola, nemmeno convocato, ci sembra un errore di valutazione, sottolineabile con la matita blu. Sappiamo che su Gjuci sono puntati i riflettori non solo della Reggina, ma anche di altre società, però siamo dell’idea che gli esperimenti vanno fatti quando la classifica sorride e non oggi, che prima o poi arriverà la penalizzazione. Certamente, il ragazzo va costruito, pezzo per pezzo, come non va demonizzato, allo stesso modo, il ragazzo di Oppido, per cui vogliamo augurarci che per entrambi torni a risplendere il sole, assieme a Louzada e Masini, che possono, certamente, dare di più.

A Matera ci attendevamo una Reggina più propositiva. Sono calati, specie nel secondo tempo, il ritmo, l’aggressività, la concentrazione e la personalità, ammirati contro il Cosenza. La sconfitta porta due nomi: Camilleri e Baiocco. Camilleri per il rimpallo subito all’ 82′ e che ha consentito ad Albadoro, subentrato al 66′, di realizzare il goal vittoria, e Baiocco, l’ex portiere amaranto, per aver negato con due prodezze, nel primo tempo, la gioia del goal, prima ad Insigne al terzo e poi ad Armellino di esterno destro. Il Matera, squadra certamente più esperta, rispetto alla giovane Reggina, sarebbe potuto andare in goal al 30′, se la traversa non avesse negato la rete a Guerra. La sconfitta fa perdere agli amaranto, non solo la partita, ma anche una posizione in classifica, passando dal 10° all’11° posto.

Venerdì alle 19:30 al Granillo, l’incontro con la Lupa Roma. Sia di buon auspicio la notizia che Insigne quasi sicuramente sarà in campo.

Nostro gradito ospite di oggi, l’amico giornalista, Franco Caccamo, che pur trovandosi da tanti anni a Trieste, segue sempre la sua Reggina e più volte, con la Reggina al nord, ha trasmesso la radiocronaca o commentato assieme a Rocco Musolino, la partita per radio Touring.

“Ci si attendeva una conferma, dopo la vittoria nel derby contro il Cosenza, ed invece la Reggina esce sconfitta sul campo del Matera subendo un gol nei minuti finali. Che la partita presentasse un alto livello di difficoltà è fuori dubbio, il momento dei lucani è di quelli da far invidia a chiunque, ma gli amaranto li affrontano senza timori reverenziali e così i primi quarantacinque minuti scorrono senza grossi sussulti e solo un paio di occasioni per parte. Funziona bene l’asse di centrocampo con Rizzo, Armellino e Dall’Oglio che giocano diversi palloni, la difesa è molto attenta a non lasciare spazi agli attaccanti avversari, mentre l’attacco, Insigne ben imbrigliato nella morsa difensiva e Louzada, a tratti impalpabile, punge poco anche perché la terza punta, Masini, arretra molto a caccia di palloni giocabili.

La seconda parte dell’incontro vede il Matera partire con il piede sull’acceleratore, la Reggina soffre un po’, ma regge l’urto. Cozza pensa bene di irrobustire il centrocampo mandando in campo Maita per Masini, una mossa che dà subito buoni frutti, ma che si trasforma in un boomerang nei minuti finali complice l’infortunio occorso ad Insigne. Il Matera spinge ed il gioco della Reggina perde profondità per mancanza di attaccanti dal momento in cui l’unico rimasto, Louzada, continua a girare a vuoto. Succede così che ad otto minuti dalla fine Albadoro vince un contrasto su Camilleri, molto morbido nell’occasione, e si presenta solo davanti al portiere amaranto che nulla può per arginare il tiro dell’avversario. Nei minuti finali Cozza gioca la carta Condemi, ma nulla cambia sino al fischio finale, che sancisce il successo per gli uomini di mister Auteri.

Detto del centrocampo, bisogna dire che la difesa sembra meglio registrata rispetto alle prime giornate, Karagounis si adatta bene sulla fascia di sinistra, ma è pur vero che qualche amnesia non manca durante i novanta minuti. In attacco è un vero peccato non poter contare su un centravanti boa, alla Bonazzoli, da affiancare ad Insigne: Masini e Louzada non sono all’altezza… ma questo passa il convento”.

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