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Reggina: il dopo Cozza tra calcio giocato e amministrazione societaria

Inserito da on 17 novembre 2014 – 11:41No Comment |

Per la Reggina comincia una settimana di allenamenti, in vista di Ischia, con la società che non ha ancora comunicato chi sarà il nuovo tecnico che dirigerà la squadra.

La settimana appena conclusa, ha portato la Reggina all’ennesima sconfitta davanti al proprio pubblico, che ormai deluso e disaffezionato, contesta senza nemmeno la convinzione di poter cambiare lo stato delle cose. Sulla scelta del nuovo tecnico, si sono rincorse molte voci. Alcune erano francamente senza senso, altre senza speranza, con una società che deve “centellinare anche i centesimi”. È apparso subito chiaro che la scelta sarebbe stata interna. Sono, infatti, Giacomo Tedesco e Santos Batista Mozart le due scelte più accreditate di successione a Ciccio Cozza. Avevamo inizialmente previsto che fosse Tedesco il favorito, dato che Mozart fa parte dello staff tecnico attuale, e se scossa ci deve essere, tanto valeva darla bella forte. Oggi le quotazioni del palermitano sono scese, mentre è quasi certo che il brasiliano dirigerà l’allenamento di oggi.

Nella scorsa settimana, un importante consiglio di amministrazione ha deliberato un aumento di capitale a due milioni e quattrocentomila euro, rimandando però la sottoscrizione all’azionariato popolare, e non sappiamo quanto questa iniziativa, in questo momento storico, può fare leva sui tifosi. In una intervista di ieri, il presidente Foti, ha parlato di costruzione del nuovo stadio, ma anche dell’ammodernamento del “Granillo” con imprenditori pronti a metterci dei soldi. Francamente questo passaggio dell’intervista ci lascia perplessi, non capendo, noi, quale imprenditore investirebbe in uno stadio destinato a breve, nelle intenzioni del presidente, ad essere sostituito con uno nuovo del quale è già stata individuata l’area di costruzione. Ciò detto lungi da noi dire che le due cose siano inutili. È vero che il Granillo necessita di un ammodernamento, come è vero che un nuovo impianto, più calibrato sulle attuali esigenze di capienza, e costruito con criteri più moderni non sarebbe male. Ma questi discorsi sono inutili adesso, e lo saranno ancora di più dopo, se prima non si costruisce la base che deve sostenerli. E cioè una squadra tra i professionisti, e una società completa in tutte le sue figure, tecniche e non. Solo così si può pensare di attrarre investimenti e tifosi disposti a dare i propri soldi per la propria squadra.

Lo stato di salute economica attuale della Reggina, con un debito di 500 mila euro l’anno per i prossimi 15 anni che secondo il presidente è affrontabile senza problemi per una società come la Reggina, porta il presidente ha dichiarare che anche il ritiro di Castrovillari ha avuto un impatto sulle casse societarie:

Abbiamo fatto il piano di risanamento per il debito, un piano che prevede una spesa di 500.000 euro l’anno spalmata per 15 anni, una spesa che la Reggina riuscirà ad affrontare senza alcun pericolo: per un club come il nostro non sono una cifra esorbitante. Certo, bisogna stare attenti a tutto: anche il ritiro della scorsa settimana è costato alla società, in questi periodi di crisi anche andare in ritiro è pesante sul bilancio di una società”. Noi vediamo una contraddizione all’interno della stessa frase. Forse una maggiore chiarezza sarebbe auspicabile.

Nel momento in cui scriviamo, la società non ha ancora ufficializzato la scelta del nuovo tecnico. Forse il ritardo dipende dai problemi di patentino che il brasiliano non ha e della deroga che dovrebbe ottenere per poter allenare senza un tutore che lo affianchi. Quello che tutti auspichiamo, addetti ai lavori e semplici tifosi, è che la società possa presto uscire da questo incubo che dura da troppi anni, per poter partire con un progetto reale e realistico, che consenta alla squadra di trovare la propria dimensione, che non è da ultimo posto in Lega Pro, e che faccia si che i tifosi tornino ad innamorarsi della propria squadra. Quali che siano i protagonisti in campo e fuori.

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