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Tra campo e scrivania: la lista della spesa amaranto di gennaio

Inserito da on 18 novembre 2014 – 00:25No Comment |

TRA PRESENTE E FUTURO, di Franco Cleopadre – Ora che Cozza non è più allenatore della Reggina, a cosa si aggrapperà il Presidente Foti, per scaricare su altri colpe delle quali solo Lui conosce le “radici”?

Certamente la tristezza per l’attuale momento, pervade anche Lui e lo riteniamo il peggiore, dal finire degli anni 40, da quando, cioè, seguiamo la Reggina. Credevamo di aver toccato il fondo con la penalizzazione di 15 punti o quando ci venne in soccorso la Banca Popolare di Crotone o con la perdita della serie A o della serie B, ma oggi a un terzo del campionato di Lega Pro unica, la Reggina comunque si voglia chiamare 1914, o 1986, vive una crisi societaria e di risultati. Continuando questo trend, la squadra è destinata a scomparire dal calcio professionistico per piombare nel dilettantismo, in serie D, i cui probabili prossimi avversari, per dimensione societaria e territoriale, potrebbero chiamarsi Battipagliese, HinterReggio, Nuova Gioiese, Noto, Rende, Roccella, Sorrento, ecc.

E L’AZIONARIATO POPOLARE? Il tifoso, però si chiede : “Se le casse sociali sono vuote, perché tarda a partire l’azionariato popolare?” Alla domanda qualche autorevole addetto ai lavori ha risposto “Perché il Presidente sa che nessuno gli darebbe credito per cui vuole evitare un altro flop”. Rispettiamo il pensiero dell’interlocutore, però siamo sempre convinti che ogni cosa va fatta a suo tempo e se Foti ha scelto la strada di proseguire nella carica, questo è il momento di agire… prima che scadano i termini

L’elenco della spesa di gennaio, dovrebbe prevedere il rafforzamento dei vari settori della squadra:

DIFESA: Ritenendo fisiologici gli errori di Kovacsik (ieri sera anche Buffon ha commesso una papera contro la Croazia) servono elementi di esperienza in grado di comandare la stessa in fase di non possesso e palle inattive, che si chiamino punizioni o calci d’angolo. Il difensore esperto deve fare i conti con un gioco che tutela l’attaccante per privilegiare il gol, lo spettacolo, le tv, il business, deve essere abile nel costruire l’azione facendola ripartire, palla al piede e non più interromperla e passare la palla al primo compagno libero, come spesso oggi vediamo nella Reggina. Queste qualità si acquisiscono con l’esperienza, il carisma, l’autostima, sotto la neve, il vento, la pioggia o i 35° C, i fischi e gli applausi e non sembrano far parte integrale del bagaglio tecnico dei vari Aquino, Ungaro, Camilleri, Crescenzi, Di Lorenzo, Karagounis. Manca, nel pacchetto difensivo amaranto, l’uomo in grado di comandarlo in fase di emergenza e sabato, l’ex Lanzaro, ce ne ha dato prova. Senza la chioccia non si covano le uova e non crescono i pulcini.

CENTROCAMPO: La linea mediana, oggi è composta da elementi di quantità. Langue la qualità. Ciò significa sovrabbondanza di centrocampisti difensivi, interdittori o incontristi e carenza di figure offensive, che sappiano organizzare il gioco, saltare l’uomo, creare superiorità numerica, far ripartire l’azione , crossare e fare assist. Fino a oggi la fascia di centrocampo è stata ricoperta per buona parte da Armellino, Rizzo e Dall’Oglio tranne qualche subentro in emergenza. A parte Rizzo che nel 5-3-2 ha ricoperto il ruolo di centrale difensivo e dal suo piede sono partiti lanci intelligenti sia per Insigne sia per Louzada che li hanno fatti andare in goal, Armellino e Dall’Oglio, hanno dato poco o niente, ad oggi alla squadra, in termini di creatività, fantasia, spinta offensiva. Mancano gli esterni, nella fase di rifinitura dell’ultimo passaggio per mandare in rete l’attaccante. Contro la Salernitana non è partito dai loro piedi nessun guizzo, nessun lampo di genio, e seppur con limiti tecnici, gli attaccanti non possono fare miracoli. Rizzo con la Salernitana, dopo che al 12’ la Reggina ha subito la rete di Calil, frutto della frittata tra Crescenzi e Ungaro, non ha saputo fare di meglio che protestare prima e subire il primo cartellino giallo e dopo, da come ci sembra di aver capito dalla ripresa di Rai Sport, subito dopo mandare all’indirizzo dell’arbitro un “vaffa” punito, giustamente con il secondo cartellino, ma stavolta rosso. No, caro Rizzo, tu hai danneggiato due volte la quadra: la prima facendo ristabilire la parità numerica, dopo che qualche minuto prima era stato espulso il salernitano Tuia, la seconda privando la squadra del tuo apporto in termini di lanci mirati per gli attaccanti. Il tuo gesto ha richiamato alla nostra memoria la gara di ritorno a Novara dei play off, quando era stato espulso il novarese Bertani e Colombo, allora in amaranto, gli diede mentre era a terra, un calcio, che gli costò l’espulsione e il ritorno della parità numerica (così almeno ricordiamo).

ATTACCO: Probabilmente con l’uscita di scena di Cozza, si potrebbe riannodare qualche filo dello spogliatoio, dove Masini e Viola dovrebbero lottare a suon di goal, per mantenere il posto da titolare. Louzada e Insigne potrebbero dare un maggiore apporto, se solo Di Michele si rendesse conto che l’orologio della vita va inesorabilmente avanti e i goal sono validi, sia che li segni lui, che i colleghi di reparto con i quali ha partecipato all’azione. In attacco manca la torre in grado di sfruttare le palle alte. Non è sempre facile giocare con palla a terra. Spesso i goal li abbiamo presi con stacchi aerei degli attaccanti avversari. La gestione Cozza ha dato qualcosa in più a Louzada, che è meno individualista e driblomane. Nel grigiore generale, Insigne ha perso anche il primato di capocannoniere, ma ha i numeri per ritornare in vetta.

ALLENATORE: E’ inutile sottacere che questa squadra ha evidentissimi limiti tecnici e nessun allenatore può trasformare il mediocre in fenomeno. Probabilmente contro Cozza hanno giocato scorie all’interno dello spogliatoio. Candidato a sostituirlo è stato Mozart, vecchia bandiera amaranto, ritornato a Reggio da circa due anni, con buona esperienza da calciatore, e da aspirante allenatore, ha avuto modo di conoscere le metodologie di Dionigi, Pillon, Atzori, Castori, Gagliardi-Zanin, Cozza. Purtroppo l’associazione allenatori, presieduta dall’ex tecnico amaranto, Renzo Ulivieri, non gli ha concesso la deroga necessaria per allenare la Reggina, ma lo stesso rimane nello staff tecnico come collaboratore del nuovo duo Tortelli-Padovano. A entrambi auguriamo di riuscire a realizzare quei miracoli che tutta la tifoseria si attende: rafforzare lo spogliatoio, ridare fiducia all’ambiente, fare riconquistare alla squadra autostima e posizioni in classifica. E se poi la giustizia sportiva dovesse dare ragione al ricorso della Reggina sui quattro punti di penalizzazione, questa rappresenterebbe la ciliegina sulla torta. Per ora diamo poco credito all’ottimismo… anche se la prossima ad Ischia, potrebbe rappresentare quel raggio di luce di cui oggi la Reggina necessita.

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