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Il futuro della Reggina, tra azionariato popolare, cessione e calcio giocato. Alle 13:30 conferenza stampa

Inserito da on 22 dicembre 2014 – 11:47No Comment |

Il futuro della Reggina passa lungo molte strade, perlopiù ripide e piene di ostacoli, che portano da qui a fine stagione, quando al termine del campionato sapremo la categoria nella quale potrebbe giocare la squadra nella prossima stagione.

Lungo le tante strade, lo ripetiamo: ripide e piene di ostacoli, che la Reggina dovrà percorrere, si trova oggi la conferenza stampa, convocata dalla Reggina allo stadio Granillo, e alla quale parteciperà il sindaco della città Giuseppe Falcomatà. Nel corso della conferenza, stando al comunicato della Reggina, si parlerà di “progetti ed iniziative che riguarderanno il futuro della società”. Potrebbero essere presenti all’incontro degli esponenti del gruppo di imprenditori che stanno per rilevare la Reggina.

Quello che è certo, è che si parlerà di azionariato popolare, visto che la Reggina ha dovuto comunicare sul proprio sito l’offerta al pubblico delle azioni, prima di presentarla ufficialmente a causa dell’uscita della notizia su tutti i giornali con la comunicazione delle promozioni legate anche al periodo Natalizio. Tra gli argomenti dell’incontro, vista la presenza del sindaco, potrebbe esserci anche quello relativo alla riqualificazione dell’area dello stadio Granillo, e la conferma o meno delle voci che prospettano la costruzione di un nuovo stadio, cosa che l’attuale presidente amaranto Foti ha sempre auspicato.

Ad oggi la Reggina si trova in una situazione sportiva di assoluta emergenza, con la necessità di intervenire nel mercato di gennaio in tutti i reparti, per non buttare l’ennesima stagione che la vede sì all’ultimo posto in classifica, ma con ancora la speranza di poter raddrizzare il campionato. E se la situazione sportiva la conosciamo tutti, di quella societaria possiamo dire poco. La trasparenza in casa Reggina non è mai stata una delle caratteristiche di forza. Ad oggi sappiamo con certezza che la Reggina non ha un direttore sportivo, non sappiamo né il ruolo né i compiti di Cerantola, giunto a Reggio nelle scorse settimana per opera e virtù dello Spirito Santo. “Mi ha chiamato il presidente”, “Mi ha chiesto di poter visitare il S. Agata” le dichiarazioni dei due protagonisti. Lasciamo a voi ogni commento. Si erano fatti anche altri nomi per il ruolo di DS, ma nei fatti poi non si è concretizzato nulla. Riguardo invece la conferenza stampa di oggi, e quanto scritto nei giorni scorsi dalla Gazzetta del Sud, la Reggina ha emesso un comunicato nel quale dice che “i particolari in esso contenuti siano molto gravi, fantasiosi, privi di ogni fondamento e lesivi all’immagine della società”. Dato che nel pezzo si preannunciava la conferenza stampa poi convocata dalla società nel corso della stessa mattinata, non si riesce a capire quali possano essere i fatti lesivi, se non l’aver anticipato la comunicazione della conferenza stampa stessa, visto che nel pezzo, tra l’altro, si parla di una sintonia tra le parti e del fatto che i conti siano in ordine.

Quello che invece è ancora avvolto nell’ombra, è la modalità per sottoscrivere le azioni. È chiaro che sono le azioni sottoscritte oggi dai tifosi, che andranno a concretizzare l’aumento di capitale annunciato in pompa magna qualche mese fa, mentre non è ancora per nulla chiaro, quante azioni sono state messe in vendita, quali obblighi e doveri hanno i soci, alla luce del fatto che, essendo la Reggina Calcio un S.p.A., deve sottostare a rigide regole in fatto di offerta pubblica di sottoscrizioni. La differenza tra l’offerta pubblica di sottoscrizione, e l’offerta pubblica di vendita consiste nel modo in cui vengono cedute le quote. Si tratta di azioni di nuova costituzione nel caso in cui c’è un aumento di capitale, con la messa in vendita delle nuove azioni. Diversamente si assisterebbe ad una cessione delle proprie quote. Di positivo c’è che la creazione di nuove quote significa un aumento del capitale societario, mentre con la  vendita di proprie quote, ci sarebbe un semplice aumento della liquidità per i venditori. E, mentre è chiaro che i sottoscrittori popolari compreranno quote di nuova emissione, non è chiaro se il presidente è intenzionato a cedere il proprio pacchetto di azioni ai nuovi investitori, né se intenderà restare all’interno della società o nell’organigramma dirigenziale. Vedremo se la conferenza stampa di oggi risponderà a qualcuna delle nostre domande.

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