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Reggina, tra giovani e giovanissimi. Buttiamo il cuore oltre l’ostacolo

Inserito da on 9 gennaio 2015 – 15:14No Comment |

Di Franco Cleopadre – I giovani scesi in campo, hanno messo il cuore e l’anima per incamerare i tre punti.

La cifra 7 non ricorda solo i Re di Roma, i giorni della settimana, i nani di Biancaneve, i colli di Roma, i peccati capitali e le virtù. Per gli “ammalati” di Reggina, come noi, l’elenco si allunga. Si son fermate a 7 le sconfitte consecutive in Lega Pro, che ci avevano amareggiato, dopo aver ingoiato l’amaro boccone della retrocessione. Quando l’arbitro, il modestissimo e imparziale Sig Piscopo di Imperia (abbiamo rivisto, ad esempio l’azione che al 19′ ha comportato in area pugliese l’ammonizione per simulazione di Di Lorenzo e non condividiamo la scelta arbitrale) , ha decretato la fine dell’incontro, un urlo ed un applauso liberatori, sono partiti dagli spalti… quasi per dire grazie alla befana, che nel giorno della sua festa, ci ha voluto fare dono di una delle 7 virtù: la speranza.

Ma tra le 7 virtù, c’è anche la prudenza, che ci ricorda che non sempre l’apparire della prima rondine è sinonimo di primavera. Quindi, non montiamoci la testa, abbiamo messo solo un mattoncino per quella meta cui tutti aspiriamo, ovvero la salvezza della categoria.

FUORI DAI… CALZETTONI: La vittoria di martedì, ci dice che la squadra baby del Sant’Agata, messa in campo con coraggio da mister Alberti, dispone di un patrimonio di nuove leve, parzialmente diverso, per motivazione, carattere, personalità, attaccamento alla maglia, da quello che lo ha preceduto. A più di un calciatore titolare fisso per l’intero 2014, ricordiamo che tra i 7 peccati capitali c’è l’accidia, ovvero l’avversione ad operare, insofferenza, superficialità, abulia, termini diversi da attaccamento alla maglia, autostima, rispetto per i propri tifosi. Di questa gente non abbiamo che farcene. Prima ce ne liberiamo e meglio è: fuori dai… calzettoni… chi nel momento del bisogno ha girato le spalle ed ha fatto girare le…

MARTEDÌ SERA i giovani scesi in campo, hanno messo il cuore e l’anima per incamerare i tre punti. Il Martina sin dall’inizio, ha cercato di segnare il goal che avrebbe avuto l’effetto di demoralizzare la giovane compagine calabrese, ma ciò non è accaduto.Anzi al 18′ Maimone, da buona posizione calcia fuori, cui risponde al 21′ il capitano pugliese Montalto che da fuori area calcia una buona punizione che Kovacsik respinge. Abbiamo visto giocatori rinati, come Masini, Viola e Armellino e le new entry, Mazzone e Lancia, che hanno lottato su ogni palla assieme a Kovacsik protagonista in positivo, Ungaro, Camilleri, Di Lorenzo, Karagounis, Condemi, Maimone, Salandria, compresi Cetrangolo, Scionti, Perrone, Insigne, rimasti in panchina. La gioia è esplosa nel cuore di tutti, quando al 25′ su cross dal fondo campo di Maimone, dalla destra del fronte d’attacco, Gjuci, di piatto destro, ha messo la palla in rete. In una frazione di secondo, addosso al baby sedicenne napoletano, si è formata una piramide umana fatta da abbracci e felicitazioni. Il goal ha rafforzato la spinta psicologica per i giovani amaranto (il più anziano è stato il capitano, Marco Armellino, che è un 89) anche per aver segnato, dopo 725 minuti. La squadra del Martina ha cercato di reagire al goal subito, non si è abbattuta ed ha buttato nella mischia tutto l’ardore per contrastare la carica emotiva degli avversari.

TECNICAMENTE GLI UOMINI DI ALBERTI, hanno spesso verticalizzato, raddoppiando o triplicando sul portatore di palla avversario, si sono difesi con ordine.La difesa non ha respinto palloni a casaccio, rari gli individualismi e il modulo 4-1-4-1 ha garantito maggiore copertura in difesa e migliore propensione offensiva. Le continue inversioni degli esterni offensivi di Alberti e Ciullo, hanno permesso a Gjuci e Salandria da una parte e Tomi e Arcidiacono dall’altra, di non offrire eccessivi punti di riferimento ai rispettivi avversari. I pugliesi hanno cercato sin dall’inizio di sorprendere i calabresi e subito il goal, di giungere al pareggio, ma stavolta la difesa Reggina, ha retto e finalmente non ha preso il golletto traditore.

Unico neo dell’incontro l’ espulsione di Camilleri, che sabato, assieme a Ungaro, sarà assente al Pinto di Caserta. Per la Reggina l’occasione potrebbe essere buona per vendicare l’eliminazione dalla Coppa Italia e qualche recente operazione di mercato. Ma non creiamoci eccessive illusioni, stiamo con i piedi per terra, accettiamo con serenità qualunque risultato dovesse arrivare da Caserta… punteggio tennistico a parte, e prepariamoci al prossimo incontro in casa con la Paganese, dove potrebbe scendere in campo una Reggina più esperta.Facciamo nostro il motto di Giusy Versace, figlia dell’amico di gioventù Alfredo, BARCOLLO MA NON MOLLO. Forza Reggina.

 

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