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Reggina: sì a fiducia e convinzione, ma con i piedi per terra

Inserito da on 19 febbraio 2015 – 14:05No Comment |

Di Franco Cleopadre – Ieri ci assillava il dubbio, oggi aleggiano fiducia e convinzione di potercela fare.

IL BRUTTO SOGNO DEL TIFOSO REGGINO: È terminato da poco il Festival di Sanremo 2015 e ricordo quando nel 1958 Modugno stravinse con “Volare”. Si trattò di un successo mondiale, che iniziava con: “Penso che un sogno così non ritorni mai più…”. Il sogno che oggi il tifoso reggino vuole che non ritorni mai più è quello di vedere la Reggina, impelagata nei bassissimi fondi della classifica, anzi maglia nera.
Eravamo in pochi a sperare nel miracolo, e di questo, si intravedono le prime luci dell’alba. Domenica sera, non mi sono pentito di avere rinunciato al pranzo domenicale, convinto di avere assistito, ad una prestazione di qualità degli amaranto, specie nel primo tempo quando mi sono chiesto: Ma qual è la squadra costruita in estate per ottenere il salto di categoria, quella in maglia amaranto o bianca?

IL LIMITE DEI RAGAZZINI AMARANTO: Si amici cari, le due catene laterali, formate da Di Lorenzo,Armellino e Gallozzi, e Benedetti, Maimone, Masini, hanno colmato quel deficit che si era avvertito nel 2014. Nel passato qualunque squadra, ci aggrediva sin dall’inizio, e i ragazzini chiamati a difendere il blasone amaranto si limitavano a respingere gli attacchi avversari, avevano difficolta a superare il centrocampo avversario… e prima o poi il goal lo subivamo, senza essere capaci di reagire o addirittura segnare. Siamo stati capaci, per quasi due mesi di non mettere la palla in rete (l’ultimo goal l’avevamo realizzato in casa contro l’Aversa Normanna- 2 Novembre, alla dodicesima di campionato ad opera di Louzada al 20’).

L’ERA ALBERTI: Grazie al 4-1-4-1, esperienza in difesa, qualità a centrocampo con Armellino e Zibert, buon apporto di Balistreri, squadra corta, gioco maschio e migliore gestione di Masini in attacco, la strategia/monotonia dei ragazzini è stata superata. Se domenica quel cross al 20’ del primo tempo dalla destra di Gallozzi, avesse fruttato con Masini il meritato vantaggio o l’arbitro avesse visto il rigore di Migliorini al 34’ o la traversa non avesse detto no all’89’, in seguito a una pennellata di Armellino a centro area, raccolta prima dallo stesso Masini e in rapida successione dalla fantasia di Viola, forse oggi il nuovo punto di penalizzazione peserebbe meno.

CONFRONTO TRA IERI E OGGI: Ieri ci assillava il dubbio, ovvero la mancanza di fiducia, apprensione e paura, perché non esisteva squadra, oggi aleggiano fiducia, speranza, convinzione di potercela fare, a salvare la categoria, frutto di una difesa non solo protetta da Zibert, ma con l’ABC (Aronica, Belardi e Cirillo), pronto a far ripartire il gioco.

In questa Nuova Reggina, il coraggio ha preso il posto della paura, vuoi per una più accurata gestione della fase di possesso, vuoi per un miglior modo di attaccare gli spazi, vuoi per la maggiore esperienza in campo, o per una migliore gestione di alcuni uomini chiave come Armellino, Masini e Viola… per cui la musica è cambiata. Masini, ha fatto vedere i sorci multicolori (giorno di carnevale) a Cancellotti, fino al punto da costringerlo al doppio fallo e quindi all’espulsione (86’), Viola ha gettato nella mischia tutte le sue risorse e solo per qualche centimetro, il bel gesto atletico dell’89’, non ha fruttato il meritato vantaggio, Armellino dimostra di avere piedi buoni sia nei calci di punizione, sia nei tocchi per le punte a centro area.

LA REGGINA OGGI: Probabilmente sono questi gli ingredienti che hanno trasformato la Reggina da squadra materasso, a formazione aggressiva e razionale. La sicurezza difensiva ha permesso a Di Lorenzo a destra e Benedetti a sinistra, a spingersi in avanti, coprendo per intero la fascia e costringendo le vespe a tenere basso il baricentro, e gli amaranto a aggredire alti lasciando quasi inoperoso Belardi fino al 58’, quando in seguito ad uno scontro con l’ottimo Polak ha lasciato il posto a Kovacisk. Il temuto attaccante campano, Di Carmine che all’andata aveva pareggiato il goal iniziale di Armellino, non è andato oltre il 5 in pagella e se la Reggina nelle ultime 6 partite ha conseguito 2 vittorie (Martinafranca e Lecce) 3 pareggi (Casertana, Barletta, Juve Stabia) ed una sola sconfitta, contro le precedenti 7 sconfitte consecutive, qualche cosa deve essere cambiata. Casertana, Lecce e Juve Stabia hanno tra i primi attacchi del girone e se non sono riusciti a cavalcare la difesa amaranto, non credo che sempre si possa parlare di giornata negativa degli avanti…, forse è la nuova Reggina a non far brillare gli avversari.

I DUE TEMPI: Per tutto il primo tempo, gli amaranto sono stati padroni del campo, evitando gli arzigogoli dei ragazzini in difesa, aggredendo gli avversari e affrontandoli a viso aperto, chiudendo gli spazi a centrocampo, dove Zibert ha svolto le due fasi, colmando parzialmente una lacuna che si avvertiva da tempo. Se la Reggina, nella seconda frazione di gioco avesse mantenuto gli stessi ritmi del primo, forse avrebbe bucato la difesa delle vespe…., anche se quelle doppie traverse dell’89’gridano ancora vendetta.

L’ORGANICO AMARANTO: La Reggina da squadra povera si è trasformata in organico sovrabbondante. Auguriamoci che il reintegro di Di Michele e Insigne, non turbi l’equilibrio di squadra già trovato da Alberti, mentre l’accordo con Velardi fino a Giugno, trattandosi di un centrocampista, potrà arricchire di esperienza il reparto che fino a ieri era apparso più meritevole di vigorosi rinforzi.

SABATO A COSENZA. I cugini, con 25 punti in classifica, non navigano, come noi, in acque tranquille e soltanto la differenza reti, ad oggi, li mette a riparo dai play out. Il successo pieno di una delle due formazione significherebbe ossigeno allo stato puro.

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