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Reggina, la confusione regna sovrana. Foti: “Alberti resta in sella”.

Inserito da on 9 marzo 2015 – 14:48No Comment |

Nella Reggina regna la massima confusione. Dopo la sconfitta di ieri sembrano saltati tutti gli equilibri, per quanto fragili, che si erano creati nello spogliatoio.

L’arrivo del tecnico Roberto Alberti, e il contemporaneo allontanamento di alcuni elementi che sembravano essere di rottura all’interno dello spogliatoio, avevano, in apparenza, risolto molti dei tanti problemi che la squadra ha evidenziato nella prima parte di stagione.

L’avvicendamento in panchina con il subentro del trio Tortelli-Padovano-Mozart al dimissionario Cozza, non ha dato alcun frutto, evidenziando ancora di più, se possibile, le forti tensioni all’interno dello spogliatoio. Dopo un paio di gare, il Presidente Foti, ha deciso di dare un svolta, chiamando a dare una mano alla gestione tecnica della Reggina un direttore sportivo esperto, come Aldo Cerantola, e un tecnico, ex capitano amaranto in una stagione molto difficile, che ha dimostrato il proprio valore nella scorsa stagione, sfiorando l’impresa con il quasi fallito Bari, sfiorando addirittura l’impresa della promozione in Serie A.

LA GESTIONE ALBERTI – Le prime prestazioni della Reggina sotto la gestione Alberti sono state incoraggianti, e pur non portando punti alla deficitaria classifica amaranto, hanno subito segnato una netta inversione di tendenza dal punto di vista delle prestazioni e dell’impegno che i calciatori hanno messo in campo. Successivamente però abbiamo assistito ad un calo delle prestazioni, e a nulla sono valsi gli interventi sul mercato e i reintegri di alcuni elementi allontanati durante la sessione di mercato. Attualmente restano fuori rosa i soli Dall’Oglio e Maita. Il tecnico ha sempre chiesto importanti interventi sul mercato. Questi interventi sono arrivati e sono stati numerosi, non sappiamo se hanno seguito le precise direttive del tecnico, ma è innegabile un impegno da parte della società, nel rinforzare la rosa. Se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, i reintegri dopo la rottura con Di Michele e Insigne, sono le uniche mosse, fattore tecnico a parte, che non ci sentiamo di condividere.

IL MODULO IN CAMPO – La Reggina ha disputato nel corso della stagione con tutti i moduli possibili e immaginabili. I risultati sono stati scarsi con ognuno dei moduli usati. A nostro parere però, c’è un modulo che meglio di altri ha dato una parvenza di gioco in campo, e di carattere degli elementi utilizzati. Il modulo a cui ci riferiamo è il 4-1-4-1, che assicura una buona copertura e allo stesso tempo consente un facile spostamento di delle pedine in fase offensiva. Probabilmente non è una questione di modulo tout court, ma la maggiore copertura assicurata dall’elemento tra le linee, riusciva a infondere maggiore fiducia ai calciatori impiegati in difesa. Oggi forse, con la presenza in campo di Cirillo e Aronica, si rende non più necessario l’utilizzo di un elemento davanti alla difesa, ma l’uomo tra le linee può impostare l’azione, senza marcature asfissianti e con la libertà necessaria a commettere meno errori.

LO STATO MENTALE DEI CALCIATORI – La squadra gioca senza la necessaria tranquillità. Lo si vede partita dopo partita, quando anche gli elementi più esperti non riescono a far valere la propria esperienza e commettono errori che non si vedono nemmeno nei campetti polverosi di periferia. L’arrivo di Bruno Cirillo e Salvatore Aronica, tenendo per il momento fuori Emanuele Belardi che per il suo ruolo ha meno responsabilità sul gioco, doveva segnare un punto di svolta nel tasso tecnico in campo e soprattutto nell’esperienza e nella gestione del gruppo. Riteniamo l’esperienza del loro arrivo riuscita a metà. L’aver messo alcuni puntini sulle i nella vicenda Insigne, l’aver preso sotto la propria ala protettiva la squadra in campo, Sentire finalmente un portiere che urla ai propri compagni della difesa in campo ad ogni pericolo corso, invece che limitarsi a raccogliere palloni dentro la rete ci ha fatto riconciliare col calcio, anche se per poco. La Reggina ha disputato delle partite senza subire gol, cosa che agli amaranto non capitava da molto tempo. Restava il problema del gol, che la squadra continua a realizzare col contagocce, ma col lavoro se ne sarebbe presto venuti fuori. Con il lavoro e con uno spogliatoio unito e che condividesse valori e obiettivi. Quello che noi percepiamo, invece, è una mancanza di condivisione degli obiettivi. Non tutti sembrano remare nella direzione più utile alla squadra. Che poi, è anche quello che è più utile al raggiungimento degli obiettivi personali.

LA REGGINA SOFFRE DI PROBLEMI AL PROPRIO INTERNO – Che la Reggina abbia dei problemi che esulano dal calcio giocato, è del tutto evidente. Ci sono problemi economici e di gestione della società che si trascinano da molti anni. La Reggina non riesce, come faceva un tempo, a valorizzare il proprio patrimonio. Gli esempi che si potrebbero fare sono tanti. Una volta il “Granillo” era uno scoglio difficile da affrontare anche per le squadre della nostra Serie A. Abbiamo visto come con il passare degli anni, e con l’allontanamento dei collaboratori più preziosi, il presidente Foti si sia sempre più isolato al comando della società, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Basti pensare, per non andare troppo lontano nel tempo, alla scorsa stagione. Giusto due nomi: Fabrizio Castori e Andrea Cocco. Il primo, tanto criticato per la propria gestione tecnica in riva allo stretto, oggi guida la classifica della Serie B, con il Carpi e si avvia a una fantastica promozione diretta in Serie A. Sotto la sua gestione tecnica, la Reggina ha giocato le migliori partite della scorsa stagione, fino a quella contro il Palermo, persa solo per un incredibile errore arbitrale. Il secondo, incapace di segnare in maglia amaranto, è oggi molto in alto nella classifica dei marcatori della Serie B, a due sole reti dalla vetta. Dato che non è possibile che tutti i tecnici e calciatori a Reggio diventano brocchi, per poi tornare a dimostrare il proprio livello appena andati via, appare del tutto chiaro che il problema è da ricercarsi all’interno dei muri del cento sportivo Sant’Agata.

LA CONFUSIONE – Dopo la sconfitta di ieri, si erano diffuse delle voci riguardo il possibile esonero di Alberti. Chiaramente la brutta sconfitta contro la Lupa Roma, che per la prima volta ha segnato 3 gol in una partita, in questa stagione, e le parole molto dure di Foti al termine della gara, hanno portato molti a pensare che l’avventura di Alberti sulla panchina amaranto fosse giunta al temine. Oggi è lo stesso Presidente a smentire queste voci tramite una dichiarazione rilasciata al sito Tutto Reggina“Io penso che chi ha montato questa cosa sia gente che vuole fare protagonismo e non giornalismo. Le tante qualità che avete voi giornalisti nella maggior parte è che mettete fretta. Ritornando alla domanda, non posso smentire una cosa che non esiste. C’è chi mi chiama per sapere la realtà e chi invece preferisce riportare cose sbagliate…(usando altro termine colorito, ndr)”.

L’allenamento odierno è stato diretto dal tecnico Alberti con la collaborazione del dottore Ocello, dopo una lunga riunione tra squadra, staff tecnico e presidente. A seguire l’allenamento erano presenti il preparatore atletico Saffioti e il direttore sportivo Cerantola.

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