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Reggina, piccole luci di speranza. Ma la strada è lunga e impervia

Inserito da on 11 marzo 2015 – 19:16No Comment |

Nei fatti, la conferenza stampa di oggi, rispetto al “Mi Vergogno” di Aprilia, è stato un deciso passo in avanti.

Certamente la Reggina ha perso la gara, e ha disputato una pessima partita, concedendo all’avversario di tenere il pallino del gioco senza creare alcun pericolo.

Ma la rabbia e la cattiveria con cui i calciatori si sono presentati in conferenza stampa, indica quanto meno la volontà di provarci fino alla fine. Parlando con alcuni giornalisti alla fine della gara, si discuteva dei cori offensivi rivolti a Insigne, e se ce ne fossero stati alcuni rivolti nei confronti di Cirillo. Chi vi scrive li aveva sentiti, ma altri giurano di non aver sentito nessuna lamentela nei suoi confronti. Siamo felici di esserci sbagliati, perché il capitano amaranto ha sempre dimostrato, da quando indossa la maglia amaranto, di esserne innamorato più di ogni altro, in campo e fuori. Lo abbiamo sempre visto lottare su ogni pallone e lo abbiamo visto sempre uscire sfinito dal campo.E questo, è un merito che tutti gli dobbiamo riconoscere.

La partita di oggi, giocata contro una buona squadra che mira al nono posto e che ha ben 20 punti in più della Reggina, è stata di quelle da dimenticare. La squadra in campo ha dimostrato una pericolosa involuzione tecnica e tattica rispetto alle prime uscite di Alberti. Non crediamo sia anche una questione di disposizione in campo, ma l’impiego a tempo di Insigne e il ritorno al 3-5-2, hanno reso la manovra della Reggina ancora più povera di quanto fatto vedere in precedenti uscite, quando addirittura, si cominciava a parlare di salvezza senza nemmeno passare dai playoff. Oggi è invece l’Aversa, che inanellando risultati positivi a ripetizione è definitivamente uscito dall’incubo della retrocessione diretta e si avvicina a grandi falcate verso una possibile salvezza diretta.

Il presidente e i calciatori hanno chiesto di non parlare delle penalizzazioni, dei pagamenti non comunicati alla FIGC e dei punti di penalizzazione. Noi pensiamo che non possiamo non parlarne, perché anche se non come nelle passate giornate, questi punti e questi mancati pagamenti hanno condizionato, lo condizionano ancora oggi e lo faranno in futuro, il campionato della Reggina. Nella prima parte del campionato, a “rifiutarsi” di giocare sono stati Rizzo e Dall’Oglio, che hanno disputato delle prove di cui si dovrebbero vergognare per molto tempo, viste le capacità che tutti gli riconosciamo, e l’evidente volontà di non far parte più della Reggina. Se per Rizzo si è trovata una squadra disposta a prenderlo, per Dall’Oglio si sta vivendo una situazione, incresciosa per tutte le parti in causa, di separazione in casa. Ma di questo, non si può certo accusare la stampa, né tanto meno si può chiedere alla stampa di non parlarne. Ben diverso è il caso della polemica ricercata apposta, nella quale si vanno a intervistare i procuratori o i fuori rosa, per creare polemiche. Ma riteniamo che uno spogliatoio unito dovrebbe far da filtro a queste situazioni e che dei professionisti, dovrebbero loro per primi evitare di cadere nelle provocazioni di certa parte della stampa.

Crediamo che la rosa della Reggina, sia da metà classifica. L’ultimo posto è figlio dei mali della società, che la squadra, assorbe come una spugna e trasferisce in campo. Di fatto non riuscendo, con le proprie prestazioni, a coinvolgere il pubblico, che più e più volte si è dimostrato vicino ai calciatori che hanno dato l’anima in campo per il bene della Reggina. Oggi il pubblico si è stufato, e per la squadra, domenica dopo domenica, è sempre più difficile riportarlo dalla propria parte. Possono farlo solo dimostrando di riuscire a trasformare in fatti, le parole che oggi, per la prima volta, hanno gridato in faccia alla città.

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