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La Reggina in Tribunale

Inserito da on 22 aprile 2015 – 18:08No Comment |

Suscitava perplessità il viaggio nella Terra dei canguri del proprietario della Reggina Calcio, all’affannosa ricerca di liquidità per far fronte – si pensava – alle immediate esigenze della società.

Dubbi non ancora sciolti a qualche giorno di distanza, e dei fantomatici investitori australiani nulla si conosce, se non che portano lo stesso cognome del presidente del sodalizio amaranto.

Ora, al di là del semplice fatto che appare impensabile che qualsivoglia persona (anche se residente nell’altro emisfero del pianeta) possa solo immaginare di dare il proprio denaro ad un uomo che ha portato al dissesto la società dallo stesso gestita, si può anche arrivare ad immaginare che taluno possa improvvisamente impazzire per un colpo di sole (in Australia, si sa, è facile che ciò possa accadere) o rimanga folgorato sulla via di Damasco. Comunque sia, la circostanza appare sospetta, posto che il nostro, improvvisamente, prende l’aereo e vola in Australia per accordarsi con i nuovi possibili soci. Insomma, il nocciolo della questione è far arrivare in Italia quanti più soldi possibili per affrontare il futuro prossimo venturo con animo più leggero. E cosa c’è di meglio di qualcuno che porti il tuo stesso cognome e magari possa essere un lontano parente, che ha fatto la fortuna nel continente australe? Se ciò fosse vero ci si chiede quali benefici, nel medio e lungo termine, potrebbe avere la Reggina Calcio da siffatta soluzione, considerato che tra sconfitte e penalizzazioni di punti la classifica ci indica la strada dei dilettanti.

Verosimilmente si potrebbe anche pensare che si tratti soltanto di un accorgimento volto a prendere ulteriore tempo nel tentativo di cercare risoluzioni, per magari procrastinare le scadenze dei propri debiti, preso atto che i numerosi creditori avanzano con passo spedito e tremendamente incazzati nei confronti della società di via delle Industrie.

Il primo passo l’ha fatto la Unicredit Factoring S.p.A., presentando istanza di fallimento per un credito di poco inferiore al milione di euro dalla stessa vantato nei confronti della Reggina Calcio S.p.A. ed in cui il suo proprietario è costituito fideiussore a garanzia delle obbligazioni. L’udienza, fissata per il prossimo 6 maggio davanti il Tribunale sezione fallimentare di Reggio Calabria, ci dirà quale sarà il futuro della Società amaranto dal punto di vista societario, perché da quello sportivo il destino appare già tracciato.

I tifosi di fede amaranto, ovviamente, sperano venga dichiarato il fallimento per liberarsi del pesante fardello rappresentato dall’attuale proprietà, auspicando che una nuova società possa prenderne il posto acquistando il titolo sportivo. Da parte nostra riteniamo che, almeno in questa tornata, non vi sarà la tanto attesa notizia del fallimento della Reggina Calcio S.p.A., proprio in virtù del viaggio del suo proprietario in Australia, il quale, verosimilmente, ha raggiunto l’obiettivo prefissato di portare liquidità nelle sfondate casse societarie.

Cosa aggiungere ancora? Appare evidente che il precipuo obiettivo del plurisqualificato dirigente non sia la salvezza della squadra ma quello di riuscire a sottrarsi da un provvedimento dichiarativo lo stato di fallimento della società da lui gestita. Proprio come nel passato, più o meno recente, allorquando però l’obiettivo era l’utile di esercizio piuttosto che il fine ultimo che lo statuto societario delibera: il risultato sportivo.

 

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