Gli australiani compreranno la Reggina. Debiti compresi. | InAmaranto.it
Calcio

Tutto il calcio professionistico. Serie A, Serie B, Lega Pro

Basket

Il Basket è da sempre uno sport molto seguito a Reggio Calabria

L'Editoriale

Il commento di In Amaranto alla stagione della Reggina

Notizie

Notizie sugli sport minori e dalle società calabresi

Reggina

News e curiosità sulla Reggina nell'anno del centenario

Home » L'Editoriale

Gli australiani compreranno la Reggina. Debiti compresi.

Inserito da on 27 aprile 2015 – 19:13No Comment |

La cessione della Reggina è cosa fatta, questo il succo delle parole del presidente Foti.

Presidente che, nel corso della lunga conferenza stampa, comunica alcuni dei dettagli dell’accordo in essere con il gruppo australiano, che dovrebbe rilevare la società di via delle industrie.

Il condizionale è d’obbligo, soprattutto quando si parla di cifre non indifferenti come sono i circa due milioni e mezzo di euro, necessari per acquisire il pacchetto di maggioranza della Reggina Calcio, e come è dovuto quando alle parole non segue un comunicato ufficiale. Ricordiamo anche che con l’acquisto della Reggina Calcio, gli imprenditori australiani, andrebbero ad acquisire anche il cospicuo debito che la stessa ha nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Parliamo di 510 mila euro l’anno per 15 anni solo nei confronti dell’AdE.

Che la trattativa sia ad un punto avanzato è chiaro, e nessuno può dubitarne, nemmeno i più diffidenti nell’operato del presidente. Foti ha condotto una trattativa per salvare la società, e sé stesso, dal fallimento. L’accordo tra le parti prevede il rilancio del marchio Reggina, e uno sviluppo ulteriore delle attività della società. Ma allo stato attuale si tratta di semplici parole, e nessuna cifra è ancora transitata dalle casse degli australiani, alle casse della società.

Con la chiusura positiva della trattativa, la società potrebbe terminare la stagione corrente onorando tutti gli impegni economici. Resta qualche dubbio sul piano sportivo. Il presidente Foti ha detto che la retrocessione nei dilettanti non dovrebbe costituire ostacolo alla vendita delle quote di maggioranza del club, e che anzi, i nuovi soci, avrebbero chiesto allo stesso Foti la redazione di un business plan triennale. Questo business plan dovrebbe prevedere un investimento di 10 milioni nei tre anni per sostenere il parco giocatori e dovrebbe garantire la promozione della squadra almeno in Serie B.

Di ostacolo alla trattativa potrebbe essere l’udienza in programma il prossimo 6 maggio, presso il Tribunale di Reggio Calabria, sezione Fallimentare, dove la Reggina dovrebbe riuscire a evitare il fallimento, chiesto dalla Banca Unicredit. Un altro dubbio, da non sottovalutare, riguarda la possibilità degli imprenditori, di rilevare la società dopo un eventuale fallimento, risparmiando gli oltre 7 milioni e mezzo in 15 anni, di debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.

Il presidente Foti, ha rilevato la società, insieme ad altri imprenditori, nel 1986. Allora la società fu fatta fallire e, per interessamento del sindaco Mallamo, fu trovata la strada che porterà Foti a diventare prima amministratore delegato, poi, dopo la rottura con gli altri componenti della società, il proprietario della Reggina. Oggi la situazione è del tutto analoga, con la differenza fondamentale che la crisi economica non consente al Sindaco di impegnarsi in prima persona della crisi della Reggina.

Lo stadio e la categoria, per bocca del presidente Foti, non sono fondamentali per la conclusione della trattativa. Questo vuol dire che gli imprenditori australiani acquisterebbero la Reggina anche in caso di retrocessione e di impossibilità di costruire il nuovo stadio. Non se ne è parlato, ma la cessione dovrebbe avvenire tramite la sottoscrizione delle nuove azioni da parte dei nuovi soci, oltre all’acquisto di parte delle azioni attualmente in possesso del Presidente Foti. La società dovrebbe essere amministrata da una triade di manager, un direttore generale, un direttore amministrativo e un direttore tecnico. L’attuale presidente non dovrebbe più avere incarichi operativi nella società, mantenendo ovviamente la propria voce nell’assemblea dei soci, per quanto riguarda le quote societarie di proprietà. Si tratterebbe, di fatto, di una uscita di scena di Foti, dopo 29 anni di gestione della Reggina.

Per quanto riguarda l’aspetto legato al nuovo stadio, noi riteniamo che la Reggina faccia bene a pensare ad uno stadio di proprietà. Oggi la proprietà degli impianti rende le società più libere economicamente e assicura un maggiore profitto. Quello che non riteniamo giusto, è la possibilità paventata di demolire il Granillo, perché è un patrimonio della città. Siamo d’accordo in questo con il Sindaco Falcomatà. La Reggina oggi usufruisce di un bene pubblico, che a prescindere dalla Reggina stessa, è, e rimarrà, nella disponibilità del Comune e della collettività, e potrà essere usato anche per altri tipi di manifestazioni.

Leggi anche

Commenta

commenti

Tags: , ,

Vincicasa standard Image Banner 300 x 250