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Reggina, sosteniamo dirigenti e calciatori per avere uomini in campo

Inserito da on 7 ottobre 2015 – 11:41No Comment |

Di Franco Cleopadre. Sembra che su Reggio calcistica, sia calato un’anatema. In poco più di cinque anni, quella che era la Regina del Sud (con una g), si è trasformata in Ente Pubblico di Assistenza e Beneficenza, dove tante formazioni, con minor blasone, attingono per raccogliere punti e morale.

Ha aperto, le danze, l’anno scorso, la Vigor Lamezia, surclassando sia in casa che in trasferta gli amaranto, seguita quest’anno da Aversa, Roccella, Leonfortese, Cavese e poco è mancato, che domenica, anche i ragazzini lametini, uscissero dal Granillo, con la bomboniera. Pensiamo all’anatema (maledizione) non solo per i risultati che tardano a venire, ma anche per gli uomini che sono arrivati a Reggio, specie in attacco, alimentando e deludendo, tante speranze, nel tifo amaranto.

Che dire di Daniele Cacia, che andato via da Reggio con 27 partite e 4 reti, ne ha realizzate 17 a Piacenza l’anno successivo (2010-11), o 11 a Padova (2011-12), o 24 a Verona, tra il 2012- 2014, dando così ragione all’amico giornalista, Gianni Citra, che in trasmissioni televisive si è collocato sempre dalla sua parte. Andrea Cocco nel 2013-14 a Reggio su 18 partite ha realizzato una sola rete e a Vicenza l’anno successivo su 36 partite ha fatto 19 centri, conquistando assieme a Catellani e Granoche, il titolo di capocannoniere della serie B.  L’anno scorso Masini, richiesto a gran voce da Cozza, con la fama di goleador, ha lasciato Reggio, con 32 presenze ed un goal. A chi attribuire la colpa di tanta sfortuna, se non al clima dello Stretto, che non si addice agli attaccanti amaranto ?

L’alternativa è sperare in un domani migliore, dove Arena e Zampaglione potrebbero esplodere da un momento all’altro. Il Tifoso con la T maiuscola, sa che mettere sulla graticola i due, cagiona male non solo a se stesso, ma al futuro amaranto. Lasciamoli ambientare o che si crei fra loro la migliore intesa. Il blasone amaranto, per gli avversari funge da stimolo, mentre per chi ha il compito di difendere quel colore, brucia energie mentali. Abbassiamo l’asticella degli obiettivi e delle attese, allentiamo la pressione su questi ragazzi, esprimiamo nei loro confronti parole di gratitudine per aver accettato la scommessa di venire nell’ASD Reggio Calabria.

L’aver sbandierato ai quattro venti, di mirare in alto, psicologicamente, ha agito da freno sull’autostima della squadra, specie dopo la batosta di Roccella. Facciamo respirare aria pura, specie se da Rende dovessimo uscire non sconfitti, specie per gli under, ovvero ragazzini in formazione,

Predichiamo umiltà, semplicità, salvezza, non sogni di gloria, Formandosi il gruppo, cresceranno il gioco, la cattiveria, l’amalgama, l’imprevedibilità, la concentrazione, il divertimento, il trovarsi a memoria. Tutti, all’atto di sottoscrivere l’abbonamento, sapevamo di partire da zero e si deve all’amore per il calcio di alcuni grandi tifosi, se al calcio a Reggio non è stato già fatto il funerale.

Il calcio è uno sport di gruppo, ed ancora non c’è stato il tempo per formarlo. Lo scrittore e poeta inglese Rudyard Kipling ha scritto che “la forza del lupo è il branco, e la forza del branco è il lupo”. Ad oggi l’ASD Reggio Calabria, ha portato a Reggio i lupi, e noi tutti, mass media e tifo dobbiamo concorrere per formare con pazienza e coraggio il branco. Domenica, l’incornata di Bramucci e la stoccata di Maesano, hanno interrotto il digiuno di vittorie in campionato. e confidiamo che a Rende, pur trovandoci in presenza di una forte difesa, gli amaranto, sospinti anche dai propri tifosi, riescano a proseguire la striscia positiva.

Strutture: Nessun reggino, giornalista o tifoso, avrebbe ipotizzato che Lillo Foti rifiutasse, anche a pagamento, l’uso del Sant’Agata all’ASD Reggio Calabria. È vero che gli affari sono affari, ma non si può prima gridare che la squadra è della città e nel momento della necessità ritornare sui propri passi, per un piatto di lenticchie. NO, caro ex Presidente, sull’attuale posizione in classifica, dell’ASD Reggina, c’è anche il suo zampino e nessun tifoso le potrebbe dare più credito se lei dovesse risorgere dalle ceneri, come l’Araba Fenice.

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