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Reggina: urge una scossa. Vincere o cambiare!

Inserito da on 18 ottobre 2015 – 11:31No Comment |

Di Franco Cleopadre – SIAMO UOMINI O CAPORALI? E’ il titolo di un film di Totò del 1955, in cui Totò si presenta negli studi cinematografici per un film su Napoleone, ed entra invece nella scena di un film su Nerone. Il responsabile per le comparse, viene richiamato ed incolpato di scarsa vigilanza sul lavoro e quando il regista lo rimprovera, questi minaccia Totò di farlo arrestare.

TRASFERENDO I PERSONAGGI NEL CALCIO, il regista potrebbe essere Mimmo Praticò, il responsabile per le comparse, Gabriele Martino e Totò, Ciccio Cozza. A chi attribuire il naufragio di 5 sconfitte e un pareggio su 8 partite, anzi su 7, escludendo Aversa il cui unico responsabile è l’arbitro, il brindisino Stefano Fusco?

AL REGISTA IL MERITO DI AVERE SCELTO DI GIRARE IL FILM, ovvero non far sparire il calcio a Reggio, con sacrificio economico personale e degli altri soci, al responsabile per le comparse, ovvero , Gabriele Martino, il ruolo di modesta incidenza sul lavoro, mentre Totò, lo identifichiamo in Cozza. Facendo, però, un passo indietro e pensando che la nuova Società ha scelto Lui quale allenatore e, anche su segnalazione del sindaco, ha puntato su Gabriele Martino quale direttore generale, e questi ha scelto i calciatori… con il budget a disposizione, bisogna ammettere, che ad oggi il progetto non ha funzionato.

I MERITI O I DEMERITI PER L’ATTUALE PREOCCUPANTE SITUAZIONE, vanno ripartiti tra Martino e Cozza, addebitando ai due o la scelta di calciatori sbagliati o il gioco non rispondente alle caratteristiche degli stessi, o la modesta esperienza di entrambi della categoria.

LA SOCIETÀ, NON SEMBRA POSSA PERMETTERSI UN ALTRO ALLENATORE. E i soldi dove sono? È stata la risposta della dirigenza alla mia considerazione che esprimeva incertezze sull’attuale staff tecnico. Che fare allora, per evitare che la barca imbarchi ancora acqua, con potenziali ripercussioni anche sull’assetto societario? Chiedere a Cozza un passo indietro, potrebbe rappresentare una ipotesi di soluzione, anche perché la squadra che non può allenarsi su un terreno di gioco regolare, subisce un grosso handicap in termini di preparazione, seguito, ove possibile, da una forte accelerazione, per la disponibilità del Sant’Agata e affidando la squadra ad un allenatore esperto della categoria. Probabilmente, tantissime scorie che si sono accumulate nella mente dei ragazzi, verrebbero eliminate, compresi tra questi i ripetuti proclami di vittoria, di squadra di vertice, e toni di successo, ad oggi disattesi. Probabilmente queste spinte psicologiche potrebbero fare bene a una squadra, seconda, terza, in classifica, ma su ragazzi reduci, finora, da insuccessi costanti, probabilmente incidono negativamente sull’autostima e la motivazione.

Il calcio è uno sport, che si pratica prima con la testa e poi con i piedi, e se la testa non funziona a dovere, vengono meno la motivazione, l’impegno, la concentrazione, l’aggressività e l’autostima, la paura di sbagliare incide negativamente su esse. Ad esempio il passaggio, uno dei fondamentali del calcio, apparentemente il più semplice, presenta innumerevoli difficoltà perché per la sua riuscita ci deve essere un connubio tra velocità, precisione della traiettoria e intelligenza tattica, qualità comandate dal cervello che quando non funziona si comporta come la barca alla deriva.

LA SQUADRA, HA BISOGNO DI UNA SCOSSA, che solo un allenatore con carisma e provata esperienza può dare. A Rende ha assistito all’incontro un reggino DOC, cresciuto a pochi metri dal Granillo, che oltre a grinta e capacità ha disputato tra il 93 e il 97 circa 70 partite con la maglia amaranto e da allenatore ha portato nel 2007 il Cosenza ad una doppia promozione, dai dilettanti alla prima divisione e nel 2011 la promozione in serie B con due giornate d’anticipo della Ternana, il che gli è valso la panchina d’oro della prima divisione, senza parlare poi della promozione del Novara l’anno scorso in serie B.

PARLIAMO DI MIMMO TOSCANO. Ma questo nostro sogno rimarrà tale. Al di là dei regolamenti che vieterebbero di allenare per due società nella stessa stagione, sappiamo che le casse sociali non permettono voli pindarici e inoltre il buon Mimmo che dimostrò tutto l’affetto verso Reggio e i Reggini, quando venne due anni fa a giocare con la sua Ternana, forse, non gradirebbe scendere di categoria. Con Lui, potrebbe iniziare un ciclo, ricaricando anche le batterie della tifoseria che si stanno di domenica in domenica scaricando, ma, come dice Modugno in Volare, tutti i sogni nell’alba svaniscono perché, quando tramonta la luna li porta con se…

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