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Praticò: “Via da Reggio? Si può fare”. Ma di migliorare rosa e gioco quando se ne parla?

Inserito da on 21 dicembre 2015 – 16:15No Comment |

Nel corso di una intervista radiofonica, il presidente della ASD Reggio Calabria, che noi continueremo a chiamare Reggina nonostante non sia ancora questo il nome della società, ha rilasciato delle dichiarazioni importanti circa il futuro della società, e ha anche attaccato duramente le istituzioni che, a suo dire, non avrebbero aiutato la compagine che rappresenta, a gestire al meglio il durissimo periodo iniziale.

Il quadrangolare di sabato – Tra le parole più pesanti, vi sono certamente quelle che riguardano la possibilità, più teorica che pratica, a dire il vero, di spostare la squadra ad allenarsi e a giocare fuori città. Un attacco anche rivolto a chi ha consentito che si giocasse un quadrangolare il sabato che ha preceduto la partita di ieri, rendendo ancora più difficile il terreno di gioco: “Ben venga la beneficenza e va lodata, a maggior ragione se ad organizzarla sono degli amici. Ma bastava guardare il calendario per capire che sarebbe stato meglio farlo lunedì, dato che spendiamo tanti soldi per riportare ad una minima normalità il terreno di gioco”. Queste le parole di Praticò a riguardo. Noi ci sentiamo di condividere in astratto la presa di posizione del primo dirigente amaranto, ma non crediamo che la partita giocata sabato abbia peggiorato il terreno di gioco più di quanto non stia facendo la (Scarsa? Sbagliata?) manutenzione che viene fatta. E non possiamo non ricordare che a Reggio esistono altri campi in erba e che abbiamo avuto modo di verificare direttamente  come un campo in condizioni pietose nel mese di agosto/settembre, divenisse poi perfettamente agibile per il successivo campionato calcistico. Parliamo del campo di Ravagnese, in gestione negli anni scorsi all’Hinterreggio, che rilevandolo nel mese di agosto, riusciva a renderlo praticabile in pochissimo tempo. Perché la Reggina non riesce a fare altrettanto al Granillo? Dipende dalle condizioni ereditate in precedenza? Perché non si limitano le partite e gli allenamenti infrasettimanali allo stretto necessario, allenandosi in qualche altro campo? Non esiste solo il Sant’Agata in città.

Il nodo S.Agata – Proprio sul Sant’Agata il presidente Praticò lancia una stoccata al suo predecessore Foti e alle istituzioni politiche cittadine e provinciali: “Sul S.Agata bisognava muoversi prima quando c’erano i margini etici per prendere dei provvedimenti. Mi  sento di pensare che adesso tutte le rate vengono saldate nelle scadenze giuste, a differenza di quanto non accadesse prima”. Chiaramente Foti non ha voluto concedere alla nuova società di poter usare il suo centro sportivo. Lo sta facendo per motivi che non sono chiari a nessuno, e francamente non si capisce come mai questa presa di posizione così netta nei confronti di chi, almeno da ciò che si sa, ha provato ad aiutarlo nell’iscrizione al campionato della Reggina Calcio. Forse il dichiarare con forza che Foti si sarebbe dovuto fare da parte ha indispettito il presidente, ma questo era uno dei requisiti che i tifosi chiedevano a gran voce per contribuire alla causa. In ogni caso dalla nuova società ci aspetteremmo meno chiacchiere e più soluzioni utili a migliorare il precario gioco espresso dalla squadra in campo. E pensiamo che il terreno di gioco non incida troppo nelle prestazioni.

Portare la squadra fuori città – Qui una frase che non comprendiamo:“Non voglio essere frainteso. Diciamo grazie ai 3500 tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento, se loro dovessero essere d’accordo siamo pronti a portare la squadra a giocare ed allenarsi altrove. Siamo pronti al confronto, dato che qui siamo stati abbandonati”. Se il presidente si riferisce alla possibilità di fare allenare la squadra lontano dal Granillo e dalla città, non vediamo nessun problema e non comprendiamo come questo possa essere osteggiato dai tifosi, che ormai non seguono più numerosi la squadra negli allenamenti che già in passato si sono svolti fuori città. Se invece il presidente volesse spostare anche la sede del campo di gioco lontano dal Granillo, beh, ci pare che questo francamente non sia una cosa nemmeno ipotizzabile per una squadra che rappresenta la città. Piuttosto si lavori per migliorare il manto erboso del campo del Granillo. Ci si confronti con i giardinieri e si prendano i dovuti provvedimenti. La società ha detto di aver investito molto in questo, ma perché non si riesce a migliorare nemmeno di un po’ il campo anzi, assistiamo ad un peggioramento del terreno di gioco domenica dopo domenica? Durante la settimana, chi utilizza il campo per giocare ed allenarsi oltre la prima squadra?

Il gioco della squadra – La squadra non esprime un buon gioco. Lo dicono praticamente tutti: i commentatori, i tifosi, i dirigenti della squadra, il mister e anche qualche giocatore. Quello che nessuno fa, soprattutto chi di competenza, è trovare le soluzioni affinché il gioco migliori e con esso i risultati. La squadra difende bene e prende pochi gol. De Bode si sta dimostrando un buon elemento, capace di dare la giusta coordinazione al reparto difensivo e all’occorrenza si propone in avanti realizzando spesso e volentieri dei gol decisivi (perché ieri nel finale di gara non è salito per raccogliere i cross dei compagni?). Ieri la piacevole scoperta di Baccillieri, che, pur con qualche apprensione dovuta più all’inesperienza e alla tensione dell’esordio che a dei limiti tecnici, ha retto bene l’impatto con i bravi attaccanti avversari. Il centrocampo gira bene, Roselli è da tempo il vero leader della mediana e insieme a lui i compagni di reparto fanno un buon filtro a protezione della porta. Il vero tallone d’Achille è l’attacco. Gli schemi di Cozza prevedono il largo uso del lancio al centravanti che dovrebbe allargare il gioco verso i due compagni di reparto. Ma cosa fare se manca la figura adatta a ricevere dei lanci dalle retrovie? La logica vorrebbe che si cambiasse il modo di giocare, avanzando palla a terra e provando a saltare l’uomo per creare superiorità numerica. Niente di tutto questo viene provato dalla Reggina che anche ieri, in assenza di Tiboni che starà fuori per oltre un mese, ha continuato a giocare con i lanci lunghi. Ma né Zampaglione né Oggiano possono garantire la stessa fisicità dell’assente Tiboni. Foderaro, che è più prestante fisicamente, non appare adatto a far salire la squadra, prediligendo il gioco con palla a terra. Quindi le soluzioni possibili sono due: la prima, sarebbe quella di trovare un vice Tiboni, in grado di sostituirlo in caso di assenza o di farlo fiatare anche in seguito, la seconda, anch’essa praticabile, quella di cambiare il modo di giocare della squadra, tenendo il pallone a terra e avanzando coralmente.

Reggina-Due Torri (Il pessimo stato del terreno di gioco)

Reggina-Due Torri (Il pessimo stato del terreno di gioco. Clicca per ingrandire.)

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