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Bernini a InAmaranto: “Foti può dare coraggio. Per salvarsi deve scattare la molla”

Inserito da on 24 marzo 2014 – 13:33No Comment |

Andrea Bernini con la maglia della RegginaCuore ed umiltà. Le caratteristiche che hanno portato Andrea Bernini a giocare in Serie A, sono quelle tipiche del calciatore proveniente dalla gavetta, costretto ad impolverarsi prima di poter indossare l’abito da sera. La doppietta in un Reggina-Parma del 2001, contro Buffon, Thuram e Cannavaro, rivelò anche le doti tecniche di questo cursore preso dal Montevarchi, e che nei primi due anni di A degli amaranto ha scritto le pagine più belle della propria carriera.

Bernini ha cominciato in questa stagione ad allenare, ed è alla guida del Figline in Eccellenza. Presente sabato in tribuna per assistere ad Empoli-Reggina, l’ex centrocampista ha fornito ad InAmaranto il proprio parere sulla gara e sul momento dei calabresi.

Sul match del Castellani, Bernini si esprime sia da allenatore che da ex calciatore: “Quest’anno avevo visto la Reggina solo in tv, in gare contraddistinte da ottime prestazioni. Ad Empoli ha sbagliato l’approccio alla partita. Non è che non abbia lottato, ma la superiorità di palleggio dei toscani si è notata da subito. La Reggina ha atteso troppo, contro un avversario dotato di giocatori importanti. Hanno preso tre gol su palla inattiva. Lo stato d’animo dei calciatori non deve essere dei migliori. Poi si è fatta difficile, dopo il 2-0”.

Foti ha fatto la spola tra tribuna e panchina: “Lui è la prima persona che sta male. La squadra è in difficoltà, sta lottando per ottenere questa salvezza. Foti in panchina può dare coraggio. Recuperare dal 4-0 sarebbe stato difficile, ma il segnale suo era questo. Lo conosco bene, ama la Reggina e ci mette anima e cuore – sottolinea Bernini – Ha fatto di tutto per questa società, c’è l’obbligo di provarci fino alla fine per raggiungere almeno i playout. In tribuna l’ho solo visto da lontano, non sono riuscito a salutarlo”.

Nel campionato 2000-01, Bernini fece parte di quella Reggina che si riprese nella parte finale della Serie A dopo un girone e mezzo disastroso, ma retrocessa poi allo spareggio: “Ci siamo guardati in faccia come se non ci fosse più niente da perdere, ed è scattata la molla. Abbiamo iniziato a giocare, tirando fuori ottime prestazioni in un girone di ritorno eccezionale. Solo nei minuti finali dello spareggio, abbiamo visto sfumare quello che sarebbe stato un sogno. A metà campionato, nessuno ci avrebbe mai creduto. Non abbiamo mollato, pensando al traguardo da raggiungere, ed è maturato entusiasmo. Questo deve scattare nella testa dei calciatori: non permettere condanne anticipate, e provarci sempre. La maglia va onorata fino alla fine, e stavamo per salvare la Reggina. Fu una grossa delusione, ma siamo usciti dalla Serie A tra gli applausi di 30 mila persone. Riconquistare la categoria dopo un solo anno, ha rappresentato il giusto premio”.

Le prime partite della Reggina in massima serie, coincidono con l’esordio di Bernini: “L’esordio ad agosto con la Juventus ed i ricordi del primo anno, sono stupendi. Nelle prime quattro partite abbiamo fatto 8 punti, eravamo terzi. Poi la retrocessione dell’anno successivo, a livello personale, la ricordo per la mia doppietta al Parma: quella vittoria ci permise di rimanere agganciati alle dirette concorrenti, e segnare due gol al Parma di Buffon, Cannavaro e Thuram per me rappresenta uno dei miei giorni più belli”.

Adesso, Bernini ha davanti a sé una carriera da allenatore: “L’esperienza da allenatore del Figline è positiva. Adesso sono dall’altra parte, e mi rendo conto di quel che dicevano i mister a noi giocatori. Farò il corso di seconda categoria. Gli allenatori che ho avuto, mi hanno trasmesso dei concetti. Mi sono trovato bene con Colomba, ma Colantuono e Novellino mi hanno lasciato qualcosa di importante per carattere e metodologia. Anche Cagni e Gigi Simoni, che ho avuto a Napoli con Fulvio Pea come secondo, sono persone eccezionali. Cerco di rubare da tutti, ognuno ha le sue caratteristiche: c’è chi è bravo sulla fase difensiva, oppure è un ottimo psicologo”.

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