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Sottil a InAmaranto: “La Reggina? Ho delle trattative, sto valutando”

Inserito da on 9 maggio 2014 – 20:04No Comment |
Lillo Foti in conferenza stampa

Lillo Foti in conferenza stampa

Inizia il valzer. Anche quest’anno sarà probabile assistere ad una ridda di nomi, prima che la Reggina scelga a quale allenatore affidarsi per la stagione a venire. Con una retrocessione ormai certa in C ed un Diego Zanin la cui riconferma non è impossibile, inizia già a circolare qualche nome, tra cui quello di Andrea Sottil.

L’ex difensore amaranto, dopo le esperienze sulle panchine di Siracusa, Gubbio e Cuneo, torna ad essere accostato alla Reggina a distanza di due anni, quando fu attenzionato prima che si virasse su Davide Dionigi. In questa intervista concessa a InAmaranto, Sottil non nega i contatti col patron Lillo Foti ed avanza di fatto la propria candidatura.

Mister Sottil, com’è stata l’ultima esperienza al Cuneo?

“Un esonero inaspettato, ma l’esperienza è buona. Ho lasciato la squadra a tre punti dalla zona diretta, ottenendo sei risultati utili consecutivi. Ho perso una partita contro la Torres su autogol, in 10 contro 11, e la società ha deciso di cambiare. I ragazzi non se l’aspettavano, stavamo facendo un buon lavoro. Con l’aggiunta di qualche rinforzo, preso poi dopo il mio esonero, si poteva raggiungere l’obiettivo. Ho avuto a disposizione Catanese e Maimone, ragazzi interessanti ma bisognosi di esperienza per diventare maturi. Devono togliersi la Primavera di dosso”.

Si è rimesso in discussione in Seconda Divisione, dopo aver allenato Siracusa e Gubbio. Ormai si può definire un esperto della Serie C?

“A Siracusa avremmo vinto il campionato senza la penalizzazione, saremmo finiti davanti allo Spezia. Peccato, per quelli che sono stati gli sforzi profusi. Andare in B sarebbe stato bellissimo per me, al primo anno da allenatore. A Gubbio abbiamo raggiunto il settimo posto, conquistando la Tim Cup. La scelta di Cuneo è stata dettata dalla presenza di Fabio Artico, che ha iniziato quest’anno a fare il direttore sportivo. Volevo stare un po’ fermo, ma ho intravisto le possibilità per far bene. Il giovane presidente non fa mancare niente a staff e giocatori. Peccato per l’esonero, avremmo chiuso bene anche quest’annata. Ho fatto due anni nel girone meridionale della C1, conosco bene la categoria ed i suoi requisiti. Se non li si sposa bene, si incontrano difficoltà anche in piazze blasonate. Sono alla ricerca di un progetto in una società solida, dalla quale poter ripartire per esprimere le mie idee di calcio. A bilancio, sono più le cose positive di quelle negative. Rispetto i colleghi, ma non ho visto miglioramenti a Cuneo da chi mi ha sostituito, dopo i rinforzi importanti presi a gennaio. Cercherò di mettere passione e determinazione, per fare strada in questo mestiere. Attendo proposte”.

La Reggina viene da anni di difficoltà tecniche ed ora anche economiche, che frutteranno una penalizzazione. Come deve attrezzarsi per affrontare la C?

“Ho letto il mio nome accostato alla panchina della Reggina. Ci ho giocato per un anno, conosco la passione dei tifosi e del presidente. Purtroppo è in Lega Pro, ma la panchina amaranto è importante. Foti è navigato, vuole bene alla città ed alla squadra. Partirà con un progetto importante, anche se la Lega Pro è un altro mondo. Con l’unificazione dei gironi, diventerà una B2. Ci saranno grandi piazze, il girone meridionale sarà combattuto. Servono giocatori che abbiano il vestito della Lega Pro. Non sempre si vince coi nomi. I giovani devono essere già pronti, e bisogna saperli gestire. Uscendo dalla Primavera, non sempre si è pronti per giocare titolari. I giovani devono essere adatti alla piazza, il Granillo ha una storia fatta di passione e pressione. Nel puzzle, i calciatori esperti vanno inseriti in base alle possibilità della società. Prima degli investimenti, vanno viste le risorse umane ed i principi di gioco che si vogliono mettere in campo. Quella della Reggina è una panchina ambita, per me sarebbe un’ottima possibilità per ripartire”.

Ci conferma che due anni fa è stato in ballottaggio con Dionigi?

“Con Lillo Foti ci siamo sentiti anche quest’anno per Catanese e Maimone, abbiamo parlato delle loro caratteristiche. C’è stima tra noi due, come calciatore mi sono comportato in maniera trasparente. C’erano delle voci, sì. Poi ognuno fa delle scelte, ed i contatti un po’ si perdono. I presidenti ed i direttori sportivi seguono gli allenatori giovani. Reggio è una piazza in cui, se porti entusiasmo, hai sempre il dodicesimo uomo in campo. Per un calciatore stesso, specie se giovane, uno stadio di tale tradizione è stimolante”.

Le voci degli ultimi giorni sono fondate?

“Ho letto. Sicuramente sto facendo delle valutazioni, ho delle trattative. I playoff devono ancora disputarsi. Vedremo che sviluppi ci saranno in questi giorni. Se la Reggina dovesse chiamarmi, andrei sicuramente ad esporre le mie idee di calcio. La piazza è importante, senza nulla togliere alle altre”.

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