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Reggina-Benevento, Foti: “Non andrà via nessuno. Con Di Michele abbiamo rescisso”.

Inserito da on 29 novembre 2014 – 22:40No Comment |

Unico a presentarsi in sala stampa, al termine di un’altra serata disastrosa, il presidente della Reggina Lillo Foti, non si sottrae alle domande dei giornalisti, al termine di una serata che definire un incubo è un gesto gentile: “Dico subito che sono qui a commentare l’ennesima prestazione negativa della mia squadra. Mi assumo ogni tipo di responsabilità”.

“Ho sempre sostenuto che la Reggina non mi appartiene – continua il presidente – io sono al servizio della società a cui devo dire grazie per quello che mi ha dato. Forse il mio impegno non è stato pari a quello che la Reggina mi ha dato. Capisco l’amarezza dei tifosi, non accetto determinate espressioni di condanna. È molto facile aggregarsi nella disfatta, non c’è quasi nessuno che invece è disponibile nei momenti di difficoltà ad accostarsi alla società. Sento chiacchiere senza conoscenza dei fatti: già a luglio abbiamo fatto cose importanti per mantenere in piedi la squadra. Prima una azienda, e poi una squadra, che permette a tanti giovani di fare un percorso professionale.
Stiamo cercando di dare forza a questa società. Chiedo scusa a tutti”.

“C’è la serenità di una persona che ne ha viste tante nel calcio. Sono pronto a qualsiasi tipo di domanda. Ho le risposte, o penso di averle, per tutti quanti”.

“Non siamo una squadra che non esiste più. Oggi mancavamo di tante pedine importanti. La Reggina è una squadra che ha un pizzico di paura. Hanno bisogno di sorridere un po’, sono giovani e noi li pressiamo troppo. Bisogna lavorare, io non conosco altre strategie”.

“I miei errori? Stiamo vivendo un momento difficile di questa società. Alla Reggina non è stato dato niente, mentre la Reggina ha dato, a tanti, moneta contante. Oggi invece la Reggina è sola. A luglio la Reggina è rimasta in piedi grazie ai rapporti personali di Lillo Foti. E la Reggina nel tempo ha gratificato tutti, compreso Lillo Foti. E oggi a questa società non viene riconosciuto nulla”.

“Ho fatto un aumento di capitale, ho sempre detto che la Reggina non mi appartiene. Non ho questo senso di possesso. Il sentimento del possesso non mi appartiene. Non mi appartiene nemmeno la mia famiglia con l’affetto che mi da. Oggi le mie figlie erano accanto a me. Ricordo nel 1991, 10 mila persone che ballavano contro Lillo Foti. Poi quella stessa Reggina ha consentito a tutti di ballare a San Siro. Oggi vedo che ognuno si coltiva il proprio orticello, e la radio perché guadagna i 2000 euro, e la televisione.. guardate che la Reggina oggi è da sola”.

“Stimolate i calciatori. Dovete sostenere i giovani! – il presidente si infervora – I giocatori possono commettere degli errori, ma devono essere sostenuti. Senza leggere sui giornali critiche e altro. Lasciatele fare a chi viene da fuori, non chi vive l’ambiente”.

“Questa squadra è buona! E si salva. Fa degli errori, come ad esempio il primo gol, che è stato un regalo. Ad Armellino ho detto: “Armi, amico mio, siete presuntuosi, superficiali, non si può prendere un gol in quella maniera. Dovete lavorare. Non pensate che scappando risolvete qualcosa, anche perché non vi faccio scappare”. E Lillo Foti può guardare in faccia a tutti. E nessuno va via da Reggio, perché non faccio andare via nessuno”.

“Uno dei problemi di questa società, è che ci sentiamo tutti da Serie A, e nel momento che tocchi la Serie C è dura. Oggi noi siamo primi a creare una le notizie. Siete voi i primi a promettere un voto in pagella in più in cambio di una notizia. Pensate che al S. Agata ci sia qualcosa di chissà ché. Entrate al S. Agata con me! Non vi fermate a vederla da fuori… Il cancello non è chiuso (a parte le porte chiuse, ndr). C’è gente che viene solo per il male della Reggina, solo per poter buttare fango sulla Reggina scrivendo su qualche sito. Tanto per dire quello che penso. A 64 anni posso permettermelo”.

“Credo che questa squadra abbia bisogno di 3/4 ritocchi. La volontà da parte mia, fermo restando che nessuno va via ,e questo è un dato certo, e che questa squadra possa dimostrare con un pizzico di fiducia e qualche episodio fortunato il proprio valore. Riguardo lo staff tecnico farò delle valutazioni tra stasera e domani. Fermo restando che ho fiducia in questa guida tecnica, farò delle valutazioni per non essere né presuntuoso né arrogante”.

“Riguardo i giocatori, dico che: I giovani sono un problema, gli anziani sono qualcosa di peggio, perché non vogliono dare la loro esperienza ai giovani. Nel tempo ho dato fiducia a chi non la merita. Per quanto riguarda Giacchetta e Di Michele: Giacchetta ha il ruolo di occuparsi di ricerca di materiale umano e di sottoporlo alla società (l’osservatore, ndr). Per quanto riguarda Di Michele, abbiamo avuto un colloquio, e mi ha comunicato la sua intenzione di rescindere il contratto. Ci incontreremo lunedì, perché mi devo sottoporre ad un intervento, pregate per me – sorride -e quindi c’è da risolvere l’aspetto burocratico ed economico della vicenda. Si, in effetti lui andrà via. Resta chi dico io. Camilleri? Doveva essere tra i 18, ma ha avuto un piccolo fastidio nel finire dell’allenamento e non è stato convocato”.

“Il direttore sportivo della Reggina? Negli ultimi anni le scelte sono state fatte rispettando le conoscenze personali. Masini e Crescenzi lo sapete, altri mi sono stati consigliati e li abbiamo visionati, Aquino ad esempio. Credo che la Reggina non ha altre risorse oltre il suo lavoro. Chiaramente la società avrebbe bisogno di tanto supporto in più, perché ha tanto materiale umano, in cui io credo, e non ho il paraocchi”.

“Penalizzazioni, spogliatoio e gruppo: Sulle penalizzazioni, ieri non si è discussa quella sul ritardo nell’iscrizione a Roma che è stata rinviata grazie alla professionalità dell’avvocato Panuccio, E grazie alle cose che diremo, dovremmo uscire fuori dalla penalizzazione dei 4 punti. Io credo che i 4 punti debbano essere restituiti perché la Reggina li ha conquistati sul campo. Nello spogliatoio, con lo scontro accaduto a Ischia, credo siano cose che possono accadere, frutto di tensione accumulata in campo, con qualcuno troppo permaloso, che ha fatto degenerare a cose non troppo simpatiche. Comunque nello spogliatoio non accade nulla di fuori dal comune. Lo spogliatoio è poco cementato, ma l’unico cemento sono le vittorie. Per esempio di gente che si odiava: Onorato e Lunerti si odiavano, ma le vittorie erano il miglior cemento. Maita ha portato un certificato di 7 giorni, Condemi è fuori per scelta tecnica. Il certificato non è del nostro medico sociale, ma è stato portato dall’esterno”.

La Reggina è una squadra viva, secondo le parole del presidente. ma qualcuno dovrebbe dirlo ai giocatori, dato che in campo non sembrano accorgersene. Oggi abbiamo assistito ad una prestazione davvero penosa. I calciatori non hanno mai raggiunto per primi il pallone, e i tifosi, che hanno contestato duramente squadra e presidente,hanno anche chiesto ad Armellino, nel corso della partita, di togliersi la fascia di capitano.

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