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La Lettera: “Una sciarpa ed un ricordo”, di Franco Cleopadre

Inserito da on 23 ottobre 2014 – 15:50No Comment |

Era il 26 Agosto del 2001 e quel giorno iniziava per la Reggina ad Ancona il campionato di serie B 2001/2002. Gli amaranto erano reduci dalla retrocessione in serie cadetta, dopo lo spareggio con il Verona.

La squadra, guidata da Franco Colomba, aveva mantenuto in organico diversi elementi di qualità come Vargas, Jiranek, Franceschini, Mozart, Cozza, Mamede, Dionigi e Savoldi, oltre ai sempre più brillanti Giovannino Morabito ed Emanuele Belardi. Io ero in vacanza a Riccione e mio figlio Davide, ingegnere informatico al CNR, aveva conosciuto a Milano il super tifoso amaranto Salvatore Condemi.

Salvatore convinse Davide a partecipare alla trasferta di Ancona e Davide invitò me a unirmi a loro. C’incontrammo in treno a Riccione, dove avvennero le presentazioni. Lungo il viaggio parlammo di Reggio e di Reggina. Nel corso della conversazione Salvatore mi regalò la sciarpa del suo Forza Reggina Club Elvy Pianca Milano 1300 km d’orgoglio, che ho sempre custodito con cura e affetto. Alla stazione di Ancona ci separammo, anche perché ci eravamo uniti a circa 500 tifosi amaranto. Dalla stazione, pullmans dell’azienda municipale, ci condussero allo stadio e certamente non fu un bel gesto da parte di qualche tifoso, probabilmente su di giri, battere la palma della mano, contro i vetri dell’autobus e imprecare contro l’Ancona. L’amica e collega, Pinarba Manganaro, ritenendo eccessive le inventive, urlò: “Smettetela, perché faccio parte del club e quando ritorneremo a Reggio riferirò tutto!”. L’invito ebbe l’effetto sperato e anche il volto rabbuiato dell’autista si rasserenò. La partita la perdemmo con goal di Russo al 16′, ma a fine campionato la Reggina si classificò terza con 68 punti, ottenendo la promozione in serie A, con una giornata d’anticipo (dopo il pareggio di Napoli del 28 Aprile 2002, davanti a 70 mila spettatori e con goal dell’amaranto Savoldi e dell’azzurro Vidigal).

Ci siamo ritrovati con l’amico Salvatore Condemi su facebook e constato, quotidianamente, che pur vivendo, oggi a Latina, il suo amore per Reggio e la sua Reggina non è assolutamente mutato. Buon sangue, non mente, non è solo il titolo di un film muto del 1916, ma il credo di tanti altri riggitani, costretti ad abbandonare la terra madre per motivi di lavoro, anche se in essa hanno lasciato le radici e il cuore.

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