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Reggina, l’Empoli non è inaffondabile

Inserito da on 10 ottobre 2013 – 15:06No Comment |

DiMicheleTre sconfitte consecutive, un punto nelle ultime cinque partite, eppure per la Reggina c’è l’occasione per rialzarsi. Al Granillo arriva la seconda della classe, che vanta ben 10 punti in più accumulati in sole 8 giornate. L’Empoli è una squadra che sta sfruttando la scia della passata stagione, quando i ragazzi di Maurizio Sarri sono riusciti a giocarsi i play-off nonostante una partenza a passo di lumaca. Per alcuni tratti dello scorso torneo, i toscani sono sembrati la miglior squadra della Serie B.

La cessione di Saponara non ha provocato grossi scompensi, dato che Verdi e Pucciarelli (dovrebbero essere entrambi disponibili sabato) si sono alternati nel dare qualità dietro le punte. Tuttavia, nelle ultime due partite l’Empoli è apparso in difficoltà. Meritata la sconfitta ad Avellino, mentre nell’ultimo turno interno non sono mancati gli imbarazzi contro il Modena. Un integralista del 4-4-2 come Novellino, è riuscito col 3-5-2 a creare grossi problemi a Sarri. Sullo 0-0 Mazzarani ha colpito un palo, il 2-1 finale è un risultato abbastanza bugiardo.

L’Empoli è tra le poche squadre della B a sfruttare la presenza sia di un regista che di un fantasista in zona centrale, grazie al modulo 4-3-1-2. Una soluzione che costringe gli avversari a tenere gli occhi spalancati, perché in qualsiasi momento può verificarsi l’apertura o l’imbucata verso Tavano o Maccarone, abili a muoversi negli spazi. Proprio una combinazione tra i due attaccanti, su palla persa dal Modena in fase di uscita, ha consentito di sbloccare il risultato nell’ultimo match.

In fase difensiva, la Reggina dovrà trovare la maniera di bloccare il centrocampo toscano, senza però privarsi di quegli elementi in grado di far ripartire l’azione. Le difficoltà degli amaranto sono complessive, e nessuno crede più alla favoletta che il gioco c’è ma mancano solo i risultati. Se non si riesce mai a segnare, dovrà pur esserci un motivo attribuibile all’aspetto tattico anziché alla dea bendata.

Il teorico miglior realizzatore della squadra, ovvero David Di Michele, va sfruttato per quelle che sono le sue caratteristiche. Ovvero, deve agire centralmente da seconda punta, con un ariete capace di aprirgli gli spazi. Schierarlo centravanti è un esperimento già fallito in passato. Da attaccante esterno, invece, l’inseguimento al terzino di turno lo costringe a sfiancarsi e partire defilato troppo spesso. Sulle distanze chilometriche tra i reparti, invece, è già stato posto l’accento da più parti quindi c’è poco da aggiungere.

Ce l’abbiamo fatta, per cinque capoversi, a parlare solamente di calcio. Non capiamo chi o cosa tenga ancora Gianluca Atzori sulla panchina della Reggina, continuiamo ad augurarci una vittoria sabato sera pur sapendo che sarebbe utile solo a nascondere la polvere sotto il tappeto. Rimangiarsi la scelta estiva non dev’essere semplice per il presidente Foti, specie nell’anno del centenario. Ma l’impressione è che si stia perdendo solo tempo.

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