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Reggina: Via Benassi, spazio a Zandrini. Ma che succede al S. Agata?

Inserito da on 16 dicembre 2013 – 17:27No Comment |
Massimiliano Benassi

Massimiliano Benassi (foto regginacalcio.com)

Quello che è accaduto a via delle Industrie ha dell’incredibile. Dopo la sconfitta di venerdì sera, la Reggina da il benservito al proprio portiere, che oggi non ha partecipato all’allenamento e lascia il centro sportivo con i propri effetti personali.

Adesso la decisione sulle sorti del portiere saranno decise dal Lecce, che dovrà trovare un’accordo con la Reggina che lasci tutti quanto meno poco scontenti.

La voce di un possibile allontanamento di Benassi hanno cominciato a circolare dalla giornata di sabato, ma erano voci non verificabili, anche se non prive di fondamento.

Quello che lascia sconcertati sono i modi e i tempi in cui questo accade, con la Reggina che si ritrova, all’indomani di una sonora sconfitta casalinga contro una pretendente alla promozione, al centro sportivo dove la squadra si allena senza il proprio portiere. O almeno senza quello che fino a pochi minuti prima è stato il portiere titolare. A memoria non ricordiamo casi in cui un portiere, dopo una papera sia andato oltre a qualche settimana di panchina, mentre qui si parla come minimo di finire fuori rosa, segno evidente che il clima nello spogliatoio, al di là della vicenda portiere non è dei migliori. Viene da chiedersi chi sarà il prossimo.

È anche paradossale come ad ogni sconfitta si provi sempre a trovare il colpevole, o forse sarebbe più giusto chiamarlo capro espiatorio, al quale addossare le colpe delle ripetute sconfitte. Rimbombano infatti nelle orecchie le dichiarazioni dei protagonisti, che pur premettendo che non piace giudicare i singoli dopo una sconfitta, poi non lesinano a rimarcare gli errori di questo o di quel giocatore. Dimenticando poi che essendo il calcio un gioco di squadra, le prestazioni dei singoli sono  influenzate dal gruppo, più di quanto una prestazione globale possa essere inficiata dagli errori di un singolo giocatore. Si badi, parliamo di prestazione, non del risultato.

Un piccolo esempio di quello che vogliamo dire, per essere più espliciti. Venerdì sera, abbiamo preso un gol clamoroso su un errore incredibile del portiere. Ma Rosseti è stato libero di avanzare, raccogliere il passaggio del compagno, avanzare a sua volta e poi calciare a rete, senza che nessuno della Reggina chiudesse efficacemente il tiro, a causa delle marcature saltate per via dell’ultimo passaggio. Ma già in precedenza, per ben 3 volte il Siena si era facilmente presentato alla conclusione in porta dalla distanza, o al cross, senza che nessuno riuscisse a frapporsi tra il pallone e la conclusione verso la porta. In una di queste occasioni addirittura Benassi è stato decisivo salvando una certa autorete di Ipsa. In queste condizioni, appare del tutto evidente che lasciando calciare l’avversario verso la porta, prima o poi il gol lo prendi. Perché la Reggina, quando gli avversari avanzano, arretra pericolosamente il proprio baricentro? Perché la linea dei centrocampisti si schiaccia sulla linea dei difensori, lasciando campo libero per avanzare agli attaccanti avversari? Perché nessuno va a pressare sul portatore di palla rendendo difficile l’ultimo passaggio ai compagni? Viceversa, sempre nell’ultima partita persa, la Reggina ha calciato diverse volte in porta, ma sempre, sia i tiri che i cross in area, sono stati sporcati da deviazioni dei difensori che ne hanno neutralizzato la pericolosità. Inoltre la Reggina non rende mai semplice al portatore di palla il passaggio. Non vediamo quei movimenti a liberarsi che servono a mettere l’uomo in condizione di poter attaccare facilmente o che possono dare il via ad azioni pericolose. Queste sono carenze dal punto di vista tecnico e tattico che non possono certamente essere addebitate al portiere, che poi compie l’errore clamoroso su un tiro in apparenza semplice da fuori area.

Adesso si cambia. La decisione di sostituire il portiere è stata presa, da chi non si sa, ma tutto fa pensare che il portiere non sia l’unico a saltare da qui al mercato di riparazione. Speriamo che questo non rompa del tutto il già difficile clima dello spogliatoio, e che non vada a peggiorare il precario equilibrio mentale del gruppo, che appare del tutto disunito.

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