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Reggina, Gagliardi: “Abbiamo fatto errori che neanche in prima categoria. Ma ci risolleveremo”

Inserito da on 20 marzo 2014 – 20:41No Comment |
Franco Gagliardi

Franco Gagliardi

Prima della difficilissima sfida con la seconda della classe, la prima se si esclude il Palermo che appare come essere di un’altra categoria, il tecnico amaranto Franco Gagliardi illustra alla stampa presente al centro sportivo S.Agata quelli che sono gli aspetti importanti della sfida del Castellani di Empoli.

Non è mancato uno sguardo alla condizione della squadra e delle considerazioni sugli errori commessi nel corso della gara del Granillo contro il Crotone.

La sconfitta con il Crotone della scorsa settimana: “Riguardo la partita persa col Crotone, abbiamo rivisto la partita, e a bocce ferme si evince che fino ad un certo punto della gara eravamo in campo bene, e poi c’è stato un black out in cui è successo di tutto. Squadra scarsa, limiti, forza esagerata da parte del Crotone che però io non vedo, da tecnico. Abbiamo fatto noi degli errori. Tutto quello che abbiamo fatto di buono fino al 75′ rimane, e da li dobbiamo ripartire. Senza buttarci addosso un manto di tristezza. Invece riguardando il tutto ci viene una certa tranquillità per la squadra che abbiamo, per come ha giocato e per come si è comportata. Abbiamo fatto errori che si fanno poco anche sui campi di prima categoria”.

Gli errori commessi: “Qualunque allenatore a cui si chiede conto del lavoro fatto dice che ha molta fiducia sul lavoro svolto e sui suoi giocatori. Da allenatore un po’ più serio dico che si sono commessi degli errori che non si devono commettere, e sui quali si deve intervenire senza dare addosso a nessuno. Lavoreremo anche sulla scorta del lavoro fatto e delle ultime prestazioni, ma non dimentichiamoci che la squadra milita nei bassifondi della classifica. Penso che riproporremo le stesse cose. Potremmo giocare a 4 che diventa a 5 con le sovrapposizioni degli esterni. Cercheremo di lavorare su delle certezze che siano le scelte migliori di uomini che abbiano recuperato psichicamente la batosta di Crotone”.

La prossima avversaria: “Quello che abbiamo preparato tatticamente, non ha a che vedere con l’Empoli. Loro sono una squadra che sta bene in campo, hanno un allenatore che ripropone le sue idee in maniera maniacale: giocano a 4 dietro, sono molto alti in campo anche perché hanno fiducia della propria forza, la classifica parla chiaro. Hanno un ottimo allenatore che applica i propri schemi in maniera maniacale. Hanno un perno di centrocampo che si chiama Valdifiore, che sa stare basso se la squadra che affrontano li costringe a stare bassi. Ma bassi non nella loro metà campo. Non so se giocheranno con Castiglia a sinistra o Moro a destra. Vedendoli in passato nelle categorie inferiori ci sarebbe voluto l’intuito a prenderlo in considerazione. Poi non dimentichiamo Maccarone e Tavano. A cui fanno da sponda o da contraltare Verdi o Pucciarelli che si alternano a dare freschezza in campo senza dare riferimenti e non disdegnano di fare gli attaccanti. Potrebbe aver anche avito difficoltà con l’Avellino. Ma l’Avellino ha molta cattiveria, voglia di stare in campo e crea difficoltà a tutti. L’Empoli è una squadra da rispettare per quanto riguarda il viaggio della Reggina verso Empoli, ma poi è da affrontare”.

I possibili cambi in panchina: “Non è la partita col Crotone che ci propone degli avvicendamenti da fare. Sarebbe riduttivo trovare il peccatore per una gara. Sicuramente le tre partite ravvicinate con Empoli, Modena e Pescara ci faranno fare attenzione sugli avvicendamenti. Non dico che ci sono partite più facili di altre. Cercherò sempre di mandare la migliore formazione, considerando i leggeri traumi psico-fisici. Saranno tutti a disposizione, ma qualcuno non è al top della condizione. Ricordo che da piccolo avevo la febbre subito prima di un esame, o magari subito dopo averlo fatto ed essere stato bocciato e doverlo rifare. Noi siamo stati bocciati dal Crotone e allora la febbre è un po’ alta. Speriamo di abbassarla presto”.

Lo stato di forma della squadra: “Riguardare la partita di Crotone fa capire molte cose della sconfitta. Vi invito a farlo. Si è passati da una esaltazione fisica/psichica o tattica ad una di sconforto totale. La sconfitta col Crotone ci renderà più attenti nel proporci ma renderà più attenti gli allenatori a proporre chi sta meglio sia di testa che di gamba. Nessuno si può sentire titolare, anche se nel mio intimo qualcuno la considerazione da titolare ce l’ha. Ma può darsi che proporremo una formazione per dar spazio a chi dall’inizio dell’anno si sta allenando con il massimo dell’impegno”.

Lo “strano” campionato della Reggina: “Noi siamo partiti male, Adesso siamo ripartiti meglio e siamo in una fase di stand-by. Purtroppo il campionato incalza, ma vi assicuro che se questa squadra partiva in maniera un po’ diversa poteva evidenziare più lacune ma si potevano anche evidenziare dei pregi che qualcuno non riesce evidenziare perché non viene messo in formazione. Giocare e giocare in un campionato di B ti permette di fare esperienza. È così anche per me. Io per diventare un allenatore normale ho bisogno di ancora un po’ di partite. Mi lascio prendere da un entusiasmo irrefrenabile che ogni allenatore dovrebbe avere e dovrebbe saper gestire. Il mio pathos con la Reggina si rifà ad altri sentimenti. Noi più freddi potremmo trovare dei giocatori importanti, perché ci sono. Al netto dei 90 minuti o meno nelle gambe. Stiamo vedendo la crescita PAmbou, la crescita di Sbaffo, la crescita dello stesso portiere. Ci sono giocatori che si stanno conservando. Altri, tipo Gerardi che entrano e segnano, ma che poi non si fanno prendere in considerazione dagli allenatori. Io sono convinto che siamo in miglioramento, ma ci manca quel qualcosa per segnare noi invece che loro, anche con un pizzico di culo in più. Credo che molti degli errori dipendano dalla classifica in cui siamo. Tutto parte dalla maledetta partita di Novara. Ma io ho fiducia perché ogni partita può vincersi per un episodio. Credo che se a Carpi loro avessero segnato prima di noi, non so se avremmo vinto, così come col Crotone se avessimo segnato prima noi. Noi abbiamo dei valori importanti, ma ancora non ci siamo scoperti. Abbiamo ampi margini di miglioramento sui quali io cerco di impostare la nostra salvezza”.

La supposta mancanza di leader nella squadra: “Un attaccante non può mai essere leader, può essere quello che ti salva. Considera che poi Di Michele ha un età. In casa, uno della sua età e della sua esperienza soffre il Granillo. Ma io in lui vedo sempre una cosa positiva. Lui al momento rende più in trasferta che in casa. Leader non è chi parla molto, specialmente a vanvera, ma chi parla al momento giusto e con dati di fatto. Al momento ognuno nel proprio reparto da il proprio contributo. Io nel mio piccolo ho assegnato le chiavi da leader a qualcuno in ogni reparto. Per dare di più attraverso i comportamenti e la volte la parola. Io dalla panchina ho i miei riferimenti, forse li vorrei più forti o che dessero di più. Ci stiamo lavorando. Io cerco dei leader forti, ma con una classifica come questa è difficile fare di più”.

Il possibile impiego di Gerardi dal primo minuto: “La classifica ci impone di giocare in un certo modo. Gerardi è il classico attaccante che dovrebbe permettersi di giocare alto e dar fastidio ai difensori. La caratteristica che ci ha permesso di dar problemi agli avversari, è stata quella di stare corti e sfruttare le gambe di giocatori come Fischnaller, Dumitru, Di Michele, lo stesso Di Michele. Noi abbiamo un certo modo di giocare, che non è quello di stare lungo lungo in campo. I nostri sono giocatori che danno profondità attraverso la corsa. Gerardi gioca di meno, non è mai partito titolare con noi, forse, ma in queste prossime partite ravvicinate avrà più spazio. Chiaro che se un giocatore entra e segna ci deve allarmare. Così come ci allarma quando in allenamento si atteggia a calciatore della domenica. Oggi invece sta migliorando il suo modo di allenarsi in vista dell’impegno di campionato. Noi lo consideriamo molto perché quando è entrato ha sempre messo dentro la palla. Francamente credo che forse sarà già messo dentro sabato a Empoli, vedendo la diversa disposizione tattica che potrebbe aiutarci a mettere in campo”.

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