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Verso Reggina-Latina, Gagliardi: “Di Michele imprescindibile. Pesanti le nostre assenze”

Inserito da on 4 aprile 2014 – 21:32No Comment |
Franco Gagliardi

Franco Gagliardi

Nella consueta conferenza stampa di presentazione della sfida di sabato pomeriggio allo stadio Granillo (ore 15, qui le info per i biglietti), il tecnico amaranto Franco Gagliardi, parla di un diverso approccio alla gara, che per esigenze di classifica non può che essere vinta.

Occorre vincere: “Il reparto più importante di questa squadra è l’attacco e non è un caso se tempo fa mi è stato suggerito di giocare a trazione anteriore. Non eravamo pronti, adesso lo siamo. Dobbiamo considerare che negli anni, questa squadra, ha sempre giocato in difesa. Dobbiamo avere la consapevolezza di giocarci la partita con tutti. Il punto, guardando la classifica, serve a poco: abbiamo alzato il tiro per questo, abbiamo commesso anche alcuni errori, specie nella ripresa. Mi è piaciuta la forza e la voglia di rimontare della squadra che finalmente ho ritrovato. Ripartiamo da lì, non abbiamo cambiato modo di giocare, possiamo sopportare certi tipi di carichi e, ripeto, mi è piaciuta la reazione. Ripeto, dalla sconfitta di Novara il tutto è cambiato. Per quanto riguarda la partita di domani, abbiamo bisogno di un approccio diverso perché adesso dobbiamo prendere quanti punti possibili. La Reggina è in forte crescita, ve lo assicuro”.

Gli squalificati: “Barillà e Dall’Oglio sono assenze pesanti, non è facile sostituirli perché li considero quelli in maggior crescita: Barillà l’abbiamo sballottato a secondo le nostre esigenze, Dall’Oglio era in ripresa. La nostra squadra manca di due mediani, abbiamo provato ad aggiustare le carte in corso adattando alcuni elementi. Speriamo di riuscirli a sostituire bene, perché ho fiducia nei mezzi di chi li sostituirà. Tutti devono stare in campana, dobbiamo trovare chi dà tutto nel corso della partita. Non cambieremo il modulo ma andremo a cercare coloro che sapranno esser utili alla causa”.

Il Latina e il tecnico avversario: “Una signora squadra, un allenatore figlio del Sant’Agata, se ci fossi stato due anni fa avrei detto: “Breda deve restare!” perché dopo di lui non mi sembra che la situazione sia cambiata. Breda non è stato amato dalla piazza, ricordo particolari durante le partite con la Primavera. Chi faceva parte dello staff tecnico ha sempre dato giusti riconoscimenti a Roberto Breda che, per me, può finire a far l’allenatore in ogni piazza di B”.

La Reggina come trampolino di lancio per giocatori e allenatori: “Oggi l’ambiente amaranto è complesso, l’ha patito anche Mazzarri che è riuscito a formarsi per diventare quello che oggi è. La Reggina è una giusta palestra per chi diventa allenatori.Una sfida delicata in cui dobbiamo fare punti assolutamente. Contro Modena e Pescara, ho provato a costruire rapporti con gli ambienti esterni. Breda ha sottolineato come la Reggina, a dicembre, fosse morta. La Reggina per come la stiamo sollecitando è pronta, potevamo fare meglio sicuramente, ma ciò fa parte del passato. Contro il Modena siamo andati in svantaggio, così come a Pescara, non ci siamo mai abbattuti. Crotone per 70′ abbiamo giocato noi, poi abbiamo concesso troppo. Oggi sembro cauto perché voglio riflettere, voglio far emergere la concentrazione, Zanin lavora sempre in campo che per me sarà un Breda degli anni futuri. Proviamo a spostare la mentalità di sfruttare questa struttura al meglio, probabilmente influenzata da elementi esterni. L’obiettivo è far sì che il Sant’Agata diventi palestra e sia il motore del futuro, quando è il momento di cogliere dall’albero il frutto come Bochniewicz e Pambou”.

La Rosa: “Tutti oggi possono giocare in serie B, forse non contemporaneamente. Prendendo come punti di riferimento Di Michele sul campo, Favasulli all’esterno. Il capitano amaranto, per me e Zanin, è un elemento imprescindibile. Lui avrà espresso un concetto personale”.

Il caso Lucioni: “Lui è l’elemento determinante per questa retroguardia. Il calciatore va allenato in campo, il lavoro sul singolo non prescinde soltanto dal campo. Lui è caduto nel prendere sistematicamente gol da palla inattiva. L’atteggiamento di Zanin da queste situazioni è cambiato perché ha notato che Lucioni dava dal punto di vista fisico ma che rischia di mollare. Un po’ come Foti che ha chiesto alla mia persona: “Se hai mollato, vai”. Lo ha chiesto direttamente a me, perché sono il suo uomo di fiducia. Io ho provato a spostare il tiro sempre su di me, per questo il presidente mi ha confermato. Io sono sicuro che questa Reggina si salverà. Io non ho attaccato Lucioni, gli ho pure chiesto scusa a lui, ma ho utilizzato quelle parole forti per far sì che non mollasse. Secondo me può andare ancora di più”.

Il suo rapporto con la Reggina: “Io faccio sempre il paladino di questa società perché mi ha dato tanto, ma spesso abbiamo avuto opinioni contrastanti: tramite ciò siamo cresciuti insieme”.

La forma fisica: “La Reggina è una squadra in salute e sta potenziando ogni settore dell’organico. Abbiamo avuto calciatori che non erano ancora pronti nel corso dei 90′ adesso siamo tutti pronti. Non dico che la Reggina resta sulle gambe ma piuttosto rischia di avere qualche rallentamento dovuta alla stanchezza mentale. A Pescara abbiamo rischiato di tenere giocatori che già avevano dato tutto, la gestione però tutto sommato è andato bene”.

Bochniewicz: “Pawel è un calciatore che secondo me può stare bene davanti al centrocampo perché ha sia centimetri che buon palleggio. Io lo vedo ottimamente in una difesa a tre, perché ha un’ottima visione di gioco e una buona elevazione. Bochniewicz sta crescendo calcisticamente, stiamo provando a far sì che diventi utile anche in futuro per questa società”.

La gestione di gara e gruppo: “C’è stato un periodo in cui, anche secondo quanto affermavate voi stampa, la Reggina non sbagliava un cambio. Tornando indietro nel tempo, ricordo il cambio di Calil che è nato da un gol in fuorigioco e un gol mancato da noi che ci siamo impauriti. Io ritengo che quando la squadra è schierata non può prendere gol, lì non c’è stata la lettura su un calciatore più fresco. Non credo ci sia incapacità dello staff tecnico, noi ce ne facciamo carico delle sconfitte. Ritengo che ci possa stare tutto in questo periodo, Gagliardi si fa carico delle decisioni che portano alla sconfitta”.

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