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Foti: “Reggina abbandonata dai tifosi. Sull’allenatore, non rifarei la stessa scelta”

Inserito da on 29 aprile 2014 – 05:42No Comment |
Lillo Foti in conferenza stampa

Lillo Foti in conferenza stampa

Conferenza stampa fiume del patron Foti, che affronta incalzato, poco a dire il vero, dalla stampa reggina, i principali temi che hanno caratterizzato la disastrosa stagione amaranto.

Parole che in parte si sono già sentite nelle precedenti interviste del presidente, e altre che non danno le risposte promesse.

Al termine della conferenza stampa, dietro nostra sollecitazione, una confidenza: “Non rifarei tutte le scelte. Atzori? Non lo richiamerei”.

In avvio di conferenza, il patron amaranto, fa un premessa che ritiene doverosa: “La Reggina non ha nulla di cui nascondersi ed è aperta a qualsiasi domanda. Ribadisco il mio pensiero, che mi è sempre appartenuto: La Reggina ha una vita molto più lunga della mia e io devo essere al servizio della società e non viceversa. Gradirei che non si uscisse più con situazioni che possano generare nel tifoso o nello sportivo modi di pensare diversi dalla realtà. Sono qui per ricevere, da parte vostra, tutte le domande che ritenete più utili”.

Interrogato sulle prospettive del prossimo futuro, Foti parla della situazione attuale, difficile, e di come una retrocessione potrebbe modificare i piani futuri della società: “Fermo restando che qualsiasi moribondo speri di continuare la vita, credo che la situazione sia chiara. Anche io ho la sensazione che la Reggina possa domani retrocedere. È un risultato che ci appartiene e di cui mi sento responsabile. Non scarico responsabilità su nessuno. Io ieri ero qui alle 5, pioveva, sono andato al settore giovanile, ho visto l’infermeria super ordinata e mi sono complimentato con le persone che lavorano al suo interno. Dall’altra parte c’era il dispiacere che se arrivasse il temuto risultato sportivo questo comporterebbe che la società dovrebbe ridurre il proprio personale”.

Le conseguenze della retrocessione: “Se dovessimo retrocedere in Lega Pro, la Reggina non potrà fare il campionato primavera, per via delle regole (questo significa che dovrà ridimensionare la propria struttura). Ma queste sono le cose di cui mi sento responsabile. La reggina ha una situazione economica un po’ difficile, che rispecchia il sistema, che ha delle grandissime difficoltà. La Reggina ne ha forse di meno rispetto ad altre perché la Reggina ha qualcosa che gli altri non hanno. Come ho già detto, la Reggina è ricca e ha un potenziale enorme, non solo tecnico ma anche di uomini”.

Le cause delle difficoltà: “Il mercato di questa stagione è stato un mercato di una povertà estrema, e alla fine chi ne risente sono le zone e i territori più poveri. Questo è il motivo per cui la Reggina è andata in difficoltà. Ma la Reggina ha il coraggio, la storia e le potenzialità per superare tutte le difficoltà. Non mi è piaciuta la ricerca del capro espiatorio, dell’andare l’uno contro l’altro. Ha portato povertà alla Reggina. Dovremmo guardare alla situazione con la dovuta solidarietà. Io cerco solo di salvare e promuovere il marchio Reggina, che – chiude il patron – all’estero è molto apprezzato”.

Il futuro della società, del presidente, e della squadra: “Quando parlavo di forza e coraggio, parlavo del futuro. Non mi preoccupa il fatto che ci possa essere io oppure no. Sono aperto a dare ad altri tutti i consigli del caso. Io ho da risolvere le difficoltà dell’immediato che non sono quelle della Co. Vi. So. C.. Per questo ho voluto questa conferenza, la mia scorsa intrusione era per precisare le procedure seguite dalla Reggina. Di alcune abbiamo dato spazio sul sito con i documenti della banca, a testimonianza dell’avvenuto pagamento dei calciatori. Sono rimasti fuori alcuni calciatori che erano già andati via e che non erano più tesserati. Si tratta dei vari Bonazzoli, Colombo, Zizzari e altri che non sono più tesserati con la Reggina, che non ha nessun obbligo a pagarne i mensili. Sarebbe meglio da parte della federazione, prima di dar comunicazioni che appaiono come delle condanne, chiedere conto alle società di produrre le carte. Ho chiesto al presidente federale che la Reggina venga prosciolta già in fase di dibattimento. Che poi la Reggina non abbia particolari simpatie – chiosa il presidente – è un altro discorso che attiene alla sfera personale, dove forse è più colpa di Foti che della Reggina. Foti che avrà commesso anche degli errori”.

I passati deferimenti e condanne: “Se la Reggina nel passato ha avuto qualche vizietto, è perché faceva parte di un sistema, dal quale, se non avesse fatto le cose che ha fatto, sarebbe stata estromessa. Ma sono cose fatte sempre per difendere la Reggina e mai per altro”.

I possibili nuovi investitori: “Ho cercato anche all’esterno. Non posso andare a cercare sulla strada, ma ho cercato di offrire dei progetti interessanti a chi volesse investire nella Reggina. C’erano stati dei colloqui interessanti che avrebbero portato a nuovi sviluppi per la Reggina. E questo a me interessava più di ogni altra cosa. Credo che il risultato di questa stagione sia dipeso dalla mia necessità di dare nuova linfa alle casse amaranto. Ma sappiamo che il territorio è quello che è. Le porte del Sant’Agata sono chiuse per gli allenamenti, è vero, ma le porte della sede sono sempre aperte a tutti”.

Vicenda nuovo stadio: “Ho cercato di dare alla gente uno stadio con maggiori comfort, come sognavo da ragazzino. Ho sempre definito il Granillo, e devo ringraziare il sindaco Falcomatà che ci ha dato la possibilità di usarlo, uno stadio un po’ bulgaro, ma che è servito alla crescita della Reggina. Ma che allo stesso tempo deve essere adeguato alle esigenze del pubblico che vuole seguire il calcio in un ambente più disponibile. Ho sempre voluto uno stadio che fosse della Reggina, con l’obbiettivo di rafforzare questa azienda e avere il rispetto di tutti. In questo momento ho l’obbiettivo di mettere la Reggina nelle condizioni economiche il più chiare e semplici possibile. Se qualcuno ha pensato cose diverse, essendomi io confrontato con i rappresentanti della Lega, posso dire che ci sono delle altre problematiche, e che il sistema cerca il massimo rispetto delle regole. Anche l’anno scorso ci sono state delle iscrizioni in Serie B che hanno destato scalpore”.

I deferimenti attuali: “Non parlo dei deferimenti, perché questo argomento preferisco affrontarlo direttamente in ambito federale con i documenti necessari. I deferimenti comunque potrebbero portare a punti di penalizzazione nei prossimi campionati”.

Il mercato: “Il mercato è stato un mercato asfittico, che è stato il vero problema della Reggina, nonostante le mie conoscenze, e vede in difficoltà anche le grandi società. Fa parte del contesto del paese. Il calcio si è retto in piedi sui soldi che il sistema gli ha dato. Non è solo frutto dei diritti televisivi. Oggi le aziende sono in difficoltà e non sono in grado di supportare anche il calcio e si stanno cercando altri modi di sostenerlo. Anche la Reggina che è stato in questo caso antesignana. Per questo credo che la Reggina sia ricca e florida, e in grado di potersi confrontare. Il problema è il mercato che già a luglio e agosto non ha permesso nessun tipo di operazione. E la Reggina, rispetto agli altri ha fatto qualcosa di rispettoso, facendo a meno di qualche calciatore, mentre qualcun altro ha assunto dei contratti e poi è fallito scappando. Ma io sono a Reggio e non posso scappare. A scappare sono bravi tutti”.

Cambio al vertice societario: “Ho lottato per non cambiare. È stata una delle pagine più brutte della mia esperienza personale alla Reggina. Non è stato altruismo, ma di fronte a un bene superiore, fare un passo indietro è stato utile. In questo momento penso di essere con voi molto chiaro e sincero. I tifosi, e l’errore è stato mio, credo siano stati i primi a mollare la Reggina. Credo che la Reggina abbia dato tanto alla gente. Ha dato passione, ha fatto fare sacrifici che io stesso riconosco, ma ha mollato alle prime avvisaglie, e l’errore è stato nostro. Nel periodo del meno 15, i vari Lucarelli, Amoruso, Bianchi, io, andavamo in giro a dare i biglietti omaggio nelle scuole, per riempire il Granillo che era in difficoltà. Poi ci saranno state le varie storie della tessera del tifoso, ma l’ho detto sabato, io sto accanto a chi amo ed è in difficoltà. E non c’entra Foti, ma la Reggina. Chi scende in campo ha bisogno di sentirsi supportato e sostenuto, ma se andiamo a pensare che negli ultimi 15 punti a disposizione in casa, ne abbiamo fatto 1 solo… Il Granillo è diventato il possesso di tutti. La responsabilità sarà di quelli che scendono in campo, di quelli in panchina, di Foti, ma avere la gente con te, questo tipo di senso di appartenenza, e aver identificato tutto come se Foti avesse fatto i soldi, i palazzi. Sento interviste di ex dirigenti che a parlare siamo tutti bravi, ma a dimostrare con i fatti è la cosa più dura. Credo che la Reggina negli ultimi 20 anni ha dimostrato con i fatti”.

C’è chi non si rassegna, ma: “Ho parlato con Barillà, mi ha detto “presidente dobbiamo lottare”, e io gli ho risposto: dovevamo farlo prima. Il mio episodio più bello è stato Reggina-Livorno di 3 anni fa. Dove su 18 convocati 13 erano del S. Agata. Ma i primi a darmi difficoltà sono stati loro. Come se la Reggina li avesse utilizzati. La Reggina, che gli ha permesso una crescita anche professionale. Pensano che la Reggina si è approfittata di loro. Questo fa parte della cultura sbagliata. Quello è stato il giorno più felice della mia carriera”.

Le difficoltà del momento: “Spero di superare le difficoltà che ci sono. Ancora siamo nel campionato di B, dobbiamo essere realisti, ma la Reggina ancora non sa cosa sarà per quanto riguarda la fine del campionato di B. In questo momento io devo pensare a tenere in piedi la Reggina Calcio. Il mio pensiero, che mi ossessiona, è quello di tenere in piedi la Reggina Calcio. Poi quello rivolto alla squadra, ai calciatori, sara un pensiero successivo. L’aiuto esterno che può arrivare consiste nel coinvolgere altri soggetti nel progetto. Nessuno ha a disposizione dei soldi e te li da. Tu, oggi, la gente la puoi coinvolgere solo su un progetto. L'”aiuto” è un termine che fa parte del passato, oggi si parla di progetto a cui si può aderire o meno. Quando io parlo del fatto che la Reggina non mi appartiene, mi rendo disponibile a qualsiasi confronto”.

Sulle polemiche create ad arte dopo Reggina-Cittadella, sul rigore sbagliato da Gerardi e le parole di Coly: “Non ho nulla da dire al signor Criscitiello, né ne ho la voglia. Dovrebbe però parlare con i fatti e con le prove, e dovrebbe farlo andando alla procura. Sappiamo tutti che è legato con un rapporto di parentela al presidente del Novara. C’è sempre una lettura diversa a tutte le situazioni. Ha costruito un progetto tutto suo grazie al sistema calcio, e che oggi spari a zero al sistema calcio è un fatto”.

La caduta delle ex-grandi: “Notavo che le squadre che hanno fatto i playoff nel 2011, oggi lottano per la salvezza. La Reggina ha parlato con Abodi per molte delle cose fatte, come il salary cap. Sono tutte iniziative targate Reggina e di cui molti mi danno atto. La Serie B è in difficoltà perché distribuisce risorse che non consentono alle società di stare in piedi. La Reggina ha incassato in questa stagione 283 mila euro frutto di una ventina di inserzionisti, compreso anche Ciao che è in arretrato di una cifra importante. Ma non deve essere uno scandalo, fa parte della crisi economica. Lo stadio costa circa 300 mila euro, se ne incassano dagli abbonamenti meno di 500 mila e se ne spendono in trasferte oltre un milione. Ma sono tutte cifre che potrete vedere nei bilanci. L’anno prossimo non sarà più difficile, devi portare un prodotto più qualificato e il mercato te lo accetta. Quindi bisogna lavorare perché il prodotto sia più qualificato. Io lo sto facendo da qualche mese, perché sia il più qualificato possibile. Oggi avete più mezzi, vi fermate però solo alla notizia, ma non andate ad approfondire. Oggi ci si ferma ai titoli ma non si approfondisce più. Ad esempio all’estero il prodotto calcistico italiano ha difficoltà. Pensate che i soldi entrati in Italia, erano solo dovuti a calciatori stranieri che hanno lasciato il nostro paese”.

La gestione familiare: “Tolentino è un ottimo professionista. Ho preferito privilegiare una soluzione più reggina (ride ndr). Io parto dal fatto che le responsabilità sono prima di tutto mie. I grandi errori li hanno commessi i presidenti delle società che si credevano i padroni del vapore. I calciatori giovani non possono permettersi di lavorare 9 ore la settimana e guadagnare 70/80 mila euro. Io gli devo dire che devono fare sacrifici, ma come posso farmi ascoltare”?

Il Fallimento del Bari e i debiti delle altre società: “Io non accetto quello che si farà con Bari, perché con l’ingresso di nuovi soci, verranno tutelati solo i tesserati, mentre i creditori prenderanno ZERO. Ma queste sono le regole. Vediamo cosa succede. E lo farò controllando che non ci possa essere qualcosa che possa far danno alla Reggina. Come è successo nell’occasione del meno 15, quando il Lecce e il Brescia vennero a dire che Lillo Foti è un delinquente e un mafioso. Foti non è né un delinquente né un mafioso”.

Il futuro del calcio: “Per me il calcio del futuro deve essere diverso. Altrimenti resterà un fatto di campanile. Dovrà offrire lo spettacolo in campo, per questo ci vogliono i professionisti. Ma deve esserci lo spettacolo anche sugli spalti altrimenti sarà il solito vinci tu e perdo io che non coinvolge più i giovani. Io ci penso spesso, il parlarsi male a vicenda porta all’azzeramento totale e a alla povertà. Il calcio, che è uno spettacolo, se non aumenta la partecipazione non lo si salva. L’unico posto dove si vedono i numeri sugli spalti è Cesena, frutto della romagna migliore. Io pensavo che l’esordio col Bari potesse proliferare, ma mi sbagliavo”.

Il piano di rientro: “La Reggina ha presentato dei piani con l’agenzia delle entrate per quanto riguarda le risposte che le società devono dare allo stato. Stato che incassa dal calcio oltre un miliardo di irpef. In federazione si è stabilito un piano, e che per l’iscrizione ci debba essere un quadro chiarissimo di quelli che sono i debiti che le società devono allo stato. La Reggina ha presentato un piano, che chiaramente è ufficiale e che deve essere documentato, e propone un piano di rientro di quelle che sono le rate che la Reggina dovrà pagare da qui in avanti”.

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