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Lillo Foti in conferenza stampa: “Ho intenzione di fare un azionariato popolare. L’organico? È discretamente dignitoso

Inserito da on 16 luglio 2014 – 11:32No Comment |
Il presidente Foti

Il presidente Foti

Prima conferenza stagionale del patron della Reggina Lillo Foti, che si presenta nella sala stampa del centro sportivo S. Agata per rispondere alle domande dei giornalisti presenti.

“Sono qui per portarvi a conoscenza di quello che abbiamo fatto per l’iscrizione della Reggina al prossimo campionato. La stagione è stata difficile e negli ultimi 40 giorni abbiamo lavorato silenziosamente per permettere a questa realtà di continuare nella sua vita. Io vorrei che la Reggina tornasse ai suoi tifosi, alla sua città. È l’obbiettivo sul quale io lavorerò”.

“Su questa situazione hanno pesato anche mie difficoltà personali, che mi hanno costretto a lasciare il mio posto nel consiglio di amministrazione. Il risultato sportivo ci ha penalizzato non poco e io ho accusato dei momenti di stanchezza. Devo dare atto alla mia famiglia che è stata quella che mi ha stimolato a dare il massimo per la Reggina. Guardandomi con le mie figlie ho visto che c’erano uno stimolo e una determinazione che mi hanno spinto a continuare sia per rispetto a loro che per rispetto a chi lavora qui dentro”.

“Adesso bisogna sorridere e andare avanti, Ho avuto la disponibilità di tutta la lega B che mi ha spinto ed aiutato ad andare avanti. Questo è il risultato di tutti coloro che credono nell’azienda e nel marchio Reggina. Negli ultimi 28 anni la Reggina è l’unica società del SUD che non ha subito fallimenti. Questo dimostra che qui si è lavorato per il bene della Reggina e per la gente. Vorrei che la Reggina torni ad essere della gente, ma non come chiacchiera da bar, ma come gente che torna ad andare allo stadio affezionandosi alla squadra. Ho avuto tanti supporti decisivi e tante delusioni, che ho toccato con mano, ma che non mi hanno fermato nel mio lavoro”.

“Ieri sono venuto in sede con la fidejussione in originale e ne ho data una copia a tutti coloro che lavorano qui al S. Agata, per darne merito e riconoscimento. Vorrei che la si finisse con i personalisti e si desse merito al gruppo per il lavoro che si è fatto. Adesso l’obbiettivo è quello di dare la Reggina alla città. Sarà lo slogan che mi apparterrà nei prossimi mesi. Non saremo qui a dare fiato a chi dice che facciamo aria fritta, che ancora sta qui ad ascoltare e che invece potrebbe alzarsi e andare via, invece di stare qui ad ascoltare aria fritta. La Reggina appartiene alla città e non a Lillo Foti, e voi avete l’obbligo di difenderla. Io sono stato sempre disponibile a documentarvi quello che facciamo. Noi lavoriamo apertamente e non pensate che ci siano chissà quali sotterfugi. Questo sarà un anno difficile ma che affronteremo con il sorriso, e chi non vuole sorridere con noi, può andarsene”.

“Stiamo affrontando una crisi di valori dei paesi più evoluti che dimostrano di non volersi sacrificare. Anche ai mondiali lo abbiamo visto. Nei paesi dove c’è ancora lo spirito di sacrificio, anche nel calcio hanno ottenuto i migliori risultati. In un momento di boom economico abbiamo esaltato i singoli facendo loro del male. Adesso anche realtà importanti come Siena e Padova hanno dovuto abbandonare il calcio professionistico. Credo che ci sia bisogno di un ritorno ai valori e non di aria fritta.

“Lavorando insieme con spirito di sacrificio si tornerà ad ottenere i risultati. Questo sarà quello che farà la Reggina lavorando nel rispetto delle regole e con la pretesa che tutti le rispettino. Il calcio è un gioco della gente, e senza gente il calcio non esiste. Voglio che la Reggina torni al campo per tifare. Il calcio è un gioco di squadra e di pubblico se manca il pubblico si fallisce”.

“La delibera della fidejussione era stata deliberata e poi annullata per una postilla. Noi qui non abbiamo le banche che possono salvare le squadre, come hanno fatto nei confronti di altre squadre al nord. La Reggina, contando anche i singoli centesimi, era in condizione di ottenere la fidejussione. Ieri abbiamo preso l’aereo alle 16 e consegnato la fidejussione alle 17.30, in tempo e non all’ultimo minuto. Chi ha detto che la Reggina non ha soldi, lo ha fatto da persona impreparata e che non conosce le cose. Ogni calciatore di giovane età ha un valore. Noi abbiamo rinunciato ad alcuni calciatori, lasciandoli liberi di accasarsi per tenere i giovani. Per noi anche il risparmio di alcuni stipendi è stato una plusvalenza”.

“Nei giorni scorsi un genitore di un ragazzo che era qui al S. Agata è venuto a trovarmi chiedendomi il cartellino del figlio. Diceva che la Reggina non farà più attività giovanile. La Reggina deciderà il percorso migliore al ragazzo, proprio per rispetto al ragazzo”.

“La Reggina dovrà tornare alla gente. Ho intenzione di fare un azionariato popolare. Penso che chiederò i fare un consiglio di amministrazione allargato“.

“Io sono sereno per il lavoro svolto, ho mantenuto gli impegni presi nei confronti della mia famiglia, e dei tifosi. Oggi sono stanco e cattivo. Mi piace sentire le chiacchiere di pochi, che insinuano che la Reggina abbia depauperato, ma cosa? Io vedo che solo lo stadio e il S.Agata sono le uniche strutture che funzionano e che non hanno problemi”.

“Vi farò avere un elenco di tutte le operazioni di mercato. La Reggina ha venduto Bochniewicz, ha risolto le comproprietà di Fischnaller e Arrighini. Altre operazioni in uscita non ne ha fatte. Poi ha risolto alcuni contratti. Se oggi la Reggina è iscritta vuol dire che la Reggina ha risolto le proprie pendenze con i propri tesserati. Nino Barillà mi ha chiesto di poter stare nella categoria superiore, e nel rispetto di un accordo con la Reggina si è accasato al Trapani. Lo stesso Lucioni, che forse non trovando casa in Serie B è andato al Benevento”.

“Se io sono qui, è per parlare e per rispetto ai vostri lettori e tifosi della Reggina. Che mi si dica che faccio aria fritta è una cosa che personalmente non mi va giù. Ho bisogno di gente che si senta Reggino, bisogna cambiare modo di pensare e di lavorare. Non è possibile che un calciatore lavori due ore la settimana. Non è possibile, non gli deve essere concesso. Deve sentirsi parte dell’azienda. Ma la colpa non è la loro, è dei presidenti, che infatti chi ha mollato da una parte chi dall’altra”.

“Stamattina ho avuto la chiamata di Francesco Ghirelli, che è il direttore generale della Lega Pro, che mi ha chiamato per congratularsi”.

“A me non risulta nessuno che si sia fatto avanti per propormi qualche soluzione o disponibilità per rilevare la Reggina. Sono io che ho sondato la disponibilità che qualche soggetto potesse avvicinarsi alla Reggina Calcio. Stamattina guardavo quello che è l’organico della Reggina. E posso dire che è un organico discretamente dignitoso. Per esempio abbiamo due portieri di prospettiva, come Kovacsic e Leone. Poi abbiamo tanta qualità nei 23 che sono ad oggi contrattualizzati con la Reggina. Per non parlare di quello che c’è nel settore giovanile. Poi se ne parlerà con l’allenatore nel momento in cui sarà scelta la nuova guida tecnica. Ma non è una scelta così stringente. Se pensiamo che solo ieri la Serie A, ha messo sulla strada quelli che erano i 30 calciatori del Siena”.

“Devo ringraziare l’Agenzia delle Entrate ed il tribunale di Reggio, che hanno dimostrato fiducia nei confronti della Reggina Calcio. Il debito è stato rateizzato in 15 anni. Col fallimento, i debiti sarebbero andati a cadere sui cittadini. Sono 5 milioni in 15 anni con l’Agenzia delle Entrate”.

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