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Reggina-Messina: le considerazioni di Franco Cleopadre

Inserito da on 16 settembre 2014 – 09:45No Comment |

curva-sudDi Franco Cleopadre – Reggina-Messina 0-1. Complimenti alle due tifoserie che seppur non si sono risparmiate dagli spalti i cori di sfottò, hanno deluso chi aveva classificato l’incontro ad alto rischio, d’incidenti.

Anche dopo la delusione della retrocessione, il popolo amaranto ha creduto in questa Reggina. Ma anche stavolta, la squadra è mancata all’appuntamento con la riscossa. Sembra una maledizione ma ogni volta che gli spalti del Granillo grondano di tifo, la squadra fa cilecca. La bella cornice con il Novara, il pareggio in casa con il Bari all’inizio dell’anno scorso, e la sconfitta di venerdì sera con il Messina, chiudono la triade del non c’è due senza tre. Peccato veramente, perché la vittoria avrebbe messo le ali non solo alla squadra, ma al tifo amaranto che a fine partita con gli applausi tributati a Insigne,Viola e C., ha dimostrato di avere metabolizzato la sconfitta ed è già con testa proteso a Venerdì sera quando al Via del mare di Lecce incontrerà la squadra locale.

Ciò è il contrario dello sconforto che avrebbe potuto prendere il sopravvento tra il meraviglioso pubblico del Granillo. Gli applausi sono probabilmente il frutto della supremazia tecnica e organizzativa degli amaranto rispetto ai giallorossi. Ma è risaputo che il calcio è fatto da episodi che girano ora a favore, ora contro, e questa volta l’episodio ha girato a favore del Messina con un tocco magico di Orlando che ha messo fuori causa l’incolpevole Kovacsik a meno di 10 minuti dalla fine. Si è trattato di uno dei rarissimi tiri in porta, che si possono contare su mezza mano, effettuati dal Messina, ma vince l’incontro chi riesce a mettere la palla in rete e ciò è stato appannaggio degli ospiti.

LA REGGINA ha commesso l’errore di giocare troppo per linee orizzontali, con fraseggi a centrocampo a danno della verticalizzazione e dell’ incisività nell’area dei 15/20 metri. Specie nel primo tempo gli amaranto avrebbero potuto fare bottino pieno con Insigne, ma purtroppo ciò non è accaduto. La difesa è apparsa un po’ statica, e a parte Di Lorenzo nel secondo tempo, ha contribuito poco alla manovra offensiva in fase di ripartenza. Il centrocampo forte nell’interdizione, ha evidenziato le solite carenze in fase di costruzione, lacuna che la squadra si porta dietro dal dopo Mozart, o Giacomo Tedesco. I suoi uomini, Armellino, Dall’Oglio e Rizzo, sono un po’ calati nella ripresa e la mancanza di adeguati ricambi, con tutto il rispetto per i ragazzi della primavera dell’anno scorso amaranto, si è fatta sentire. Rizzo ha cercato di fiondare diagonali da destra a sinistra per Di Michele,ma il buon Davide ha fatto quello che il calendario gli permette. Probabilmente, l’uomo di Guidonia, inserito a tre quinti partita, con energie fresche, fisiche e mentali, potrebbe essere l’uomo partita. Viola, padrone di un gioco veloce ed estroso, al pari di Insigne, è in grado di dare fastidio a tutte le difese per velocità e rapidità di movimenti, ma ha bisogno di ricevere palloni giocabili. Insigne, dopo l’ammonizione si è un po’ defilato. Masini, speriamo non si trasformi in un altro Cacia, che cioè esploda dopo Reggio.

IL MESSINA pur tra qualche incertezza difensiva, ha sapientemente atteso la Reggina al varco per colpirla. Ha il merito di non essersi dato ai leziosismi, pur dimostrando, rispetto agli amaranto, un centrocampo più dinamico in fase d’impostazione, ha subito la supremazia organizzativa reggina,ma alla fine ha fatto gioire i circa 800 supporter presenti in curva ospiti, curva, che probabilmente farà pagare a Lo Monaco una discreta multa per i tanti mortaretti fatti esplodere nel corso della partita. Comunque, complimenti alle due tifoserie che seppur non si siano risparmiati dagli spalti i cori di sfottò, hanno deluso chi aveva classificato l’incontro ad alto rischio, d’incidenti.

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